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lunedì 15 giugno 2015

Ho mai visto un UFO?



Molti curiosi si staranno facendo questa domanda, alcuni me l’hanno chiesta più volte quando hanno avuto l’occasione di parlare a quattr’occhi con me. Altri, magari i più timidi, cercheranno di negarlo ma alla fine è normale curiosità, quindi non ci sono problemi: tutte le domande sono lecite.
In tutto questo peregrinare per il cielo stellato per venti e passa anni, mi sarà mai capitato di vedere qualche fenomeno che non sapevo spiegare, un bell’UFO come tanti ne trasmette la televisione?
Posso dare due risposte e la prima, mi si perdoni, è un po’ provocatoria ma interessante, se analizzata con mente aperta.
A rigor di logica, anche un moscerino che, povero lui, ha preso fuoco e ci vola di fronte, può essere un UFO se non lo riconosciamo.

Due satelliti iridium, oggetti volanti ben identificati!
Osservando il cielo per tanti anni, studiando, leggendo, frequentando all’università un corso di laurea in astronomia, si costruisce un bagaglio culturale e di esperienza che permette di affrontare in modo distaccato e razionale ogni fenomeno che ci sembra strano nel cielo. E ogni volta, se non si è condizionati da pregiudizi su alieni e astronavi varie, si trova sempre una spiegazione plausibile e supportata da ottime prove. Quindi, sebbene abbia visto a primo impatto fenomeni che non riuscivo subito a spiegare, non c’è mai stato nella mia avventura tra le stelle nessun UFO rimasto tale per più di pochi minuti o al limite qualche giorno.

Tra gli eventi che più mi impressionarono, anche a causa della mia giovane età e scarsa esperienza, ricordo distintamente una palla di luce attraversare lentamente, luminosa quanto Giove, il cielo per poi separarsi in due parti e scomparire pochi secondi più tardi. Quello era un raro quanto spettacolare bolide, avvistato e tracciato nella sua orbita da molti osservatori esperti. Un sasso un po’ più grande dei granelli che generano le stelle cadenti, niente di più, ma che per un paio di notti della mia adolescenza mi fece preoccupare e fantasticare.

Attorno ai 18-20 anni ricordo che nelle serate estive periodicamente comparivano tre punti deboli più della stella polare, che si muovevano in formazione come fossero un oggetto unico. La lucida curiosità mi portò a fare indagini e a scoprire che era una formazione di tre satelliti spia militari la cui orbita, grazie alla loro visibilità, era ormai ben conosciuta a tutti.

Nelle prime fotografie al cielo, scattate senza compensare il movimento della Terra, notavo spesso degli strani puntini che contrariamente alle stelle restavano fissi. Per anni cercai di capire cosa fossero, se erano reali o artefatti delle fotografie. Quei punti comparivamo anche quando iniziai a fare le fotografie al telescopio, ma erano diversi, e allora ebbi l’intuizione. Se seguivo le stelle diventavano delle linee, se smettevo di inseguirle tornavano a essere punti. Con un po’ di fisica di base e l’informazione su siti corretti (non quelli spazzatura che pullulano in rete parlando di alieni e complotti), capii che quelli erano satelliti geostazionari. Sì, stavo vedendo i satelliti di Sky, o quelli meteorologici, che a 36 mila km dalla superficie restano sempre fissi nel cielo perché orbitano con lo stesso periodo con cui il nostro pianeta ruota su se stesso.

A pensarci bene, ci fu una sera nella quale fui convinto di aver assistito a qualcosa fuori dal comune. Frequentavo i primi anni del liceo e la disinformazione della tv italiana in merito a presunti UFO e alieni aveva iniziato a intaccare la mia mente e la mia capacità di giudizio, creando pericolosi pregiudizi che hanno il brutto vizio di farci accettare un evento senza porci delle sensate domande. Così, quando vidi casualmente nel cielo due luci brillanti quasi fisse stazionare sopra casa per qualche ora, pensai a un’astronave. Le inquadrai con il telescopio, le fotografai, le osservai per molto tempo. Sembravano le luci di qualche veicolo vicino, ma non si sentiva nessun suono. Se i media mi avessero insegnato a pensare, ragionare, indagare proprio come la polizia cerca di scoprire il colpevole di un crimine, invece di cercare di farmi il lavaggio del cervello con storie assurde e prive di logica, quella sera avrei potuto capire con le mie forze che quelle luci erano di un dirigibile che stazionò, per un motivo che non ricordo, sopra la città per un paio d’ore. Un dirigibile, non un’astronave! E poi, per quale assurdo motivo avrei dovuto pensare alla cosa più improbabile dell’Universo, quando c’erano migliaia di spiegazioni più semplici, quindi più probabili?

Guardandomi indietro ora mi sento quasi ridicolo, ma non mi vergogno di quanto accadde perché da quella situazione capii quanta disinformazione facevano i mass media, quanto potente potesse essere il loro condizionamento, al punto da farci immaginare una realtà inesistente e, soprattutto, farci desistere dal capire se fosse corrispondente al vero oppure no.
L’annientamento della capacità di ragionare è il potere più preoccupante che il mondo dell’informazione ha su di noi. Con la speranza che l’opera di cancellazione non sia stata portata a termine, apriamo gli occhi e recuperiamo la lucidità necessaria per analizzare tutte le situazioni con spirito critico e logico. Quello spirito che la scuola dovrebbe averci dato e che in ogni caso si può acquisire e allenare con le nostre forze, perché siamo tutti esseri intelligenti.

lunedì 26 maggio 2014

La pioggia di meteore non c'è stata, ma...



Lo spettacolo, sbandierato e amplificato dai media generalisti, non c’è stato e un po’ noi “addetti ai lavori” ce lo aspettavamo.
Il nuovo sciame meteorico chiamato Camelopardalidi, attesonel suo picco nella mattina del 24 maggio e potenzialmente osservabile al meglio dagli appassionati del Nord America, non ha rispettato alcune azzardate previsioni che parlavano di una possibile moderata pioggia con 200 meteore al minuto.
Se il ridotto tasso misurato dal vecchio continente confermava, purtroppo, la previsione che il massimo, qualora si fosse presentato, non sarebbe stato visibile, nel nuovo mondo esperti osservatori hanno riportato un numero medio di meteore che non ha superato le 15 l’ora, oltre 10 volte inferiore alle attese.
Questa esperienza ci dovrebbe ancora una volta far riflettere almeno su due punti:
1)      Le previsioni astronomiche di questi eventi, soprattutto nuovi come nella circostanza in oggetto, non sono infallibili; non a caso si chiamano previsioni, parola che dobbiamo prendere con il suo vero significato di “possibilità”, “plausibilità”, non certezza;
2)      Benché abbiamo una voglia matta di stupirci, di assistere a qualche evento fuori dal comune che magari ci faccia sognare e staccare da quella che pensiamo essere una mediocre quotidianità, soprattutto in un periodo generalmente cupo come quello attuale (ma non dal punto di vista astronomico), dobbiamo tenere i piedi ben piantati a terra. Giornali, siti web, in generale i mass media e tutti coloro che hanno interesse nell’aumentare infinitamente l’attenzione dei lettori per questioni di visibilità, ben sanno quanto un evento astronomico fuori dal comune e inaspettato possa attirare l’attenzione di un enorme numero di persone, non necessariamente appassionate alla materia. Di conseguenza, cavalcano la nostra voglia di stupirci senza porsi molti problemi etici a riguardo e puntualmente siamo noi a rimanerci male. La morale della favola? Un evento realmente sorprendente non ha bisogno di essere spettacolarizzato con frasi a effetto e immagini create con Photoshop, ma vive e si propaga di una cosa che in questo mondo effimero non siamo più abituati a considerare: la sostanza.

A ben guardare, allora, uno spettacolo parrebbe esserci stato, qualcosa che è stato citato in dettaglio solamente dai siti di divulgazione astronomica e che sotto certi punti di vista è stato migliore persino della potenziale pioggia di meteore che avremmo potuto osservare sopra le nostre teste.
Stando alle prime informazioni, infatti, alcuni astronomi dilettanti sembra siano riusciti a rilevare alcune meteore impattare sulla superficie lunare. Poiché il nostro satellite non ha atmosfera, qualsiasi oggetto, anche piccolo come una meteora, non viene bruciato dall’aria come sulla Terra, ma precipita al suolo come un vero e proprio piccolo meteorite. L’impatto, a decine di migliaia di chilometri l’ora, produce un’esplosione visibile per qualche istante con qualsiasi piccolo telescopio in quel momento puntato sulla giusta zona.
In questa circostanza la geometria ha aiutato gli osservatori perché gran parte della Luna non era illuminata dal Sole e in quelle regioni si sarebbero resi visibili anche gli impatti meno violenti.
Così sembra essere stato, a guardare le immagini dell’astrofilo italiano Andrea Vanoni. Riprendendo la parte non illuminata della Luna con una videocamera e un telescopio da poche decine di euro, sembra aver catturato alcuni fotogrammi che potrebbero essere la prova dello schianto di piccoli meteoriti sul suolo lunare.
Le prime verifiche sembrano confermare con buona confidenza la bontà delle riprese e la realtà degli impatti: un altro piccolo grande traguardo dell’astronomia amatoriale moderna, quella vera, genuina e condotta con il giusto spirito critico e di osservazione.
Un plauso quindi ad Andrea, ormai una certezza nel panorama astronomico amatoriale italiano.

Uno dei probabili impatti lunari registrati da Andrea Vanoni
 
Gli impatti di piccoli asteroidi sulla superficie lunare non sono affatto rari e una parte molto importante in questo prezioso studio potrebbe venire proprio da chi con passione, ogni notte, punta il telescopio verso il nostro satellite. E se pensate che questa attività non serva a nessuno, parlate con la NASA, il cui interesse per gli impatti lunari è elevatissimo, soprattutto in vista di un futuro ritorno di qualche essere umano lassù, dove la Terra diventa una piccola biglia azzurra immersa nel nero dello spazio.

venerdì 23 maggio 2014

Imminente pioggia di stelle cadenti? Non esattamente, ma vale la pena provarci

Nelle prossime ore (tra venerdì 23 maggio e sabato 24 maggio) la Terra si troverà ad attraversare una zona orbitale contenente i detriti lasciati dall'ultimo passaggio della cometa 209P/LINEAR nel 2009, che secondo alcuni studi potrebbero rivelarsi di una certa densità.
Questo, tradotto in linguaggio comprensibile, significa che nelle prossime ore nel cielo potrebbero comparire molte meteore, dette comunemente anche stelle cadenti.

Fin qui tutto bene, ma ci sono dei punti da mettere in chiaro per abbassare le nostre aspettative ed evitare di prendere cocenti delusioni:
1) Il tasso di stelle cadenti visibili, secondo le più ottimistiche previsioni, dovrebbe essere di circa 200 all'ora. Sembra un numero alto e in effetti non è male, ma le piogge di meteore vere e proprie sono ben altra cosa, per non parlare delle tempeste, che superano le 1000 meteore l'ora. Non si tratta quindi di un evento fuori dal comune, anzi, probabilmente, considerando anche l'incertezza nelle previsioni, lo spettacolo sarà simile a quello offerto dalle Perseidi ogni anno l'11 e il 12 agosto, o dalle sconosciute Geminidi, lo sciame più forte (circa 120 meteore l'ora di media) e costante, visibili ogni anno tra il 7 e il 17 dicembre.
2) Il picco nel numero di meteore secondo le previsioni si verificherà la mattina del 24 maggio tra le 6 e le 8 TU, ovvero tra le 8 e le 10 locali, cioè con il Sole ben alto sull'orizzonte. Solamente i fortunati osservatori dell'america settentrionale saranno quindi nella posizione ideale per assistere al massimo dell'attività meteorica; per noi, probabilmente, ci saranno solo delle piccole briciole e sarà già tanto se assisteremo a una ventina di meteore l'ora (ma spero di sbagliarmi).

La mattina del 24 maggio le meteore sembreranno provenire dalla costellazione dell Giraffa
Non si tratta quindi di una pioggia fuori da comune, come si è letto un po' ovunque in giro sulla rete, e se anche fosse stata, non l'avremmo comunque potuta vedere.
Ora che abbiamo le idee ben chiare, se disponiamo di un cielo sgombro da nubi (difficile in questo periodo di meteo "anglosassone") possiamo programmare una levataccia per domani mattina verso le 3, dirigerci in un posto molto buio e guardare verso nord. Le meteore, dette Camelopardali, sembreranno provenire dall'anonima costellazione della Giraffa (Camelopardalis in latino), posta non molto lontano dalla stella Polare. Un buon punto di osservazione, quindi, deve avere tutto l'orizzonte nord libero. Posizioniamoci di fronte alla stella polare e con un po' di pazienza potremo vedere qualche decina di stelle cadenti in almeno un'ora di osservazione.

Il fatto interessante, forse più della mini pioggia in sé che si prospetta, è che anche la Luna, in fase calante e ben visibile la mattina prima dell'alba, attraverserà la zona dei detriti e sperimenterà anch'essa un aumento dell'attività meteorica, anche se a modo suo.
Il nostro satellite, infatti, non ha praticamente atmosfera, quindi qualsiasi detrito spaziale, anche grande come un granello di sabbia (queste sono le dimensioni tipiche delle meteore) non viene vaporizzato dal calore dell'aria ma impatta direttamente con la superficie, producendo un piccolo e breve flash luminoso.

I flash prodotti dall'impatto delle meteore in superficie sono troppo deboli per essere visti nella porzione illuminata del nostro satellite, ma alcuni potrebbero rendersi facilmente visibili nella porzione in ombra, che in queste circostanze è molto maggiore di quella illuminata.
Osservando quindi con un piccolo telescopio la zona in ombra della Luna, o magari monitorando il tutto con una piccola videocamera ad esso collegata, potremo sperare di osservare le stelle cadenti su un altro corpo celeste. Basta l'impatto di un sasso poco più grande di una palla da golf per produrre un flash facilmente visibile attraverso il telescopio. Con un po' di fortuna, in un'ora di osservazioni potremo vedere qualche piccolo punto bianco accendersi e spegnersi quasi istantaneamente nel lato non illuminato.
Non pensiamo agli alieni o agli UFO, o a chissà quale fenomeno "esoterico" (e non mancherà qualcuno che ci proverà!): in questo caso la realtà è forse ancora più affascinante. Stiamo infatti assistendo in diretta all'impatto di piccoli meteoriti sul suolo di un altro corpo celeste, con una velocità di decine di migliaia di chilometri l'ora; stiamo assistendo in diretta alla nascita di nuovi (seppur piccolissimi) crateri, gli stessi che costellano la nostra amica Luna da miliardi di anni, e che probabilmente sono stati alla base dello sviluppo di condizioni adatte alla vita qui sul nostro pianeta azzurro.
Buone osservazioni!

Le zone della Luna soggette agli impatti con le meteore


martedì 18 ottobre 2011

Ufo nel cielo? Forse solo meteore

Dopo aver dimostrato che le luci che osserviamo di notte sono quasi sempre da attribuire ad aerei o satelliti, e che per questi ultimi possiamo disporre di ottime previsioni per la loro osservazione, adesso mi occupo di un’altra famiglia di “luci”, spesso conosciuta ma non sufficientemente a fondo: le meteore, dette anche stelle cadenti.
Tempesta di Leonidi del 1999

Che cosa è una meteora?
Un piccolissimo corpo celeste che entra nell’atmosfera a velocità comprese tra 10 e 70 km/s e che brucia (vaporizza) a contatto con gli strati alti dell’atmosfera, ad altezze tipiche di 80 km, producendo l’immagine che possiamo osservare dalla Terra.
Una meteora media è costituita da un oggetto grande circa come un granello di sabbia, di solito composto di silicati e ferro.
 
Le meteore sono spettacolari da osservare e si concentrano in alcune date importanti, tra le quali vale la pena citare il 12-13 agosto (le Perseidi) e il 16-17-18 novembre (Leonini). 
In questi periodi dell’anno, la Terra si ritrova ad attraversare una zona orbitale ricca di piccoli frammenti, di solito lasciati dalla coda di alcune comete periodiche nel loro passaggio ravvicinato (si fa per dire, decine di milioni di km) all’orbita del nostro pianeta.

La coda delle comete è composta da gas e particelle solide e può estendersi per decine o centinaia di milioni di km dal nucleo cometario, posizionandosi anche lungo il piano dell’orbita terrestre.
Quando il nostro pianeta attraversa queste regioni (con densità comunque bassissime) le particelle penetrano nell’atmosfera e danno origine alle piogge di stelle cadenti.

Se siete degli assidui osservatori del cielo, e lo ammirate da luoghi scuri, allora già sapete che in una normale notte è possibile avvistare almeno una decina di meteore in poche ore.
In effetti, materiale interplanetario raggiunge continuamente la nostra atmosfera, si stima una quindicina di tonnellate l’anno.

Riconoscere una meteora è abbastanza facile generalmente, ma non sempre.
Ci sono dei fenomeni piuttosto inusuali e spettacolari che spesso vengono scambiati per UFO.
Si tratta dei cosiddetti bolidi e superbolidi, meteore molto luminose prodotte dall’entrata in atmosfera di corpi celesti di dimensioni superiori, detti meteoroidi.
I meteoroidi possono avere dimensioni variabili tra un centimetro e qualche metro e quando entrano nell’atmosfera terrestre producono effetti spesso sorprendenti.

I corpi dalle dimensioni pari ad almeno un pallone da calcio producono una meteora più luminosa della luna piena, accendendo improvvisamente il cielo e muovendosi velocemente, per poi sparire dopo una decina di secondi.
Alcuni bolidi e superbolidi possono avere comportamenti bizzarri, in dipendenza della loro composizione chimica, dell’angolo con cui entrano nell’atmosfera e sotto il quale sono visti dalla superficie.
Non è raro assistere a meteore luminose che possiedono un lento moto proprio, restando accese per una decina di secondi o più, oppure alcune che durante il loro tragitto si frammentano in due o più parti indipendenti.
Ricordo una volta di aver assistito ad una meteora piuttosto lenta, dalla megnitudine simile a quella di Giove, che ha aumentato bruscamente la sua luminosità due volte prima di frammentarsi e proseguire per altri 5 secondi prima di spegnersi.
I bolidi veloci, meteore di magnitudine negativa, luminosi almeno quanto Giove, spesso lasciano una scia verdastra dopo il loro passaggio.
I superbolidi, quelli con luminosità superiore alla luna piena, possono essere accompagnati da una scia durante e dopo il loro passaggio, persistente per qualche minuto. In qualche caso si possono udire anche dei suoni, chiamati suoni elettrofonici quasi contemporanei al passaggio del bolide o, in casi molto rari, suoni simili al passaggio di un aereo qualche minuto dopo la caduta del superbolide.

Le meteore più luminose della luna piena, i superbolidi, sono a tutti gli effetti piccoli meteoriti che possono anche raggiungere il suolo: un evento raro ma non troppo.
Ogni anno sono almeno una decina i piccoli meteoriti che danno origine a superbolidi e raggiungono il suolo. Alcuni eventi sono stati ripresi da webcam e telecamere di sorveglianza, come ad esempio questo che in Sud Africa ha illuminato a giorno il paesaggio: http://tinyurl.com/yes2qps, oppure quest’altro, che nel novembre 2009 ha interessato lo stato americano dello Utah: http://tinyurl.com/632dhmd.
In questo secondo caso è evidente il bagliore accecante prodotto dall’esplosione del meteoroide poco dopo l’ingresso nell’atmosfera terrestre. Il fenomeno è spettacolare e la luce dell’oggetto ha illuminato a giorno il paesaggio; possiamo stimare una magnitudine del superbolide pari o superiore alla -17.
E’ curioso ascoltare anche alcune telefonate al pronto intervento degli abitanti della zona, spaventati da quel flash blu così intenso: http://tinyurl.com/5vcmbo3 . 

E’ chiaro che quando si assiste ad un fenomeno del genere e non se ne conosce l’origine, la prima reazione è inquietudine e paura, ma l’importante è non perdere la testa e non credere ad ipotesi senza senso, quali un bombardamento, la fine del mondo, l’arrivo di una navicella spaziale. 
No, non è nulla di tutto questo, solamente un oggetto grande quanto un motorino si è schiantato contro la nostra atmosfera ad una velocità di qualche decina di km/s e si è disintegrato ad una quota più bassa, compresa tra 40 e 5 km, liberando un’energia simile a quella di una piccola bomba atomica, ma senza le radiazioni annesse. 
Forse parte del masso disintegratosi è riuscito ad arrivare a terra, ma con una velocità molto minore di quella in entrata, per questo motivo sarà improbabile che esso abbia generato un cratere.

Come vedete si tratta di un fenomeno naturale e a volte spettacolare, ma senza conseguenze (a meno che ciò che resta di questi massi vi precipiti direttamente sulla testa!): da questo punto in poi non potrete più scambiarlo per un UFO o una navetta spaziale atterrata sulla Terra.

martedì 11 ottobre 2011

Delusi dalle Draconidi? Aspettate di vedere questo...

Molti osservatori, tra cui il sottoscritto, sono rimasti un po' delusi dal recente sciame meteorico delle Draconidi, che si è mostrato sotto le aspettative.
Molto ha inciso la presenza della Luna quasi piena: si calcola che circa il 70-80% delle meteore sono state rese invisibili dall'ingombrante presenza del nostro satellite naturale.
La Luna: mangiatrice di stelle cadenti

Fortunatamente nel corso di un anno gli appuntamenti con le stelle cadenti sono svariati, così che potremmo soddisfare presto la nostra voglia di meteore, dopo averne avuto un bell'antipasto nei giorni scorsi.
Sebbene non si prevedono piogge cospicue come quella appena passata, l'assenza della Luna potrebbe farci vedere effettivamente più meteore di quante ne abbiamo osservate lo scorso 8 Ottobre.

Quando sono andato a controllare i prossimi appuntamenti e quelli passati, mi sono reso conto che forse il 2011 passerà alla storia come il peggior anno in assoluto per l'osservazione delle stelle cadenti.
Giudicate voi stessi:
  • Orionidi: 21/22 Ottobre. Luna all'ultimo quarto che sorge insieme alla costellazione di Orione, dalla quale sembrano provenire le meteore.
  • Leonidi: tra il 16 ed il 17 Novembre. Quella simpaticona della Luna si troverà proprio nella costellazione del Leone. Scordiamoci quindi l'osservazione, se non di qualche raro bolide.
  • Geminidi: tra il 13 e 14 Dicembre. Sciame che in passato è stato interessante, con parecchie meteore luminose. Tutto molto promettente, se non per un dettaglio. Indovinate un po? Luna piena proprio nei Gemelli, il radiante dello sciame.
Non è certo finita qui, perché se diamo un'occhiata a tutti gli sciami meteorici del 2011, vediamo quanto siamo stati sfortunati:
  • Liridi: 21/22 Aprile, deturpate da una Luna quasi piena
  • Perseidi: 12/13 Agosto: Luna perfettamente piena
  • Draconidi: 8 Ottobre: Luna all'80%
Pensate che il prossimo appuntamento con le stelle cadenti non condizionato dalla luce della Luna è previsto per il prossimo 21/22 Aprile 2012, con le liridi, uno degli sciami più deboli (20 meteore l'ora).
Per ben 15 mesi non c'è stato un appuntamento con le piogge meteoriche che non sia stato rovinato dalla Luna: se non è un record, poco ci manca!

Tutto questo per farvi capire meglio che forse lo scorso 8 Ottobre abbiamo assistito ad un evento comunque piuttosto raro e spettacolare, che probabilmente non si ripeterà per molti mesi (o anni?). Anche coloro che hanno visto solo una manciata di stelle cadenti si accontentino e si mettano l'anima in pace: la prossima speranza sono le Perseidi 2012, anche quelle però disturbate da una malefica falce lunare.

domenica 9 ottobre 2011

Draconidi 2011: le foto --- Draconids 2011: pictures

Post in doppia lingua --- Double language post

Come accennato in un mio precedente articolo, lo sciame meteorico delle draconidi si è rivelato sotto le attese.
Oltre al fatto che il tasso di meteore è stato sensibilmente minore di quello previsto, la debolezza delle stesse ha contribuito ad abbassare il livello di spettacolarità dell'evento, riservandolo solamente a coloro che avevano buoni occhi e soprattutto buon cielo.
Qui di seguito trovate la prima immagine che sono riuscito ad elaborare: somma di scatti di durata compresa tra 30 secondi e 5 minuti, per un totale di quasi un'ora di posa. Canon 450D, obiettivo da 18 mm f3.5.
Le tracce sono tutte piuttosto piccole e deboli: quante ne riuscite a contare?

Click the image to see larger version
As I said in my previus post (only in italian), the draconid meteor shower was well under the optimistic forecasts.
The meteor hourly rate was less than computed by astronomers in the past days and their brightness was quite low. Only 5-6 meteor reached magnitude 0, while many of them were about magnitude 2-3.
As a result, the expected show was just an event for quite sensitive eyes and very clear skies.
From my observative location I was lucky enough to have a nearly 6 magnitude sky (despite the moon) and then see many faint meteors crossing the sky, mainly around the constellations of Cassipieia, Ursa Minor and Cygnus.
Here is the first image processed, taken with a Canon 450D and 18 f3.5 lens. Average of multiple shots for 1 hour total exposure.
How many tiny meteors do you see?

martedì 27 settembre 2011

8 Ottobre, appuntamento da non perdere: pioggia di stelle cadenti!

Il radiante delle Draconidi si trova nella costellazione del Draco
Il prossimo 8 Ottobre, tempo e previsioni permettendo, potremmo assistere ad uno degli spettacoli più belli da 40 anni a questa parte.

Le previsioni compilate da astronomi professionisti sono concordi nell'affermare che il continente Europeo sarà interessato da una notevole pioggia di meteore, meglio conosciute come stelle cadenti.
Se anche voi, come me, siete sempre rimasti un po' delusi dagli appuntamenti classici previsti ogni anno per la notte di San Lorenzo (meglio, tra il 12 e 13 agosto), questa sembra invece essere la volta buona.

Le draconidi, sciame meteorico poco conosciuto, dovrebbero dare spettacolo nella prima serata dell'8 Ottobre.
Secondo le stime, osservando nella costellazione del Draco, una ventina di gradi ad ovest della stella polare, direzione nord-ovest, dovremmo contare qualcosa come 300-400 meteore l'ora.

Una simile pioggia meteorica non è poi così rara, ma noi osservatori europei negli ultimi anni siamo stati accuratamente evitati da questi eventi, che hanno sempre prediletto le terre oltreoceano.
Questa volta invece abbiamo un posto in prima fila: meglio quindi prepararsi scegliendo un luogo buio, lontano dalle luci della città e assicurarsi una visione sulla costellazione del Draco in prima serata, da quando tramonta il Sole fino ad almeno le 23 locali.
I picchi massimi sono due; il primo previsto per le 19, è forse inosservabile a causa della luce del tramonto, mentre il secondo, alle 22, sarà perfettamente osservabile, nuvole permettendo (incrociamo le dita!).

Per osservare al meglio le stelle cadenti non è necessario alcuno strumento, solamente il nostro occhio e magari uno sdraio sul quale godersi lo spettacolo.
Purtroppo sarà presente anche la Luna a disturbare la scena, ma non troppo, vista la distanza angolare superiore ai 100°.

Giusto per rassicurare tutti: le stelle cadenti sono costituite da polveri e minuscoli granelli solidi che entrano a grande velocità nell'atmosfera terrestre e bruciano ad una quota media di 80 km. Nessun pericolo quindi che uno di questi sassolini arrivi al suolo, lo spettacolo è totalmente sicuro!

Naturalmente, come nella migliore tradizione dei media, non si è perso tempo nel dare un tono pericoloso a tutto questo, come riportato ad esempio qui (ma sono pronto a scommettere che sarà il primo di una lunga serie), ove si afferma che la NASA ha lanciato un allarme e che la rete dei satelliti mondiali sarebbe in pericolo.
Peccato che proprio nell'articolo si sia linkato un report compilato da astronomi professionisti nel quale si afferma chiaramente che il rischio per i satelliti è circa lo stesso di quello che si ha durante ogni modesta pioggia meteorica: "In other words, a Draconid outburst with a maximum ZHR of 800 presents the same electrical risk as a normal Leonid shower with a ZHR of 15, assuming the mass indices and shower
durations are the same. This is supported by the fact that no spacecraft electrical anomalies were reported during the strong Draconid outbursts of 1985 and 1998."
Naturalmente gli scienziati invitano a non prendere la cosa sottomano, ma non lanciano alcun allarme, anzi affermano che durante le precedenti piogge non si sono avuti problemi.
Non capisco come sia possibile lanciare un allarme ingiustificato da parte dei media e indicare come prova a supporto un articolo che invece analizza la situazione oggettivamente e lo riduce drasticamente.

Come sempre, consiglio di leggere le fonti, che in questo caso trovate qui, e di non credere mai ciecamente a tutto quello che ci viene detto, soprattutto quando si parla di allarmi, pericoli e catastrofi varie.
Sono pronto a scommettere che con l'avvicinarsi dell'evento ci saranno molti altri furbi in cerca di un titolo da prima pagine: le risate saranno assicurate.

Non possiamo essere certi che le previsioni saranno rispettate in pieno, ma meglio non perdere l'occasione, visto che all'orizzonte non si intravede uno spettacolo del genere per almeno una ventina d'anni.
Se volete sapere di più su questo particolare sciame meteorico e sulla sua storia, date un'occhiata a questo mio articolo.
Se volete riprendere il fenomeno, date invece una lettura a questo mio pezzo pubblicato dalla rivista Coelum.

Buona visione a tutti e fatemi sapere come è andata la serata!