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lunedì 20 novembre 2017

Si possono osservare le bandiere lasciate dagli astronauti sulla Luna?



Questa è una delle immagini a migliore risoluzione che è possibile ottenere da Terra con strumenti amatoriali e mostra una valle, denominata Vallis Alpes (che fantasia), attraversata da una sottile spaccatura che nei punti più stretti ha un diametro di appena 300 metri. La valle principale, invece, nella parte più larga potrebbe contenere al suo interno tutto il grande raccordo anulare. Se ci fosse stata una città come Roma l’avremmo vista molto bene in questa immagine e avremmo persino potuto scorgere alcuni macrodettagli interessanti, come la chiazza verde dei fori imperiali e persino piazza San Pietro. Purtroppo sul nostro satellite naturale non abbiamo città, non ci sono manufatti umani… Aspettiamo un attimo, non è proprio esatta questa frase. Tra il 1969 e il 1972 sono atterrati 12 astronauti, portando un bel carico di macchinari, esperimenti scientifici e lasciando persino la parte inferiore dell’astronave che hanno usato per scendere sulla superficie. Dove sono finiti questi reperti storici? Poiché sulla Luna non c’è aria né acqua, né movimenti tettonici, tutto quello che viene lasciato resta immutato per milioni di anni, a meno che non venga cancellato dall’impatto di qualche meteorite.

Possiamo vedere i siti di allunaggio delle missioni Apollo? E che dire delle decine di sonde automatiche inviate sin dalla fine degli anni 50? Insomma, lassù dovrebbe esserci una bella discarica di nostri reperti. Purtroppo i telescopi amatoriali non sono abbastanza potenti per mostrare oggetti grandi come delle automobili. Però potremmo usare i più grandi telescopi del mondo per riuscire in quest’impresa, come il telescopio spaziale Hubble. Niente da fare, neanche con questi mastodontici strumenti riusciamo a vedere traccia delle vecchie missioni spaziali. Saranno telescopi ancora poco potenti? Oppure c’è dell’altro sotto? A pensarci bene, com’è possibile che negli anni 60, in un mondo senza cellulari, senza internet, senza schermi a led, senza fotocamere digitali, con computer meno potenti di un moderno orologio da polso e grandi come intere stanze, fossero arrivati sulla Luna e tornati sani e salvi? Stiamo parlando di un’era geologica fa rispetto al nostro benessere, eppure anche oggi nessuno riesce a spingere un essere umano oltre i 400 km di quota della Stazione Spaziale Internazionale. Se andiamo a osservare le immagini prodotte dagli astronauti lunari vediamo che sono molto più nitide di quelle eseguite con una reflex digitale professionale. Per non parlare di come facevano a comunicare: in un mondo con i telefoni analogici e privo di cellulari, di punto in bianco alla NASA era disponibile una tecnologia per comunicare a 400 mila chilometri di distanza?

Ho insinuato il dubbio, ponendo domande legittime senza dare risposte, evitando quindi di dire in modo plateale la mia idea ma distruggendo le certezze di chi sta leggendo queste righe. È la tecnica perfetta usata dai ciarlatani, oggi più numerosi e floridi che mai grazie alla diffusione capillare di internet e dei social network. Lo schema d’attacco è sempre lo stesso: porre domande, a volte incomplete e tendenziose, per far crollare le certezze e insinuare un dubbio. Il dubbio introduce poi uno stato di agitazione e di angoscia, perché l’essere umano può tollerare per millenni una palese bugia ma non può vivere un giorno senza illudersi di avere una risposta certa a ciò che lo attanaglia. In questo momento di estrema debolezza, quasi disperazione, qualsiasi ciarlatano con una buona oratoria e qualche effetto speciale costruito ad hoc può far credere al malcapitato di turno tutto, ma proprio tutto quello che vuole. In poche domande ho creato un dubbio che si basa sul nulla, se non sull’ignoranza di quale fosse la situazione negli anni ’60 e ’70. Questo è bastato per gettare un’ombra sull’impresa più incredibile e pericolosa mai compiuta dal genere umano.

Sulla Luna ci siamo andati eccome, senza il minimo dubbio, senza la minima incertezza. Anche se qualcosa non la comprendiamo o non la conosciamo, non significa che per un pugno di coraggiosi uomini quella cosa non possa diventare una splendida realtà, quell’istante eterno e unico in cui tutta l’umanità si è stretta intorno a tre coraggiosi uomini che per primi hanno varcato i confini del nostro pianeta.

La risposta alle domande che ho insinuato la possiamo trovare facendo una ricerca su internet e scegliendo solo i siti affidabili. Se ci accontentiamo di una spiegazione sbrigativa, eccone una: i computer per andare sulla Luna non richiedono nessuna grossa potenza di calcolo. Quelli che c’erano alla fine degli anni 60 andavano bene, anche se in più di un’occasione nei momenti impegnativi hanno mostrato dei limiti andando in sovraccarico. Le foto sono più dettagliate di quelle digitali di oggi perché sono state usate pellicole professionali a grana fine e di grande formato: il meglio della tecnologia analogica di quel tempo. La risoluzione di quelle fotografie è ancora migliore di quella delle più performanti reflex digitali, pari a 50 o più milioni di pixel. Le comunicazioni radio erano perfettamente operative da diversi anni e il funzionamento dei razzi non è cambiato di una virgola rispetto ai temibili V2 tedeschi costruiti da Hitler nella seconda guerra mondiale. Se sulla Luna non ci siamo più tornati è perché non c’è stata la volontà politica di spendere decine di miliardi di dollari per continuare un’impresa già compiuta. A volte la spiegazione più semplice è anche quella corretta!

Tutti i siti di allunaggio delle missioni Apollo fotografati dalla sonda Lunar Reconnaissance Orbiter


giovedì 9 febbraio 2012

Straordinarie immagini dei siti di allunaggio delle astronavi Apollo

Il programma spaziale Apollo, che ha portao per la prima volta nella storia l'uomo sulla superficie di un altro corpo celeste, è stata la sfida più grande cha abbia mai affrontato l'umanità.
I 12 astronauti che hanno avuto il privilegio di passeggiare sulla Luna ed osservare nel cielo il nostro lontano pianeta hanno sfidato difficoltà e pericoli dell'esplorazione spaziale per realizzare il sogno di una vita, in un'epoca in cui la tecnologia era ancora lontana dagli standard attuali, eppure perfettamente all'altezza di pilotare un'astronave per 380000 km.

L'area di allunaggio di Apollo 11.
Con il passare degli anni e lo scemare lento ed inesorabile dei ricordi di quegli straordinari anni, sono nate diverse teorie "alternative" che affermano con forza che sulla Luna in realtà l'uomo non abbia mai messo piede.
Inutile ribadire che queste sono semplici fantasie di persone che non conoscono la materia o, peggio, sono in malafede.
Sulla Luna ci siamo andati e sarebbe un errore gravissimo negare il traguardo più importante mai raggiunto dalla specie umana nel corso della sua breve e litigiosa permanenza su questo pianeta.

Negli ultimi anni una sonda della NASA, la Lunar Reconneissance Orbiter, ha potuto riprendere dalla bassa orbita lunare le immagini più dettagliate mai ottenute della sueprficie del nostro satellite naturale.
Nel corso della sua operazione di mappatura ha potuto riprendere in dettaglio anche le zone di allunaggio delle astronavi Apollo negli anni 60 e 70.
Le riprese mostrano la parte inferiore del modulo lunare rimasta sulla Luna, alcuni strumenti scientifici lasciati dagli astronauti (piccoli punti luminosi) e persino le tracce lasciate dalle loro passeggiate.

Sito di allunaggio di Apollo 17, l'ultima missione lunare
E' affascinante ammirare queste foto riprese ad oltre 40 anni di distanza ed avere la sensazione che nulla sia cambiato, che gli astronauti in realtà ci siano ancora sulla superficie, tanto sono evidenti e "fresche" le tracce lasciate.
Questa è più di una semplice sensazione: sulla Luna non c'è ne atmosfera, ne acqua, quindi nulla che possa alterare o cancellare le tracce lasciate sul terreno. E' per questo motivo che il tempo sembra non essere passato e tutto è rimasto esattamente come lo avevano lasciato gli astronauti molti anni fa.
Guardando queste immagini viene anche da chiedersi, un po' malinconicamente: si ripeteranno mai gli anni straordinari dell'esplorazione della Luna, quando tutto il mondo seguì unito verso una conquista comune e la conquista più grande del genere umano, dimenticandosi della superficialità delle loro guerre?
Non sembra questo purtroppo il periodo favorevole all'esplorazione umana della Luna.
Non ci resta che continuare a guardare queste immagini e sognare ad occhi aperti.

Sito di allunaggio di Apollo 14



Potete trovare altre riprese in questa pagina.

In questa pagina trovate altre riprese dell'area di allunaggio di Apollo 11.

In questa pagina potete trovare tutte le riprese particolari dei manufatti lasciati sulla Luna e ripresi dalla sonda LRO, coprese altre immagini dei siti di allunaggio.

domenica 20 novembre 2011

Cadute lunari!

I 12 astronauti che hanno avuto il privilegio di toccare e passeggiare sul suolo lunare durante i lontani e forse irripetibili anni della corsa allo spazio, erano uomini dalle doti psicologiche e fisiche eccezionali, con alle spalle anni di addestramenti militari.
Nonostante tutto questo, erano uomini come tutti noi e benché fisicamente super allenati, camminare correttamente sulla superficie della Luna con una gravità pari ad 1/6 di quella terrestre e con una tuta estremamente rigida non era per niente facile.
Se vi state chiedendo come faccio a sapere tutto questo, vi consiglio di guardare il video seguente, che ha riassunto in una specie di "compilation" alcuni momenti in cui questi super uomini avevano a che fare con situazioni tipicamente umane e incontrollate: rialzarsi da una caduta!
Direttamente dalla Luna, ecco a voi alcuni momenti davvero buffi!