martedì 5 novembre 2013

Domande e risposte: quanto sono violenti i venti sugli altri pianeti?

Qui sulla Terra un vento che spira a 100 km/h è sufficiente per impedirci di stare in piedi. Se dovessimo per caso trovarci in un uragano con venti a 200 km/h voleremmo letteralmente via a causa dell’enorme forza esercitata dall’aria su di noi.
La Terra non è l'unico pianeta del Sistema Solare sul quale spirano venti molto violenti, quindi viene da chiederci quali potrebbero essere i danni causati su un impavido astronauta che dovesse un giorno atterrare su quelle remote superfici planetarie.
Purtroppo il gioco è impossibile da fare per tutti i pianeti gassosi, anche se qualcosa potremo dire lo stesso, partendo proprio dai corpi sui quali si potrebbe atterrare.
Marte è sicuramente il pianeta più indicato, tanto che in un futuro non troppo lontano è certo che l’uomo vi metterà piede. Sì, ma come sopravvivere ai venti che superano i 200 km/h durante le tempeste? 

In realtà la velocità del vento non indica direttamente quanti danni potrebbe causare perché non abbiamo considerato una variabile fondamentale: la densità dell’aria in movimento.
L’atmosfera di Marte è molto meno densa della nostra, con il risultato che, calcoli alla mano, un vento pari a 200 km/h ha la stessa forza di una moderata brezza che spira a 20-25 km/h, decisamente poco per creare dei problemi! A riprova di quanto detto, la debole forza del vento marziano è stata sfruttata da un rover che gettandosi dentro una tromba d’aria è riuscito a ripulire i pannelli solari pieni di polvere, senza subire alcun danno.
L’apparenza continua a ingannare anche su Venere. Se le sommità delle nubi sperimentano venti fortissimi ma pressioni bassissime, sulla superficie un vento a 5 km/h avrebbe la stessa forza di un nostro vento a oltre 40 km/h, questa volta decisamente disturbante per un astronauta che dovesse trovarsi a camminare nel forno venusiano, o per qualsiasi capsula automatica che dovesse giungere un giorno.
Per i pianeti gassosi, sebbene non potremo mai sperimentare sulla nostra pelle l’effetto dei loro venti, tutto dipende quindi dalla pressione dello strato atmosferico che li genera. Le tenui nubi di Nettuno, ad esempio, dovrebbero essere molto più rarefatte dell’aria terrestre e il vento spaventoso di 2000 e passa km/h dovrebbe risultare meno violento.
Il vento solare rappresenta il caso limite. Con una densità di miliardi di miliardi di volte inferiore alla nostra atmosfera al livello del mare non produrrebbe danni neanche a una formica, almeno dal punto di vista della forza.

martedì 1 ottobre 2013

Mi prendo una pausa. Ci sentiamo tra qualche mese

Non so come iniziare questo post perché sicuramente i molti detrattori lo vedranno come l'ennesimo gesto di vittimismo, ma state tranquilli, vi state liberando di me, piccoli uomini.
Sarò breve: mi sono stancato.
Ho iniziato la mia avventura nell'astronomia pieno di entusiasmo, prima come astrofotografo, poi come divulgatore. Pensavo che comunicare l'amore per la materia e condividere quel poco che sapevo sarebbe stato bellissimo, così ho scritto anche diversi libri.

Non pensavo fosse facile, ma in quanto hobby praticato da una ristretta cerchia di persone ritenni, a torto, che non sarebbe stata una maledetta giungla dalla quale guardarsi le spalle anche mentre si cerca di dormire.
Ne ho passate tante: escluso a torto dal forum più importante in Italia, escluso da un portale di astronomia famoso con cui avevo un accordo pubblicitario ma che è stato ignorato perché diretto concorrente di uno dei capi. Alcuni utenti mi hanno insultato pubblicamente, altri hanno denigrato ingiustamente i miei libri, altri ancora in privato mi hanno chiesto più volte che avrei dovuto distribuirli gratuitamente. Utenti che in pubblico mi hanno lodato e poi dietro le spalle ne hanno dette di tutti i colori. Mi sono reputato sempre una persona seria, con dei principi e dei sentimenti, e venir calunniato da un branco di invidiosi non mi sta bene, mi causa dolore fisico. Stare qui su internet è ormai una cosa intollerabile, non sono un pirla a cui piace essere insultato da dietro lo schermo di un computer, protetti dall'anonimato. Che leoni siete, vero?


A chi mi ha seguito e sostenuto chiedo scusa, ma io non ce la faccio più. Sono rimaste in sospeso diverse cose, come i numeri di astronomia per tutti, ma non ce la faccio, tanto alla fine eravate rimasti in 20 a comprare la rivista. Evidentemente l'opera di ostruzionismo e denigrazione, molto più ampia di quanto possiate immaginare, ha avuto successo. Ho perso; qui su internet ho perso. Ho sbagliato. L'astronomia, la condivisione di una passione, si deve fare in altro modo, a contatto con i veri appassionati e non con certi repressi che cercano di prevaricare e distruggere un sogno che avrebbero voluto vivere al posto mio. Sbranatevi tra di voi, piccoli uomini, io ho altro da fare: vivere.

La mia vicenda è l'esempio più eclatante di come la cattiveria di un essere umano riesca a rovinare una passione assoluta, fino a causare male fisico. La mia vita è più importante di voi che passate il tempo a invidiare il prossimo cercando di distruggere i sogni che non avete potuto realizzare, quindi decido di viverla e per questo vi saluto.
Avete eliminato un pericolo per il vostro status quo, per il vostro ego così smisurato per voi quanto misero nella realtà, ma non so quanto da tutto questo la comunità, quella vera, ne esca vincitrice e migliorata.
Si litiga, si litiga sempre. Gente che insulta liberamente senza motivo, ingiustizie di ogni genere (ne avrei da raccontare per un libro intero), la lealtà non vale, l'etica non esiste, si pensa solo ai propri istinti e interessi; dietro uno schermo di un computer si spargono quintali di letame su chi lavora per due spiccioli (quando va bene). Se avete dei problemi ditemelo in faccia, sapete dove trovarmi.
Questo atteggiamento non lo capirò mai.

Ma perché? Perché questa società si è ridotta così? Fatevi un esame di coscienza tutti voi che vi siete divertiti a mettermi i bastoni tra le ruote in questi anni e a parlarmi dietro le spalle mentre di fronte mi facevate pure i complimenti. Un'ipocrisia galoppante che mi nausea, nonostante rappresenti il 10%, forse anche meno, di tutti coloro che invece mi seguono e anche se non condividono rispettano la persona. Rispetto; se ognuno di noi l'avesse avuto per il prossimo, l'Italia non si sarebbe trovata in questa situazione. Rispetto, che parola sconosciuta.

Uno dei miei siti è appena scaduto e non lo rinnoverò. Gli altri resteranno abbandonati a loro stessi. Continuerò a fare astronomia fuori da internet, per me e solo per me, per la strada, per le piazze, per l'UAI, a contatto con chi la vuole fare e con chi vuole condividere davvero. Perché, è evidente, una gran parte della comunità degli astrofili (non col la A maiuscola) non è pronta alla condivisione e mai lo sarà, è repressa e vive di un'invidia logorante.
Quando starò meglio, forse, ricomincerò a frequentare i lidi virtuali, ma non so se e non so quando, perché sono così schifato che al solo pensarci mi vengono i conati di vomito.
Si può star male per inseguire il proprio sogno? No!
Chiudo con una citazione emblematica che testimonia il cancro di questo paese: noi italiani.

"È un Paese così diviso, l'Italia. Così fazioso, così avvelenato dalle sue meschinerie tribali! Si odiano anche all'interno dei partiti, in Italia. Non riescono a stare insieme nemmeno quando hanno lo stesso emblema, lo stesso distintivo. Gelosi, biliosi, vanitosi, piccini, non pensano che ai propri interessi personali." Oriana Fallaci

A tutti coloro che mi hanno sostenuto, un grazie sincero. Siete stati in tanti ed è per questo che non smetterò di fare quello che mi piace. Decido solo di cambiare strategia, abbandonando la pubblica gogna di internet e prendendomi una pausa dalla scrittura.
Scrivetemi via mail, venitemi a trovare, organizziamo delle serate in compagnia; vi aspetto sotto il cielo stellato, dove magari ritroverò un po' di felicità.

Cieli sereni a tutti!

lunedì 30 settembre 2013

L'incredibile caso del forum astrofili.org. Ecco come è finita

Post cancellato.
Le mie opinioni le tengo per me e non ho voglia di continuare a essere insultato.
Vado a fare quello che mi riesce meglio... anzi, prima cerco di capire cosa mi riesce meglio! :)
Buona giornata a tutti e scusate per il disturbo

giovedì 12 settembre 2013

Un momento storico: Voyager 1 è nello spazio interstellare

Questo è un momento storico per l'intera umanità, anche se molti ancora non lo sanno e altrettanti forse non ne saranno interessati. Una solitaria sonda automatica partita dalla Terra nel lontano 5 settembre 1977 e chiamata Voyager ,1 ha raggiunto con calma e determinazione un traguardo storico: è entrata nello spazio interstellare. A circa 19 miliardi di chilometri dal Sole, una distanza enorme per noi esseri umani, eppure solo un passo di formica per l'Universo, gli strumenti di bordo, alcuni dei quali ancora funzionanti dopo 36 anni, hanno registrato un fondamentale cambiamento nell'ambiente circostante.

La sonda Voyager 1
Lo spazio nel quale orbitano tutti i corpi principali del Sistema Solare è infatti avvolto in una bolla creata dal vento solare e dal campo magnetico della nostra stella, che come un'amorevole chioccia protegge i suoi figli dalle impervie insidie dello spazio esterno, detto interstellare; un ambiente ricco di gas ad alta temperatura (detto plasma) riscaldato dalla radiazione ultravioletta della Galassia e in cui si mescolano flussi di radiazioni provenienti dalle miliardi di stelle della Via Lattea. Un ambiente che nessuno, nella storia di questo pianeta e di questo Sistema Solare ha mai potuto incontrare.

Non c'è un confine fisico, né tantomeno un cartello che potesse avvertire Voyager 1 del traguardo raggiunto. Gli astronomi della NASA hanno quindi dovuto analizzare la densità e il comportamento del rarefattissimo gas attorno alla sonda, scoprendo che è 40 volte più denso di quanto non lo fosse nei mesi precedenti, quando era al confine con la bolla protettiva del Sole, chiamata eliosfera. 

Questi dati preliminari richiederanno approfondite analisi per capire meglio la situazione, ma alla NASA non hanno più dubbi e per noi, che possiamo trascurare dettagli e tecnicismi di varia natura, non può che essere un momento di trionfo e di orgoglio. Non perché la nostra squadra di calcio ha vinto una stupida partita di uno sport; non perché una fazione politica ha trionfato sull'avversario, ma perché l'umanità intera ha scritto un'importantissima pagina della sua personale storia tra quelle stelle che rappresentano la realtà molto di più del mondo artificiale e contraddittorio che ci siamo creati in questi ultimi due secoli.
Quando i nostri nipoti un giorno nel loro libro di storia leggeranno questi avvenimenti, alcuni curiosi, altri annoiati, noi potremo dire, orgogliosi, che c'eravamo. Eravamo lì quel giorno in cui l'uomo ha compiuto il primo passo per raggiungere le stelle.


Qui la notizia ufficiale della NASA (in inglese).
Qui trovate un mio post sulle sonde Voyager e quello che le aspetterà in un lontano futuro.
Qui trovate uno degli ultimi aggiornamenti sullo stato di Voyager 1, la sonda immortale

mercoledì 11 settembre 2013

Fotografia astronomica: quante stelle nella Via Lattea!

Tra il 3 e il 6 Settembre ho trascorso qualche giorno nella natura (quasi) incontaminata dei monti sibillini, al confine tra l'Umbria e le Marche.
L'obiettivo principale era però osservare e fotografare il cielo stellato, quella cupola cristallina che non vedevo così scura dal mio viaggio in Australia risalente ormai a Novembre 2012.
Impossibile purtroppo trovare un cielo perfetto come quello, ma a 1700 metri di quota ho finalmente visto una Via Lattea scolpita che mi ha emozionato e fatto sognare.
Non ho resistito a qualche scatto a grande campo con la mia Canon 450D modificata in casa.
Ed è incredibile vedere quante stelle ci sono in questo pezzo di cielo. La nostra Galassia è qui, di fronte a noi, più evidente che mai.
Buona visione!