A lunedì prossimo!
Blog di Daniele Gasparri, astrofisico e divulgatore scientifico. Cerca i miei libri su amazon.it
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mercoledì 9 maggio 2018
Astrofisica per tutti: l'accelerazione di gravità
Se avete seguito la passata video lezione della mia web serie "Astrofisica per tutti", avrete iniziato a familiarizzare con la forza di gravità (e non solo in modo passivo come quando dobbiamo sollevarci dal letto la mattina). A questo punto vale la pena andare un po' più in dettaglio e cercare di capire come può essere descritta questa strana forza, attraverso quello che viene chiamato campo di gravità. Questo può essere descritto, almeno in prima approssimazione, con una quantità detta accelerazione di gravità. Questa, al contrario della forza di gravità, è qualcosa che dipende solo dal corpo che stiamo studiando e non dalla massa dell'oggetto che utilizziamo per misurare la forza. Quanto vale l'accelerazione di gravità sulla Terra? E sugli altri corpi celesti? Scopriremo cose molto interessanti con questo nuovo concetto.
A lunedì prossimo!
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lunedì 16 aprile 2018
Astrofisica per tutti: nuova web serie
L'astrofisica è una materia affascinante che cerca di rispondere a tutte le domande che possono venirci in mente quando pensiamo all'Universo e ai suoi abitanti.
Purtroppo l'astrofisica non è una materia facile da comprendere, soprattutto perché si fonda su un linguaggio piuttosto astruso: la matematica. Certo, i concetti base e le conclusioni possono essere semplici da comprendere e accettare. Dire ad esempio che tutti i corpi celesti sentono e producono forza di gravità non presenta alcuna difficoltà di comprensione. Tuttavia, c'è molta differenza tra credere e capire, tra accettare quello che un astrofisico ci racconta e capire se effettivamente quello che ci è stato detto può essere vero o no.
Visto la scienza basa le conclusioni su fatti provati e non su opinioni, ho deciso di creare una web serie che cerchi di spiegare alcuni argomenti di fisica/astrofisica sotto un punto di vista differente. Non più il professore che recita agli alunni concetti indimostrabili che devono quindi essere accettati come un atto di fede, piuttosto un percorso comune che spesso parte da domande piuttosto semplici, le cui risposte verranno trovate insieme e soprattutto dimostrate con gli strumenti della matematica e della fisica. Non vi preoccupate, il linguaggio, la matematica, ce la metterò io. Insieme, però, dovremo (re)imparare a ragionare, a pensare, a fare ipotesi, a immaginare, a proporre deduzioni logiche ed esperimenti mentali per capire se le nostre supposizioni e le conclusioni possono essere corrette o meno.
Non impareremo quindi solo semplici nozioni teoriche ma un metodo per iniziare a scoprire con le nostre forze la straordinaria realtà che ci circonda.
La prima stagione della web serie è stata già girata. L'appuntamento è ogni lunedì sera alle 21:30 sul mio canale Youtube. Andremo avanti fino a settembre e poi, se la vostra risposta sarà stata positiva, verrà girata una seconda (e più impegnativa, per me e per voi!) serie.
Sono già online i primi 6 episodi. Guardateveli e non vi perdete i prossimi!
Purtroppo l'astrofisica non è una materia facile da comprendere, soprattutto perché si fonda su un linguaggio piuttosto astruso: la matematica. Certo, i concetti base e le conclusioni possono essere semplici da comprendere e accettare. Dire ad esempio che tutti i corpi celesti sentono e producono forza di gravità non presenta alcuna difficoltà di comprensione. Tuttavia, c'è molta differenza tra credere e capire, tra accettare quello che un astrofisico ci racconta e capire se effettivamente quello che ci è stato detto può essere vero o no.
Visto la scienza basa le conclusioni su fatti provati e non su opinioni, ho deciso di creare una web serie che cerchi di spiegare alcuni argomenti di fisica/astrofisica sotto un punto di vista differente. Non più il professore che recita agli alunni concetti indimostrabili che devono quindi essere accettati come un atto di fede, piuttosto un percorso comune che spesso parte da domande piuttosto semplici, le cui risposte verranno trovate insieme e soprattutto dimostrate con gli strumenti della matematica e della fisica. Non vi preoccupate, il linguaggio, la matematica, ce la metterò io. Insieme, però, dovremo (re)imparare a ragionare, a pensare, a fare ipotesi, a immaginare, a proporre deduzioni logiche ed esperimenti mentali per capire se le nostre supposizioni e le conclusioni possono essere corrette o meno.
Non impareremo quindi solo semplici nozioni teoriche ma un metodo per iniziare a scoprire con le nostre forze la straordinaria realtà che ci circonda.
La prima stagione della web serie è stata già girata. L'appuntamento è ogni lunedì sera alle 21:30 sul mio canale Youtube. Andremo avanti fino a settembre e poi, se la vostra risposta sarà stata positiva, verrà girata una seconda (e più impegnativa, per me e per voi!) serie.
Sono già online i primi 6 episodi. Guardateveli e non vi perdete i prossimi!
lunedì 1 febbraio 2016
Guida per diventare astronomi (o astrofisici)
Tante persone mi chiedono come si diventa astronomi, quale
sia il miglior percorso di studi e quali i requisiti per affrontarlo nel
migliore dei modi e non lasciarsi travolgere finendo tra la folta schiera degli
studenti fuori corso e privi di prospettive. In un precedente post ho dato
delle indicazioni di massima; ora è arrivato il momento di fare sul serio.
La prima domanda: chi è e
cosa fa un astronomo?
La definizione migliore in realtà non è più astronomo ma
astrofisico e questa ci dà già una migliore idea della situazione. Un
astrofisico è una persona, curiosa di natura, che cerca di scoprire le leggi
fisiche che governano l’Universo. In pratica, è un fisico a tutti gli effetti,
solo che invece di indagare situazioni terrestri si proietta nelle profondità
dello spazio.
L’astronomo di un tempo, quella figura un po’ tuttologa che
utilizzava un telescopio per fare le più disparate scoperte, non esiste più:
l’astronomo moderno, l’astrofisico, è di fatto un topo da laboratorio o,
meglio, da ufficio. Non si osserva più al telescopio e la materia è ormai così
vasta che non ci si può più occupare di tutti i campi dell’astronomia. Ci sono
allora astrofisici specializzati nello studio dei pianeti (planetologi), delle
stelle (astrofisici stellari), astrofisici impegnati nello studio delle
galassie o dei moti dei gas tra le galassie (detti dinamici). Ci sono
astrofisici osservativi, che programmano delle osservazioni (che però non fanno
loro) e analizzano poi i dati, oppure ci sono astrofisici teorici che con penna
e foglio, o un potente computer, creano modelli o vere e proprie simulazioni di
alcuni fenomeni dell’Universo, ad esempio lo scontro tra due galassie o la
nascita stessa del Cosmo, per capire se le leggi usate si accordano con i dati
osservativi. Se la vostra idea dell’astronomia è quella di osservare il cielo
con il telescopio o fare foto per scoprire nuovi oggetti o navigare nell’immensità
del Cosmo, siete purtroppo molto lontani dal concetto di astrofisico moderno e
molto più vicini a quello di astronomo amatoriale, un appassionato che con la
propria strumentazione può in effetti dedicarsi al lavoro di puntamento e osservazione diretta che
molti astronomi professionisti facevano fino a circa cinquanta anni fa.
Sebbene con modalità differenti, il lavoro dell’astrofisico
consiste sempre nello scoprire, nel dare sfogo alla propria sete di conoscenza
e di spiegare il comportamento di corpi e fenomeni che nessuno ha mai visto o ancora compreso. E di cose da scoprire ce ne sono tantissime: dai miliardi di pianeti solo nella Via Lattea, alcuni probabilmente abitati, al comportamento misterioso dei giganteschi buchi neri al centro delle galassie; dalla storia dell'Universo allo scoprire il 90% della materia che abbiamo chiamato oscura perché non sappiamo di cosa sia fatta.
Si tratta, come ogni lavoro di ricerca, di navigare in ambiti inesplorati, per la prima volta nella storia del genere umano. Nessuno sa cosa troverà, come interpretare i dati e se le osservazioni sono state fatte nel modo giusto. All'università si conosce e si apprende solo il metodo e le basi necessarie per arrivare al limite delle nostre conoscenze: tutto il resto è sconosciuto per definizione, altrimenti non sarebbe più ricerca. Gran parte di questo lavoro ormai si fa stando davanti a un computer per diverse ore al giorno e dall’esterno appare quindi come un (quasi) comune lavoro d’ufficio.
Si tratta, come ogni lavoro di ricerca, di navigare in ambiti inesplorati, per la prima volta nella storia del genere umano. Nessuno sa cosa troverà, come interpretare i dati e se le osservazioni sono state fatte nel modo giusto. All'università si conosce e si apprende solo il metodo e le basi necessarie per arrivare al limite delle nostre conoscenze: tutto il resto è sconosciuto per definizione, altrimenti non sarebbe più ricerca. Gran parte di questo lavoro ormai si fa stando davanti a un computer per diverse ore al giorno e dall’esterno appare quindi come un (quasi) comune lavoro d’ufficio.
Se ancora siamo convinti di voler diventare astrofisici, e
ora almeno sappiamo cosa vuol dire, passiamo allora alla prossima domanda, che
poi è il succo di questo articolo.
Come si diventa astrofisici?
Il percorso di studi è lungo, irto di ostacoli e
impegnativo, ma su questo sarò più specifico rispondendo alla prossima domanda.
Per diventare astrofisici, ovvero dei ricercatori, sono tre le tappe da seguire, una volta terminati gli studi alle scuole superiori:
Per diventare astrofisici, ovvero dei ricercatori, sono tre le tappe da seguire, una volta terminati gli studi alle scuole superiori:
1)
Laurea triennale in astronomia (presente solo a Bologna
o Padova) o in fisica. Questo primo passo fornirà le basi
matematiche, fisiche e metodologiche per poter proseguire con la
specializzazione;
2)
Laurea magistrale in astrofisica. E’ in
questi due anni successivi alla laurea triennale che ci si specializza nella
materia scelta, nel nostro caso l’astrofisica. Il requisito fondamentale è
avere una laurea triennale in astronomia o in fisica: non si fa differenza tra
questi due corsi, sebbene i laureati in astronomia avranno la vita più semplice
perché avranno anche delle conoscenze astrofisiche di base che faranno
risparmiare tempo ed energie nell’affrontare qualche materia. I corsi sono in genere molto interessanti e ben più semplici di quelli,
lunghi e snervanti, che avranno regalato non pochi incubi e crisi nervose
durante la laurea triennale. Tuttavia, il la laurea magistrale è molto impegnativa a causa
della quantità di nozioni da apprendere e progetti da presentare. Non è raro
passare notti sui libri, non farsi vedere dagli amici per settimane o
ritrovarsi in un laboratorio dalla mattina alle 9 a oltre la mezzanotte. Di
fatto è un vero e proprio lavoro, anzi, è più impegnativo di un lavoro perché si
lavora sempre, non si hanno fine settimana liberi, né vacanze, né tantomeno le ferie. Certo, nessuno
minaccerà licenziamenti o provvedimenti disciplinari e nessuno ci pagherà, anzi saremo noi a sborsare circa 200 euro al mese di tasse universitarie, ma se vogliamo avere un
futuro in questo mondo dovremo passare sopra a tutto, impegnarci per ben più di otto ore al giorno e
laurearci con il massimo dei voti. Terminati questi due anni il percorso di
studi è completato, ma per diventare ricercatori è necessario imparare il
mestiere. In che modo?
3)
Dottorato di ricerca. Sono tre anni in
cui lo studente si trasformerà in ricercatore. Lavorando in gruppi di ricerca
si imparerà il mestiere e i metodi con cui un astrofisico cercherà di indagare
la realtà. È quindi una tappa molto importante alla quale non ci si può
sottrarre. Ogni studente deve scegliere l’ambito della propria ricerca su cui
effettuerà il dottorato, che sarà possibile fare in Italia o in Europa, tranne
l’Inghilterra, senza alcuna limitazione. Nei paesi anglosassoni, invece,
(compresi Australia e Stati Uniti) potranno essere richiesti dei corsi
aggiuntivi che potrebbero allungare di uno o due anni il percorso. Se si è
bravi, un dottorato è retribuito con una borsa che consente una minima
indipendenza economica, almeno in Italia. Cosa significa essere bravi? Al dottorato si accede tramite un concorso e una successiva graduatoria. A fare la differenza è il voto della laurea magistrale e il tempo che si è impiegato a terminare gli studi. Spesso sentiamo dire che il voto di laurea non è importante nell'ambito lavorativo privato, ma se si vuole proseguire nell'ambito accademico è FONDAMENTALE. La concorrenza con gli altri studenti è spietata, perché non ci saranno mai abbastanza posti di dottorato pagati per tutti i candidati. Il consiglio quindi è quello di darsi da fare ancora di più e arricchire il proprio curriculum durante il periodo di laurea magistrale. Qualche attività extra, come una pubblicazione scientifica, che magari deriva da una tesi impegnativa che dovrete essere voi a chiedere, un po' di ricerca astronomica, anche con la propria strumentazione, o corsi estivi presso altre università (ad esempio molti istituti organizzano delle summer school) possono fare la differenza, a parità di voto di laurea, rispetto agli altri candidati.
All’estero la situazione è simile ma le retribuzioni e i posti disponibili sono in media superiori rispetto all'Italia. In ogni caso anche la concorrenza sarà maggiore, soprattutto prrsso gli istituti più prestigiosi (e con l'inglese come siamo messi??).
Una volta ottenuta la borsa di dottorato si è solo agli inizi. Ad accomunare tutti i paesi del mondo sono i ritmi: i dottorandi, infatti, non sono più semplici studenti universitari, ma hanno acquisito anche il titolo poco ambito di ultimissima ruota del carro del mondo della ricerca. Tutto quello che quindi aspetta un dottorando si può riassumere con un’unica parola: gavetta; tanta, tantissima gavetta. I ritmi saranno sostenuti e metteranno a dura prova la salute mentale, anche dei più forti. Si passerà in ufficio gran parte della vita e i professori staranno spesso con il fiato sul collo, perché vorranno solo una cosa: impegno e dedizione ai massimi livelli. Non deve esistere altro se non la ricerca; tutto il resto può e deve attendere. Sembra la trasposizione moderna del concetto di schiavitù ma questa è la società della produzione sfrenata, signori.
Se la ricerca è la nostra passione, se questo è il nostro mondo, alla fine saranno solo gli esterni a vedere una situazione insostenibile, perché per noi che ne saremo dentro sarà solo una meravigliosa immersione in un mondo sempre sognato (forse sto sognando un po'...la realtà potrebbe essere peggiore). Sicuro è il fatto che la ricerca non è un semplice lavoro che finisce quando sono trascorse otto ore: è un modo di vivere, di pensare, di affrontare una passione così forte che a volte è persino difficile vederla come un vero e proprio lavoro. È per questo motivo che dobbiamo essere convinti e determinati del nostro percorso. Chi esita forse non ha la passione necessaria a garantire l’impegno totale che viene richiesto e corre il rischio di essere travolto dagli eventi.
All’estero la situazione è simile ma le retribuzioni e i posti disponibili sono in media superiori rispetto all'Italia. In ogni caso anche la concorrenza sarà maggiore, soprattutto prrsso gli istituti più prestigiosi (e con l'inglese come siamo messi??).
Una volta ottenuta la borsa di dottorato si è solo agli inizi. Ad accomunare tutti i paesi del mondo sono i ritmi: i dottorandi, infatti, non sono più semplici studenti universitari, ma hanno acquisito anche il titolo poco ambito di ultimissima ruota del carro del mondo della ricerca. Tutto quello che quindi aspetta un dottorando si può riassumere con un’unica parola: gavetta; tanta, tantissima gavetta. I ritmi saranno sostenuti e metteranno a dura prova la salute mentale, anche dei più forti. Si passerà in ufficio gran parte della vita e i professori staranno spesso con il fiato sul collo, perché vorranno solo una cosa: impegno e dedizione ai massimi livelli. Non deve esistere altro se non la ricerca; tutto il resto può e deve attendere. Sembra la trasposizione moderna del concetto di schiavitù ma questa è la società della produzione sfrenata, signori.
Se la ricerca è la nostra passione, se questo è il nostro mondo, alla fine saranno solo gli esterni a vedere una situazione insostenibile, perché per noi che ne saremo dentro sarà solo una meravigliosa immersione in un mondo sempre sognato (forse sto sognando un po'...la realtà potrebbe essere peggiore). Sicuro è il fatto che la ricerca non è un semplice lavoro che finisce quando sono trascorse otto ore: è un modo di vivere, di pensare, di affrontare una passione così forte che a volte è persino difficile vederla come un vero e proprio lavoro. È per questo motivo che dobbiamo essere convinti e determinati del nostro percorso. Chi esita forse non ha la passione necessaria a garantire l’impegno totale che viene richiesto e corre il rischio di essere travolto dagli eventi.
Al termine dei tre anni di dottorato, dopo aver presentato
la propria ricerca che ci avrà impegnato anima e corpo, si diventa finalmente
dottori in ricerca e degli astrofisici a tutti gli effetti. D’ora in poi si
godrà del titolo di ricercatori, che dovranno fare i conti con lo spietato mondo accademico. Il lavoro lo si dovrà infatti cercare, con le
unghie e con i denti. Si dovrà essere disposti a viaggiare in lungo e in largo
per il Pianeta alla ricerca delle opportunità migliori, che difficilmente si
troveranno in Italia. Frequentando il mondo accademico, posso dire che nella mia limitata esperienza ho visto pochi (nessuno?) astrofisici felici in Italia, eppure in quasi ognuno di loro ho sempre visto quell'amore incondizionato per materia al punto che senza fare ricerca non riuscirebbero a vivere.
Il mio consiglio spassionato è questo: se non si è disposti a spostarsi da questo Paese ricco di delusioni e avaro di opportunità, a mettersi continuamente in gioco, a rinunciare a una stabilità che probabilmente non arriverà prima dei 40 anni suonati (e di certo non in Italia), allora è meglio fermarsi, prima o poi, perché come ogni lavoro frutto di una passione sfrenata, sono poche le certezze e molti i sacrifici che dovremo fare per continuare il nostro sogno.
Il mio consiglio spassionato è questo: se non si è disposti a spostarsi da questo Paese ricco di delusioni e avaro di opportunità, a mettersi continuamente in gioco, a rinunciare a una stabilità che probabilmente non arriverà prima dei 40 anni suonati (e di certo non in Italia), allora è meglio fermarsi, prima o poi, perché come ogni lavoro frutto di una passione sfrenata, sono poche le certezze e molti i sacrifici che dovremo fare per continuare il nostro sogno.
Cosa si studia ad astronomia e ad astrofisica?
Una breve panoramica l’ho già data, ma qui potrò essere più
specifico. Come detto, i primi tre anni ci daranno le basi, quindi di
astrofisica, anche se dovessimo scegliere il corso di laurea in astronomia, se
ne vedrà poca, 4-5 esami su 20. Le materie che da saper maneggiare saranno la
matematica, la fisica e l’informatica. Esami come Analisi matematica 1 e 2,
fisica matematica (detta anche meccanica razionale) e algebra lineare sono la
bestia nera di ogni studente e di fatto quelli che fanno la selezione: circa la
metà degli iscritti abbandonerà gli studi entro il primo anno. La conoscenza
della Fisica, in particolare meccanica, dinamica, termodinamica ed
elettromagnetismo, è fondamentale, tanto quanto saper fare le derivate, gli
integrali e le equazioni differenziali.
Infine l’informatica. Pochi sanno che gli astrofisici sono
anche degli ottimi programmatori, perché sin dal primo anno di studi vengono
letteralmente buttati nello sconosciuto mare della programmazione. Ricordo
ancora le parole del mio professore di informatica, il primo giorno di lezione,
quando ci mise davanti a un pc e disse: “Il mio compito è di buttarvi in mare;
sta a voi imparare a nuotare o affogare”. È così: l’università fa parte del
mondo degli adulti e in quanto tale è cinico e spietato. Sebbene si troveranno
professori pronti ad aiutarci, spetterà sempre a noi fare la prima e l’ultima
mossa per liberarci dal pantano in cui siamo stati gettati. E succederà spesso,
perché l’apprendimento procede in questo modo: si viene gettati in un mare, un
oceano, una savana sterminata, da soli e spaesati. Avremo poco tempo per
riorganizzare le idee, mantenere la calma e piano piano venirne fuori, ogni
volta più forti e maturi. Sarà così dal primo all’ultimo giorno di quei
lunghissimi 3+2+3 anni, perché senza difficoltà non impariamo, non maturiamo e
non potremo mai fare grandi cose.
La ricerca, infatti, è una cosa molto seria, che va ben
oltre una passione nata da ragazzini. I ricercatori sono la prima linea dello
sviluppo tecnologico e culturale dell'umanità. Scoprire un pianeta a
centinaia di anni luce di distanza non è un costoso gioco che soddisfa il
nostro ego, ma ha il potenziale, come tutta la ricerca, di cambiare per sempre
il corso degli eventi. Non è una visione fantascientifica questa, ma si basa
sulla semplice osservazione del passato. Tutto il nostro benessere tecnologico
deriva direttamente o indirettamente dalle ricerche condotte da generazioni di
scienziati sognatori, che hanno fatto della loro passione un lavoro che ha
ripagato l’umanità di balzi enormi. La ricerca è fatta da piccolissimi tasselli
che osservati da vicino sembrano fini a sé stessi. Solo guardandoli alla giusta
distanza spaziale e temporale si capisce che ogni tassello è la parte
essenziale di un lungo ponte che si staglia sull’abisso dell’oblio e ci
proietta verso un mondo migliore, per noi e per i nostri discendenti.
Quando Maxwell nel diciannovesimo secolo riuscì a descrivere
tutti i fenomeni elettrici e magnetici osservati, nessuno si
sarebbe aspettato che da quelle quattro equazioni l’uomo avrebbe tirato fuori
le comunicazioni radio, i cellulari, i forni a microonde, la televisione, il
wifi, i radar… Lo studio di un fisico che al tempo sembrava fine a sé stesso ha
aperto le porte a una rivoluzione mai vista nella storia dell’uomo. E questo è
solo uno dei tanti esempi degli ultimi 400 anni (Einstein e Newton ci dicono
qualcosa?).
Sarò in grado di affrontare il percorso di studi?
Non so rispondere caso per caso a questa domanda, ma posso
dare dei consigli in linea generale, anche in base alla mia esperienza. E la
risposta è senza dubbio affermativa. A livello potenziale, tutti abbiamo le
capacità intellettive per affrontare il duro percorso di studi necessario.
Posso spingermi a dire che non è fondamentale la scuola superiore di
provenienza, né come è stato sostenuto il percorso di studi. Ho visto ragazzi
usciti a fatica da scuole tecniche laurearsi in astronomia con il massimo dei
voti. Ho visto studenti bocciati alle superiori prendere tutti 30 dall’inizio
alla fine del percorso, compresa la laurea magistrale. Allo stesso tempo ho
visto brillanti diplomati con 100 e lode fallire dopo pochi mesi o arrivare
sull’orlo di un esaurimento nervoso.
La verità è che l’università è completamente diversa rispetto
alla scuola superiore, sia per i metodi che per quanto riguarda gli studenti,
che di certo sono molto diversi rispetto a quando iniziarono le scuole
superiori. Il successo o meno dipende per il 90% e oltre dal nostro approccio
mentale e dal metodo di studio. Se siamo determinati, consapevoli del nostro
potenziale, concentrati sull’obiettivo (attenti alle feste universitarie!) e
con le idee ben chiare, non c’è esame che possa fermarci. Il nemico più grosso
siamo noi stessi, la nostra debolezza mentale e il modo in cui reagiremo ai
momenti di crisi (perché ce ne saranno tanti!). Sembra una risposta vaga e
scontata ma è davvero tutto qui, perché tutti gli insegnamenti ricominceranno
quasi daccapo, quindi le conoscenze preliminari richieste saranno minime, più o
meno quelle richieste a uno studente di un terzo o quarto anno di qualsiasi
scuola superiore.
Per approfondire:
Dipartimento di fisica e astronomia dell'università di Bologna, dove trovare informazioni sui corsi di laurea e sulle materie, sia per la laurea triennale che per la magistrale: http://www.fisica-astronomia.unibo.it/it
Dipartimento di fisica e astronomia dell'Università di Padova, l'altra città italiana ad avere un corso triennale di astronomia: http://www.dfa.unipd.it/
martedì 8 luglio 2014
Che cosa fa un astronomo?
Questo post è un estratto del mio libro: 125 Domande e curiosità sull'astronomia, disponibile in formato ebook e in cartaceo.
Ma non disperiamo: non dobbiamo essere dei provetti matematici per fare gli astronomi, come per parlare non bisogna essere dei linguisti. E non posso che concordare con quanto disse un mio professore universitario: quando ci sono da fare tanti e complessi calcoli matematici si chiama un matematico che li faccia al posto nostro. A noi astronomi interessano poi i risultati e le implicazioni fisiche!
Questa è una domanda che in tanti mi fanno, ma è così generica che la risposta lo deve essere altrettanto, anche se non è detto che sia meno soddisfacente.
A me piace pensare che un astronomo è un investigatore del cielo: niente di più semplice.
Attraverso l’utilizzo di leggi fisiche, deduzioni logiche e un’attenta
fase di raccolta delle prove, cerca di comprendere come funzionano tutti gli oggetti
dell’Universo, fino a svelare il funzionamento dell’Universo stesso.
In effetti il lavoro di un astronomo, almeno dal punto di vista
concettuale, non è poi così diverso da quello di un investigatore della
polizia, con qualche piccola, ma sostanziale differenza.
La scena del crimine, ad esempio, non è circoscritta ma occupa una
superficie miliardi di miliardi di volte più vasta della Terra. Anche gli
esperimenti per cercare di riprodurre l’evento non sono facili da condurre. È
in effetti impossibile poter viaggiare verso la galassia che si vuole studiare
o riprodurre in laboratorio una stella per comprenderne meglio il
funzionamento.
Contrariamente a tutti gli altri investigatori, l’astronomo può limitarsi
solamente ad analizzare la radiazione elettromagnetica proveniente dalle
sorgenti del cielo e da questa cercare di caratterizzare i corpi celesti che
l’hanno prodotta.
Si tratta sicuramente del lavoro di indagine più difficile in assoluto,
ma anche, forse, il più appagante, perché non c’è niente di più ambizioso e
meraviglioso che scoprire il funzionamento dell’intero Universo.
L’astronomo del ventunesimo secolo non osserva più direttamente al
telescopio, ma passa gran parte del tempo ad analizzare dati, a fare
simulazioni al computer, a viaggiare per convegni e conferenze e al limite a insegnare
all’università.
L’idea romantica dell’astronomia, fatta di notti stellate, di visioni
stupende al telescopio, appartiene al mondo dell’astronomia amatoriale.
Spesso i professionisti non riconoscono neanche le costellazioni in
cielo!
L’astronomia professionale non è altro che fisica applicata alle stelle,
quindi ricca di formule e dimostrazioni matematiche.
D’altra parte, per
spiegare l’Universo e le regole che segue, non possiamo far altro che
utilizzare il linguaggio veramente universale, quello della fisica, che
utilizza come lettere dell’alfabeto il formalismo e le regole della matematica.Ma non disperiamo: non dobbiamo essere dei provetti matematici per fare gli astronomi, come per parlare non bisogna essere dei linguisti. E non posso che concordare con quanto disse un mio professore universitario: quando ci sono da fare tanti e complessi calcoli matematici si chiama un matematico che li faccia al posto nostro. A noi astronomi interessano poi i risultati e le implicazioni fisiche!
venerdì 20 dicembre 2013
Cosa sono le stelle di neutroni?
La definizione più semplice e sbalorditiva la possiamo avere
nel suo stesso nome: è un gigantesco neutrone, dal diametro tipico di 10-20 chilometri.
Ma questa è solamente la punta dell’iceberg, perché le
stelle di neutroni sono tra gli oggetti più strani dell’Universo.
![]() |
| Dal collasso di una stella massiccia nascono le stelle di neutroni |
Le stelle di neutroni si formano quando una stella molto più massiccia del Sole,
almeno 8 volte più, giunge alla fine della propria vita perché ha finito le
riserve di carburante da bruciare. La stella a questo punto esplode come una
supernova, scagliando nello spazio gran parte della sua materia, ma non tutta.
Il nucleo centrale, nel quale si sviluppavano gran parte
delle reazioni di fusione nucleare, collassa su se stesso fino a formare un
oggetto di 20
chilometri di diametro nel quale è racchiusa un’enorme
quantità di materia, da 1,44
a 3 volte quella del Sole.
Le immense pressioni dovute alla forza di gravità comprimono
le particelle del gas a tal punto da unire protoni ed elettroni per formare
neutroni. Questi riescono a essere abbastanza “robusti” per fermare il collasso
gravitazionale e far stabilizzare la struttura di questo nuovo oggetto.
Ma una tale massa concentrata in così poco spazio produce
sulla superficie della stella di neutroni una forza di gravità incredibile. Se
ci trovassimo in questa spiacevole situazione, il nostro corpo peserebbe
miliardi di tonnellate e per alzarci di pochi centimetri non basterebbe neanche
il razzo più potente mai costruito. Se potessimo raccogliere un cucchiaino di
quei neutroni ammassati e riportarlo sulla Terra, peserebbe 100 mila miliardi
di volte più di un normale cucchiaio pieno della nostra acqua.
Riprodurre le stelle di neutroni in laboratorio è
impossibile, a meno che non si trovi il modo di comprimere una portaerei nello
spazio occupato da un minuscolo granello di sabbia, perché questa è la densità
di una stella di neutroni!
martedì 2 luglio 2013
Astronomia per tutti: volume 7
Disponibile l'ebook per dispositivi Kindle e applicazioni che lo simulano
e il formato PDF con immagini in alta risoluzione.
Con il nuovo mese è uscito un altro numero di "Astronomia per tutti", questa volta con una piacevole novità: per la versione kindle ho trovato il modo di caricare immagini ad alta risoluzione. Sto aggiornando anche tutti gli altri libri perché ora la consultazione delle figure sarà decisamente migliore rispetto a prima.
Ho rifatto daccapo anche l'impaginazione, sempre per la versione Kindle e ora non ci sono più strane disposizioni delle figure.
Di cosa si parla in questo numero?
Ecco qui la presentazione:
È giunto finalmente il momento di osservare il cielo con il nostro primo strumento: il binocolo. Nello spazio dedicato impareremo quali sono i più adatti, come non farci venire il mal di testa durante le osservazioni e cosa possiamo puntare. Mi raccomando, non dimentichiamo gli insegnamenti appresi fino a questo punto perché d’ora in poi saranno fondamentali.
Nella categoria di fotografia astronomica ci avvicineremo all’imaging planetario, due parole che stanno a indicare la tecnica migliore per riprendere i corpi brillanti come Sole, Luna e pianeti e sfruttare tutto il potere risolutivo del nostro telescopio. Una buona notizia: non servono strumenti costosissimi, anzi, spesso va bene anche una semplice webcam e un po’ di spirito d’adattamento.
Nello spazio dedicato alla ricerca andremo a vedere cosa ci riserva il Sole, da osservare sempre con un opportuno filtro solare. In particolare, con le nostre webcam da quattro soldi è possibile addirittura stimare con buona precisione la temperatura delle macchie solari.
Il tema di astrofisica affronta la grande famiglia delle stelle variabili pulsanti, astri giunti quasi al termine della loro vita che cambiano forma, luminosità e temperatura anche nell’arco di poche ore. Alcune famiglie sono molto importanti perché hanno permesso di determinare le distanze delle altre galassie, quando negli anni venti del 900 non c’era ancora alcuna prova che queste fossero isole di stelle al di fuori della Via Lattea.
Torneremo a parlare del Sole affrontando le tappe fondamentali che ci hanno permesso di studiarlo sempre in modo più dettagliato, con sonde automatiche che si sono avvicinate ben più dell’orbita di Mercurio e raggiungendo velocità di tutto rispetto.
Infine concluderemo la panoramica sull’eventuale presenza di forme di vita nel Sistema Solare affrontando temi attualmente molto caldi (non letteralmente!) come la superficie di Titano e l’enorme oceano sommerso di Europa. Grazie a dati sempre migliori e più precisi, se qualcuno volesse scommettere qualche centesimo sulla presenza di forme di vita elementari avrebbe una buona probabilità di vincita, probabilmente superiore a chi scommetterebbe invece su Marte.
Disponibile l'ebook per dispositivi Kindle e applicazioni che lo simulano
e il formato PDF con immagini in alta risoluzione.
Buona lettura!
e il formato PDF con immagini in alta risoluzione.
Con il nuovo mese è uscito un altro numero di "Astronomia per tutti", questa volta con una piacevole novità: per la versione kindle ho trovato il modo di caricare immagini ad alta risoluzione. Sto aggiornando anche tutti gli altri libri perché ora la consultazione delle figure sarà decisamente migliore rispetto a prima.
![]() |
| Astronomia per tutti: volume 7 |
Di cosa si parla in questo numero?
Ecco qui la presentazione:
È giunto finalmente il momento di osservare il cielo con il nostro primo strumento: il binocolo. Nello spazio dedicato impareremo quali sono i più adatti, come non farci venire il mal di testa durante le osservazioni e cosa possiamo puntare. Mi raccomando, non dimentichiamo gli insegnamenti appresi fino a questo punto perché d’ora in poi saranno fondamentali.
Nella categoria di fotografia astronomica ci avvicineremo all’imaging planetario, due parole che stanno a indicare la tecnica migliore per riprendere i corpi brillanti come Sole, Luna e pianeti e sfruttare tutto il potere risolutivo del nostro telescopio. Una buona notizia: non servono strumenti costosissimi, anzi, spesso va bene anche una semplice webcam e un po’ di spirito d’adattamento.
Nello spazio dedicato alla ricerca andremo a vedere cosa ci riserva il Sole, da osservare sempre con un opportuno filtro solare. In particolare, con le nostre webcam da quattro soldi è possibile addirittura stimare con buona precisione la temperatura delle macchie solari.
Il tema di astrofisica affronta la grande famiglia delle stelle variabili pulsanti, astri giunti quasi al termine della loro vita che cambiano forma, luminosità e temperatura anche nell’arco di poche ore. Alcune famiglie sono molto importanti perché hanno permesso di determinare le distanze delle altre galassie, quando negli anni venti del 900 non c’era ancora alcuna prova che queste fossero isole di stelle al di fuori della Via Lattea.
Torneremo a parlare del Sole affrontando le tappe fondamentali che ci hanno permesso di studiarlo sempre in modo più dettagliato, con sonde automatiche che si sono avvicinate ben più dell’orbita di Mercurio e raggiungendo velocità di tutto rispetto.
Infine concluderemo la panoramica sull’eventuale presenza di forme di vita nel Sistema Solare affrontando temi attualmente molto caldi (non letteralmente!) come la superficie di Titano e l’enorme oceano sommerso di Europa. Grazie a dati sempre migliori e più precisi, se qualcuno volesse scommettere qualche centesimo sulla presenza di forme di vita elementari avrebbe una buona probabilità di vincita, probabilmente superiore a chi scommetterebbe invece su Marte.
Disponibile l'ebook per dispositivi Kindle e applicazioni che lo simulano
e il formato PDF con immagini in alta risoluzione.
Buona lettura!
venerdì 1 marzo 2013
Astronomia per tutti: volume 3
Il nostro corso di astronomia multidisciplinare e multilivello continua a
vele spiegate verso una migliore comprensione dell’Universo intorno a
noi.
In questo volume nella categoria neofiti cominciamo a capire come poterci orientare nel cielo scuro, in mezzo a un tappeto di stelle che sembrano a prima vista tutte uguali.
Nello spazio riservato alla fotografia astronomica impareremo come utilizzare le nostre fotocamere da quattro soldi per ottenere discrete immagini di alcuni oggetti celesti.
Nella sezione dedicata alla ricerca astronomica parleremo di un metodo di indagine potentissimo: la fotometria. Getteremo in questo modo le basi per affrontare le nostre prime sessioni di ricerca astronomica alla scoperta di stelle variabili e oggetti peculiari.
La parte dedicata all’astrofisica esordisce con un grafico fondamentale nel comprendere il funzionamento di tutte le stelle dell’Universo: il diagramma HR.
Dopo esserci spinti lontano nello spazio torneremo in prossimità della Terra per ammirare le stazioni spaziali. Nate dalle ceneri dei gloriosi programmi lunari Sovietici e Americani, sono un esempio di come l’uomo, a fronte di immensi sforzi, stia riuscendo a mettere timidamente piede fuori dalla grande porta di casa.
Concluderemo il volume cercando la pioggia su pianeti e satelliti, e magari capire che tipo di ombrelli dovremmo portarci dietro nel caso in cui un giorno decidessimo di esplorare questi mondi completamente fuori dal comune.
C’è qualche film che è riuscito a immaginare temporali di metano e piogge di piombo fuso? Probabilmente no; ma spesso la realtà è più insolita e sorprendente della più fervida immaginazione…
Per acquistare il volume: qui si trova la versione per ebook kindle e qui quella in PDF con immagini in alta risoluzione
In questo volume nella categoria neofiti cominciamo a capire come poterci orientare nel cielo scuro, in mezzo a un tappeto di stelle che sembrano a prima vista tutte uguali.
Nello spazio riservato alla fotografia astronomica impareremo come utilizzare le nostre fotocamere da quattro soldi per ottenere discrete immagini di alcuni oggetti celesti.
Nella sezione dedicata alla ricerca astronomica parleremo di un metodo di indagine potentissimo: la fotometria. Getteremo in questo modo le basi per affrontare le nostre prime sessioni di ricerca astronomica alla scoperta di stelle variabili e oggetti peculiari.
La parte dedicata all’astrofisica esordisce con un grafico fondamentale nel comprendere il funzionamento di tutte le stelle dell’Universo: il diagramma HR.
Dopo esserci spinti lontano nello spazio torneremo in prossimità della Terra per ammirare le stazioni spaziali. Nate dalle ceneri dei gloriosi programmi lunari Sovietici e Americani, sono un esempio di come l’uomo, a fronte di immensi sforzi, stia riuscendo a mettere timidamente piede fuori dalla grande porta di casa.
Concluderemo il volume cercando la pioggia su pianeti e satelliti, e magari capire che tipo di ombrelli dovremmo portarci dietro nel caso in cui un giorno decidessimo di esplorare questi mondi completamente fuori dal comune.
C’è qualche film che è riuscito a immaginare temporali di metano e piogge di piombo fuso? Probabilmente no; ma spesso la realtà è più insolita e sorprendente della più fervida immaginazione…
Per acquistare il volume: qui si trova la versione per ebook kindle e qui quella in PDF con immagini in alta risoluzione
sabato 26 gennaio 2013
Corso di astronomia pratica e teorica: volume 2
Grazie al successo del primo volume, distribuito gratuitamente in formato PDF e al prezzo simbolico di 0,89 euro per Kindle, il nuovo mese ha visto la luce del secondo volume di "Astronomia per tutti".
Con questo secondo numero cominciamo ad addentrarci nelle categorie di
astronomia pratica e teorica, dopo le dovute introduzioni viste nel
volume precedente.
Nella sezione neofiti parleremo della qualità del cielo e dell’inquinamento luminoso, presentando la scala di Bortle e racconti personali che descrivono la bellezza del cielo incontaminato da luci artificiali, qualcosa che noi non vedremo mai qui in Italia e in buona parte dell’Europa.
Nella categoria astrofotografia proveremo, senza troppi fronzoli e teoria, a scattare le prime foto, con una reflex digitale o le piccole digitali compatte.
Per quanto riguarda la ricerca amatoriale parleremo degli errori di misura e della loro propagazione in ogni tipo di lavoro, comprese le delicate sessioni astronomiche. Ci sarà qualche formula, ma non fatevi spaventare: il succo dell’articolo è quel-lo di rendere consapevoli che ogni misurazione, anche la più precisa, è affetta da un errore che nel campo della ricerca non può essere mai ignorato.
La parte di astronomia teorica si apre con un’analisi approfondita sulle differenze fisiche tra una stella e un pianeta, che in certi casi possono essere molto più sottili di quanto si possa pensare.
Continueremo la storia dei voli nello spazio affrontando l’epopea, ormai conclusa, degli Space Shuttle, e concluderemo il viaggio dando un’occhiata a qualche pianeta interessante delle diverse centinaia ormai scoperti. Siamo vicini all’individuazione di una seconda Terra? Forse si, forse no…
Astronomia per tutti: volume 2 è disponibile in:
1) Formato Kindle per Amazon
2) Formato PDF con immagini in alta risoluzione
Potete trovare il volume 1 sempre su amazon per Kindle e in formato PDF (quest'ultimo gratuito)
Presto saranno disponibili anche i relativi formati cartacei ad un prezzo inferiore a 6 euro.
Qui trovate già il numero 1
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| Astronomia per tutti: volume 2 |
Nella sezione neofiti parleremo della qualità del cielo e dell’inquinamento luminoso, presentando la scala di Bortle e racconti personali che descrivono la bellezza del cielo incontaminato da luci artificiali, qualcosa che noi non vedremo mai qui in Italia e in buona parte dell’Europa.
Nella categoria astrofotografia proveremo, senza troppi fronzoli e teoria, a scattare le prime foto, con una reflex digitale o le piccole digitali compatte.
Per quanto riguarda la ricerca amatoriale parleremo degli errori di misura e della loro propagazione in ogni tipo di lavoro, comprese le delicate sessioni astronomiche. Ci sarà qualche formula, ma non fatevi spaventare: il succo dell’articolo è quel-lo di rendere consapevoli che ogni misurazione, anche la più precisa, è affetta da un errore che nel campo della ricerca non può essere mai ignorato.
La parte di astronomia teorica si apre con un’analisi approfondita sulle differenze fisiche tra una stella e un pianeta, che in certi casi possono essere molto più sottili di quanto si possa pensare.
Continueremo la storia dei voli nello spazio affrontando l’epopea, ormai conclusa, degli Space Shuttle, e concluderemo il viaggio dando un’occhiata a qualche pianeta interessante delle diverse centinaia ormai scoperti. Siamo vicini all’individuazione di una seconda Terra? Forse si, forse no…
Astronomia per tutti: volume 2 è disponibile in:
1) Formato Kindle per Amazon
2) Formato PDF con immagini in alta risoluzione
Potete trovare il volume 1 sempre su amazon per Kindle e in formato PDF (quest'ultimo gratuito)
Presto saranno disponibili anche i relativi formati cartacei ad un prezzo inferiore a 6 euro.
Qui trovate già il numero 1
mercoledì 2 gennaio 2013
Corso di astronomia pratica e teorica a fascicoli mensili
Il silenzio delle passate settimane su questo blog non è stato causato da un'improvvisa perdita di memoria che mi ha cancellato ogni ricordo, piuttosto dalla mancanza di tempo a seguito di un paio di progetti che stanno finalmente vedendo la luce.
Il primo, che inizia proprio con il nuovo anno (a proposito, auguri a tutti) ve lo presento in questo post.
Guardando bene tutti i miei libri, i cui argomenti spaziano dalle galassie alla scelta del primo telescopio, da come si scopre una cometa al destino dell'Universo, mi sono accorto, involontariamente, di aver trattato quasi tutti i principali temi dell'astronomia pratica e teorica.
Ho quindi deciso di iniziare una serie di pubblicazioni con cadenza mensile nelle quali agli estratti dei miei libri affianco argomenti inediti, andando a creare una specie di "enciclopedia" a volumi che abbraccia tutte le principali categorie dell'astronomia pratica e teorica.
Il titolo, neanche a farlo apposta, è quello di questo blog: "Astronomia per tutti".
L'idea è semplice: invece di trattare un argomento specifico come un classico libro di astronomia, ne inizio 5-6 che porto avanti mese dopo mese, creando una specie di corso che accompagna il lettore passo passo verso una comprensione migliore dei campi di studio e di osservazione dell'Universo, e lasciando il tempo per digerire i concetti più delicati.
Tutti i volumi saranno pubblicati con cadenza mensile e solamente in formato digitale: PDF e Kindle.
Il primo volume è già uscito, disponibile per il download gratuito in PDF qui, o su Amazon per Kindle al prezzo minimo consentito. Si tratta di una versione beta liberamente accessibile.
I prossimi volumi invece, saranno distribuiti al prezzo simbolico di 2,5 euro.
Vi riporto qui la sinossi di questo primo "numero", sperando di incuriosirvi abbastanza per seguire anche le prossime uscite.
Un classico libro di astronomia tratta, generalmente, di un particolare argomento e si esaurisce nel momento in cui si sfoglia l’ultima pagina, lasciando magari un pizzico di amaro in bocca per la conclusione di un’avventura che per breve tempo ci ha fatto sognare.
“Astronomia per tutti” vuole invece essere una collana, pubblicata con cadenza mensile, nella quale si sviluppano passo passo tutti gli argomenti principali dell’astronomia pratica e teorica.
Nelle sei categorie (Neofiti, Astrofotografia, Ricerca amatoriale, Astronomia teorica, Astronautica e Attualità) verranno affrontati tutti i più grandi temi di questa affascinante materia, indirizzando il lettore mese dopo mese, qualsiasi sia la sua esperienza e i propri interessi, verso una maggiore comprensione dell’immenso e meraviglioso tappeto di stelle proprio sopra le nostre teste.
Apprenderemo insieme come osservare il cielo e con quali telescopi, come effettuare incredibili progetti di ricerca, tra cui la scoperta di pianeti al di fuori del Sistema Solare, quali costellazioni e oggetti del cielo profondo osservare al meglio, cosa sono i buchi neri, quale il destino dell’Universo, come si effettuano le meravigliose fotografie astronomiche che inondano la rete, quali le gesta dell’esplorazione spaziale e le ultime scoperte nel campo della ricerca professionale…
Al termine di questo viaggio a spasso per l’Universo ci ritroveremo, magari, sotto quel cielo stellato da dove tutto ha avuto inizio e guardando verso l’infinito potremo affermare che l’Astronomia è davvero per tutti.
Il volume di Gennaio si trova a questo indirizzo in formato PDF gratuito, e a questo indirizzo in formato Kindle.
L'uscita del prossimo volume è prevista per gli ultimi giorni di Gennaio, sempre sugli stessi canali, quindi qui sulla mia vetrina autore di Lulu, o qui per il Kindle di Amazon
Il primo, che inizia proprio con il nuovo anno (a proposito, auguri a tutti) ve lo presento in questo post.
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| Nuovo progetto: fascicoli di astronomia pratica e teorica |
Ho quindi deciso di iniziare una serie di pubblicazioni con cadenza mensile nelle quali agli estratti dei miei libri affianco argomenti inediti, andando a creare una specie di "enciclopedia" a volumi che abbraccia tutte le principali categorie dell'astronomia pratica e teorica.
Il titolo, neanche a farlo apposta, è quello di questo blog: "Astronomia per tutti".
L'idea è semplice: invece di trattare un argomento specifico come un classico libro di astronomia, ne inizio 5-6 che porto avanti mese dopo mese, creando una specie di corso che accompagna il lettore passo passo verso una comprensione migliore dei campi di studio e di osservazione dell'Universo, e lasciando il tempo per digerire i concetti più delicati.
Tutti i volumi saranno pubblicati con cadenza mensile e solamente in formato digitale: PDF e Kindle.
Il primo volume è già uscito, disponibile per il download gratuito in PDF qui, o su Amazon per Kindle al prezzo minimo consentito. Si tratta di una versione beta liberamente accessibile.
I prossimi volumi invece, saranno distribuiti al prezzo simbolico di 2,5 euro.
Vi riporto qui la sinossi di questo primo "numero", sperando di incuriosirvi abbastanza per seguire anche le prossime uscite.
Un classico libro di astronomia tratta, generalmente, di un particolare argomento e si esaurisce nel momento in cui si sfoglia l’ultima pagina, lasciando magari un pizzico di amaro in bocca per la conclusione di un’avventura che per breve tempo ci ha fatto sognare.
“Astronomia per tutti” vuole invece essere una collana, pubblicata con cadenza mensile, nella quale si sviluppano passo passo tutti gli argomenti principali dell’astronomia pratica e teorica.
Nelle sei categorie (Neofiti, Astrofotografia, Ricerca amatoriale, Astronomia teorica, Astronautica e Attualità) verranno affrontati tutti i più grandi temi di questa affascinante materia, indirizzando il lettore mese dopo mese, qualsiasi sia la sua esperienza e i propri interessi, verso una maggiore comprensione dell’immenso e meraviglioso tappeto di stelle proprio sopra le nostre teste.
Apprenderemo insieme come osservare il cielo e con quali telescopi, come effettuare incredibili progetti di ricerca, tra cui la scoperta di pianeti al di fuori del Sistema Solare, quali costellazioni e oggetti del cielo profondo osservare al meglio, cosa sono i buchi neri, quale il destino dell’Universo, come si effettuano le meravigliose fotografie astronomiche che inondano la rete, quali le gesta dell’esplorazione spaziale e le ultime scoperte nel campo della ricerca professionale…
Al termine di questo viaggio a spasso per l’Universo ci ritroveremo, magari, sotto quel cielo stellato da dove tutto ha avuto inizio e guardando verso l’infinito potremo affermare che l’Astronomia è davvero per tutti.
Il volume di Gennaio si trova a questo indirizzo in formato PDF gratuito, e a questo indirizzo in formato Kindle.
L'uscita del prossimo volume è prevista per gli ultimi giorni di Gennaio, sempre sugli stessi canali, quindi qui sulla mia vetrina autore di Lulu, o qui per il Kindle di Amazon
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