Era l'ultima cosa che mi mancava del mondo dei social network, così mi sono deciso a fare il grande passo e ad aprire un mio canale su Youtube nel quale caricherò con costanza alcuni brevi video di astronomia.
Le idee sono tante, il tempo un po' meno, quindi per adesso ho iniziato con il progetto "Tre minuti di Universo", una rubrica nella quale propongo video di 3-4 minuti nei quali approfondisco un tema di carattere astronomico.
Se il riscontro in termini di partecipazione sarà positivo continuerò questa esperienza, che in ogni caso sta contribuendo a rendermi un divulgatore migliore (e mi diverto pure giocando con gli effetti speciali home made del chroma key!), con altre tematiche (suggerimenti?).
Per il momento ho caricato 6 video, di cui uno di presentazione, che parlano di aurore polari, materia oscura, scontri tra galassie...
Sono tutti argomenti affrontati con parole semplici e naturalmente non in modo completo; rappresentano quindi degli spunti per accendere la curiosità e spingervi ad approfondire un argomento che avete trovato particolarmente interessante, magari acquistando uno dei miei libri!
Naturalmente è tutto fatto in casa, quindi spero che la vostra attenzione si focalizzerà di più sui contenuti che sugli effetti speciali.
Commeti, critiche e suggerimenti sono sempre ben accetti.
Per il momento buona visione!
Blog di Daniele Gasparri, astrofisico e divulgatore scientifico. Cerca i miei libri su amazon.it
lunedì 15 dicembre 2014
martedì 2 dicembre 2014
Avviso ai miei lettori in merito agli ebook Kindle
Dal 1 Gennario 2015
cambiano radicalmente le disposizioni in termini di IVA nella
comunità europea. In particolare, l'IVA su tutti i prodotti
acquistati online non si pagherà più nel paese in cui si effettua
l'acquisto ma in quello in cui risiede chi l'ha comprato.
Non è questo il
luogo per discutere sulla correttezza o meno di un
provvedimento del genere, ma a me preme solo avvisarvi di quale sarà l'effetto sui miei libri acquistati su Amazon (perché di fatto il provvedimento è stato studiato su misura per Amazon).
provvedimento del genere, ma a me preme solo avvisarvi di quale sarà l'effetto sui miei libri acquistati su Amazon (perché di fatto il provvedimento è stato studiato su misura per Amazon).
Tutti i libri
cartacei non dovrebbero subire grosse variazioni perché la legge
italiana prevede un'IVA agevolata al 4% simile a quella già
applicata da Amazon.
Tutti gli ebook in
formato Kindle, invece, subiranno un aumento automatico del prezzo di
circa il 20% a causa del fatto che la legislazione italiana non li
riconosce di fatto come libri ma li tassa con l'aliquota piena al
22%. Questo provvedimento, come al solito, non toccherà le
piattaforme che li vendono, in questo caso Amazon, che si limiterà
ad alzare i prezzi per coprire le diverse aliquote IVA all'interno
dell'Europa, ma si abbatterà solamente sui consumatori, che di fatto
vedranno aumentare tutti i prezzi degli ebook kindle.
Sebbene non sia un aumento elevatissimo in termini assoluti, trovo ingiusto
che la cultura venga tassata al 22%, anzi, quella digitale solamente
venga tassata al 22%, e sebbene non abbia alcun potere in merito, in
qualità di autore e di cittadino italiano vi chiedo scusa per quello
che accadrà tra meno di un mese.
Purtroppo l'unico
modo per non dover pagare ogni mio libro kindle il 20% in più è di
approfittare di queste ultime settimane e farne incetta. Visto che si
avvicinano anche le feste di Natale non potrebbe esserci periodo
migliore per un po' di astronomia pratica e teorica.
Vi ricordo che il
formato kindle può essere letto anche da qualsiasi computer e
smartphone, NON solo dai lettori Kindle di Amazon, quindi chiunque
abbia un dispositivo mobile ne può approfittare.
giovedì 20 novembre 2014
ALMA entra in funzione e subito sorprende
La tecnologia fa passi da gigante giorno dopo giorno e ci permette, sia se siamo semplici appassionati o studiosi del cielo, di meravigliarci e avere a disposizione una miniera di informazioni che fino a 20 anni fa sembrava pura fantascienza.
Un altro grande passo verso una maggior comprensione del cosmo è stato ufficialmente fatto in Cile, nel più secco deserto del mondo: Atacama, conosciuto anche come il paradiso degli astronomi (dilettanti e professionisti).
E' in questa lingua larga non più di 200 km e lunga qualche migliaio che all'inizio di novembre è ufficialmente entrato in funzione, quasi a pieno regime, il telescopio ALMA, acronimo per Atacama Large Millimeter/submillimeter Array.
In realtà non si tratta di un telescopio singolo come siamo abituati a immaginare, ma di una rete di radiotelescopi che osservano principalmente alla lunghezza d'onda delle microonde che si possono muovere ed estendere fino a coprire un lato di 15 chilometri.
Grazie alla tecnica dell'interferometria è possibile sfruttare in pieno le proprietà della luce per aumentare il potere risolutivo degli strumenti e carpire dettagli sempre più fini dell'Universo. In particolare, l'interterometria combina la luce ripresa da una rete di telescopi e permette di raggiungere un potere risolutivo pari a quello che si avrebbe se si osservasse con un unico telescopio il cui diametro è pari alla distanza massima tra due parabole. Poiché le antenne di ALMA raggiungono un'estensione di 15 chilometri, la risoluzione raggiungibile è la stessa che avrebbe un singolo radiotelescopio di pari diametro, con il grande vantaggio di poter operare con telescopi più piccoli, maneggevoli ed economici.
Alle lunghezze d'onda submillimetriche si ha anche il vantaggio di non dover combattere con la fastidiosa turbolenza atmosferica, che degrada enormemente le immagini nel visibile.
Il risultato, quindi, è una risoluzione paragonabile a quella raggiunta dal telescopio spaziale Hubble, circa 0.0035 secondi d'arco.
Le lunghezze d'onda millimetriche hanno anche il grande vantaggio di non essere molto assorbite dalle polveri interstellari e quindi ci consentono di osservare fenomeni che fino a questo momento abbiamo solo teorizzato e simulato al computer.
La prima immagine di ALMA ha già stupito tutti quanto a bellezza, risoluzione e portata scientifica. A 450 anni luce di distanza, le antenne hanno ripreso la giovanissima stella HL Tauri. Probabilmente non più vecchia di un milione di anni, per le scale temporali dell'Universo è praticamente una neonata. Ma la sorpresa non è l'età, piuttosto quello che c'è attorno alla stella: un disco di polveri che sta formando molto probabilmente un sistema planetario. L'immagine è così definita che si possono osservare anche delle lacune nel disco, laddove quasi certamente si stanno formando pianeti.
E questo è il grande problema: tutte le nostre teorie sulla formazione dei sistemi planetari dicono che serve molto più tempo affinché dal disco di polveri inizino a formarsi corpi di taglia planetaria. A quanto pare, osservando questa straordinaria immagine, siamo ben lungi dall'aver compreso il meccanismo di nascita dei pianeti. L'aiuto di ALMA, allora, sarà davvero fondamentale.
Per approfondire: http://www.eso.org/public/news/eso1436/
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| ALMA, in Cile. Un progetto molto promettente |
E' in questa lingua larga non più di 200 km e lunga qualche migliaio che all'inizio di novembre è ufficialmente entrato in funzione, quasi a pieno regime, il telescopio ALMA, acronimo per Atacama Large Millimeter/submillimeter Array.
In realtà non si tratta di un telescopio singolo come siamo abituati a immaginare, ma di una rete di radiotelescopi che osservano principalmente alla lunghezza d'onda delle microonde che si possono muovere ed estendere fino a coprire un lato di 15 chilometri.
Grazie alla tecnica dell'interferometria è possibile sfruttare in pieno le proprietà della luce per aumentare il potere risolutivo degli strumenti e carpire dettagli sempre più fini dell'Universo. In particolare, l'interterometria combina la luce ripresa da una rete di telescopi e permette di raggiungere un potere risolutivo pari a quello che si avrebbe se si osservasse con un unico telescopio il cui diametro è pari alla distanza massima tra due parabole. Poiché le antenne di ALMA raggiungono un'estensione di 15 chilometri, la risoluzione raggiungibile è la stessa che avrebbe un singolo radiotelescopio di pari diametro, con il grande vantaggio di poter operare con telescopi più piccoli, maneggevoli ed economici.
Alle lunghezze d'onda submillimetriche si ha anche il vantaggio di non dover combattere con la fastidiosa turbolenza atmosferica, che degrada enormemente le immagini nel visibile.
Il risultato, quindi, è una risoluzione paragonabile a quella raggiunta dal telescopio spaziale Hubble, circa 0.0035 secondi d'arco.
Le lunghezze d'onda millimetriche hanno anche il grande vantaggio di non essere molto assorbite dalle polveri interstellari e quindi ci consentono di osservare fenomeni che fino a questo momento abbiamo solo teorizzato e simulato al computer.
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| Ripreso per la prima volta un sistema planetario in formazione. |
La prima immagine di ALMA ha già stupito tutti quanto a bellezza, risoluzione e portata scientifica. A 450 anni luce di distanza, le antenne hanno ripreso la giovanissima stella HL Tauri. Probabilmente non più vecchia di un milione di anni, per le scale temporali dell'Universo è praticamente una neonata. Ma la sorpresa non è l'età, piuttosto quello che c'è attorno alla stella: un disco di polveri che sta formando molto probabilmente un sistema planetario. L'immagine è così definita che si possono osservare anche delle lacune nel disco, laddove quasi certamente si stanno formando pianeti.
E questo è il grande problema: tutte le nostre teorie sulla formazione dei sistemi planetari dicono che serve molto più tempo affinché dal disco di polveri inizino a formarsi corpi di taglia planetaria. A quanto pare, osservando questa straordinaria immagine, siamo ben lungi dall'aver compreso il meccanismo di nascita dei pianeti. L'aiuto di ALMA, allora, sarà davvero fondamentale.
Per approfondire: http://www.eso.org/public/news/eso1436/
lunedì 17 novembre 2014
Una delle più grandi tempeste di meteore mai verificatesi
Purtroppo c'è una brutta notizia prima di proseguire, anzi due: la prima è che la tempesta c'è già stata, la seconda è che non potevamo comunque vederla perché è avvenuta su Marte.
Il 19 Ottobre scorso si è verificato un evento estremamente raro, stimato con una frequenza di uno ogni qualche milione di anni: una cometa è passata estremamente vicino a Marte, a poco più di 130 mila chilometri dalla superficie, 3 volte più vicina della nostra Luna.
Siding Spring, questo il nome della cometa, ha sfiorato il pianeta rosso evitando per poco un impatto che sarebbe stato catastrofico, ma ha lasciato una grande e spettacolare traccia della sua presenza a così breve distanza. La sua estesa chioma e la coda hanno infatti interagito, come ampiamente previsto, con l'atmosfera di Marte, causando come più spettacolare effetto collaterale un'incredibile e inimmaginabile tempesta di stelle cadenti.
Sebbene nessuna delle sonde attorno al pianeta e dei rover sulla superficie abbia ripreso in diretta questo evento (anche per questioni di sicurezza), dopo il passaggio della cometa la sonda della NASA MAVEN, osservando la porzione di atmosfera che è stata attraversata dalla chioma e dalla coda, ha rilevato una grande quantità di "fumi" causati dalle migliaia, forse milioni di scie prodotte dalle meteore bruciate nella sottile atmosfera marziana.
La cometa si è dimostrata molto più "polverosa" di quanto ci si aspettasse e ha prodotto uno spettacolo di migliaia di stelle cadenti l'ora che sarebbero risultate davvero spettacolari per chiunque si fosse trovato sulla superficie del pianeta rosso.
Oltre alle meteore, l'interazione tra la chioma della cometa e l'atmosfera di Marte ha sensibilmente modificato quest'ultima, arricchendola di polveri e metalli, regalando, probabilmente, un bel tramonto rosso/giallo al rover Curiosity, ed è riuscita persino a creare per diverse ore uno strato completamente ionizzato, detto ionosfera, che su Marte, al contrario che sulla Terra, esiste solamente di giorno quando viene illuminato dal Sole.
Per approfondire: http://www.universetoday.com/116005/mind-blowing-meteor-shower-on-mars-during-comet-flyby-say-nasa-scientists/
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| La madre di tutte le tempeste di meteore |
Siding Spring, questo il nome della cometa, ha sfiorato il pianeta rosso evitando per poco un impatto che sarebbe stato catastrofico, ma ha lasciato una grande e spettacolare traccia della sua presenza a così breve distanza. La sua estesa chioma e la coda hanno infatti interagito, come ampiamente previsto, con l'atmosfera di Marte, causando come più spettacolare effetto collaterale un'incredibile e inimmaginabile tempesta di stelle cadenti.
Sebbene nessuna delle sonde attorno al pianeta e dei rover sulla superficie abbia ripreso in diretta questo evento (anche per questioni di sicurezza), dopo il passaggio della cometa la sonda della NASA MAVEN, osservando la porzione di atmosfera che è stata attraversata dalla chioma e dalla coda, ha rilevato una grande quantità di "fumi" causati dalle migliaia, forse milioni di scie prodotte dalle meteore bruciate nella sottile atmosfera marziana.
La cometa si è dimostrata molto più "polverosa" di quanto ci si aspettasse e ha prodotto uno spettacolo di migliaia di stelle cadenti l'ora che sarebbero risultate davvero spettacolari per chiunque si fosse trovato sulla superficie del pianeta rosso.
Oltre alle meteore, l'interazione tra la chioma della cometa e l'atmosfera di Marte ha sensibilmente modificato quest'ultima, arricchendola di polveri e metalli, regalando, probabilmente, un bel tramonto rosso/giallo al rover Curiosity, ed è riuscita persino a creare per diverse ore uno strato completamente ionizzato, detto ionosfera, che su Marte, al contrario che sulla Terra, esiste solamente di giorno quando viene illuminato dal Sole.
Per approfondire: http://www.universetoday.com/116005/mind-blowing-meteor-shower-on-mars-during-comet-flyby-say-nasa-scientists/
mercoledì 12 novembre 2014
Siamo arrivati su una cometa. Philae ce l'ha fatta! [Aggiornamento]
Aggiornamento 12/11 22:50
Nonostante il grande successo della missione di Philae, non tutto è filato liscio, anzi.
Subito dopo il contatto sembra che gli strumenti di bordo abbiano registrato dei movimenti di qualche decina di centimetri. Inoltre la telemetria di Philae era intermittente: il segnale andava e veniva. Subito i sistemi avevano mostrato che gli arpioni con cui la sonda doveva agganciarsi al suolo della cometa non erano stati sparati. Inoltre, già dal giorno prima si sapeva che il piccolo razzo che avrebbe dovuto schiacciare per pochi secondi la sonda sulla cometa per evitarne il rimbalzo era fuori uso. Tutti questi indizi hanno convinto i tecnici di missione che la sonda Philae ha di fatto rimbalzato qualche decina di centimetri dopo aver toccato per la prima volta il suolo cometario. La rotazione residua delle fasi di avvicinamento ha causato le interruzioni del segnale. Ora sembra che il segnale si sia stabilizzato e che la sonda, forse, ha ritoccato il suolo. Ma gli arpioni sicuramente non sono stati sparati e la posizione potrebbe essere precaria. Dall'ESA non trapela nient'altro e dovremo aspettare il 13 novembre mattina per avere notizie certe. Intanto non sono ancora giunte immagini dalla superficie della cometa, ma anche queste sono attese entro poche ore.
Con la speranza che la piccola sonda possa posarsi con forza sulla cometa e con l'inclinazione giusta, aspettiamo ulteriori aggiornamenti.
Intanto, per capire perché siamo andati su una cometa e quali implicazioni ha questo anche per la nostra vita, se non altro dal punto di vista dell'insegnamento di alcuni valori ormai dimenticati, godetevi questo spettacolare video dell'ESA sulla missione Rosetta
Philae ce l'ha fatta!
Per la prima volta nella nostra storia siamo riusciti a portare un manufatto automatico grande come una lavatrice sulla superficie di una cometa, a mezzo miliardi di chilometri di distanza.
E' un momento storico, secondo per importanza solo allo sbarco sulla Luna, ma se vogliamo ancora più difficile e straordinario. Si', perché la Luna, in fin dei conti, è a 4 passi da casa ed è molto grande. La cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko è un sasso grande quanto una montagna terrestre e ha una forza di gravità così bassa che basterebbe il salto di un gatto per sfuggire dalla sua attrazione. Ed è per questo che la missione, sotto certi punti di vista, è stata la più complessa mai realizzata.
Emozionante e incredibile quindi dal punto di vista tecnologico, perché è stata una vera sfida, un po' come l'intera missione Rosetta.
Affascinante dal punto di vista scientifico perché ora avremo un preziosissimo laboratorio su una cometa che potrà dirci come sono fatti e cosa contengono questi oggetti e, magari, qual è l'origine della nostra stessa esistenza.
Ma il momento è storico e fondamentale anche e soprattutto per la nostra società e per gli insegnamenti morali e culturali che ci regala.
Perché, lo so, ci sarà molta gente che pensa che tutto questo sia stato solo un grande spreco di risorse. Non è così, sia dal punto di vista prettamente materiale, perché il costo per l'Italia e i singoli stati è stato irrisorio rispetto al budged dello stato (anzi, a fare il cattivo potrei azzardare che il prezzo pagato dall'Italia è stato inferiore rispetto a quanto si spende per mantenere un giorno l'intera nostra classe politica), ma anche e soprattutto per il messaggio che questa lavatrice a mezzo miliardi di chilometri di distanza ci ha consegnato.
Un messaggio che ci fa vedere cosa significa la cooperazione tra stati (più di dieci!), tra enti di ricerca in cui lavorano decine di migliaia di persone serie che attraverso mille difficoltà, soprattutto economiche, non hanno mai rinunciato ai loro sogni, a fare quello che gli piace.
Il messaggio diretto all'umanità è quello di smettere di farsi la guerra ma anche e soprattutto di smettere di guardare limitatamente al proprio giardino di casa.
Il messaggio è di alzare lo sguardo, di prendere in mano le nostre vite, diventare persone migliori, imparare a collaborare, a rispettare il prossimo e a sognare.
Non lasciamo che problemi quotidiani, irrisori rispetto all'Universo che ci circonda, ci facciano dimenticare le nostre potenzialità, le nostre meravigliose capacità. Se siamo in grado di atterrare su una cometa, siamo in grado di fare qualsiasi altra cosa. Rialziamoci, se ci siamo seduti, e soprattutto non perdiamo mai il contatto con la nostra parte emozionale e sognatrice. Perché la vita può darci molti colpi, è vero, ma il modo peggiore per affrontarli è smettere di sognare, smettere di avere una visione d'insieme, per certi versi anche romantica, e sicuramente profonda della nostra esistenza.
Non siamo animali, siamo esseri intelligenti sognatori che meritano di continuare a sognare; non lasciamoci spegnere da problemi e dalla superficialità che a volte sembra essere la risposta più facile in certi momenti, ma che è il modo effettivamente più semplice per gettare al vento la propria vita.
Non è retorica tutto questo, ma un bell'esempio di un mondo che funziona.
Facciamo tesoro di tutto ciò e impariamo, perché le lezioni nella vita possono arrivare anche dallo spazio profondo. Grazie Rosetta, grazie Philae
Nonostante il grande successo della missione di Philae, non tutto è filato liscio, anzi.
Subito dopo il contatto sembra che gli strumenti di bordo abbiano registrato dei movimenti di qualche decina di centimetri. Inoltre la telemetria di Philae era intermittente: il segnale andava e veniva. Subito i sistemi avevano mostrato che gli arpioni con cui la sonda doveva agganciarsi al suolo della cometa non erano stati sparati. Inoltre, già dal giorno prima si sapeva che il piccolo razzo che avrebbe dovuto schiacciare per pochi secondi la sonda sulla cometa per evitarne il rimbalzo era fuori uso. Tutti questi indizi hanno convinto i tecnici di missione che la sonda Philae ha di fatto rimbalzato qualche decina di centimetri dopo aver toccato per la prima volta il suolo cometario. La rotazione residua delle fasi di avvicinamento ha causato le interruzioni del segnale. Ora sembra che il segnale si sia stabilizzato e che la sonda, forse, ha ritoccato il suolo. Ma gli arpioni sicuramente non sono stati sparati e la posizione potrebbe essere precaria. Dall'ESA non trapela nient'altro e dovremo aspettare il 13 novembre mattina per avere notizie certe. Intanto non sono ancora giunte immagini dalla superficie della cometa, ma anche queste sono attese entro poche ore.
Con la speranza che la piccola sonda possa posarsi con forza sulla cometa e con l'inclinazione giusta, aspettiamo ulteriori aggiornamenti.
Intanto, per capire perché siamo andati su una cometa e quali implicazioni ha questo anche per la nostra vita, se non altro dal punto di vista dell'insegnamento di alcuni valori ormai dimenticati, godetevi questo spettacolare video dell'ESA sulla missione Rosetta
Philae ce l'ha fatta!
Per la prima volta nella nostra storia siamo riusciti a portare un manufatto automatico grande come una lavatrice sulla superficie di una cometa, a mezzo miliardi di chilometri di distanza.
E' un momento storico, secondo per importanza solo allo sbarco sulla Luna, ma se vogliamo ancora più difficile e straordinario. Si', perché la Luna, in fin dei conti, è a 4 passi da casa ed è molto grande. La cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko è un sasso grande quanto una montagna terrestre e ha una forza di gravità così bassa che basterebbe il salto di un gatto per sfuggire dalla sua attrazione. Ed è per questo che la missione, sotto certi punti di vista, è stata la più complessa mai realizzata.
Emozionante e incredibile quindi dal punto di vista tecnologico, perché è stata una vera sfida, un po' come l'intera missione Rosetta.
Affascinante dal punto di vista scientifico perché ora avremo un preziosissimo laboratorio su una cometa che potrà dirci come sono fatti e cosa contengono questi oggetti e, magari, qual è l'origine della nostra stessa esistenza.
Ma il momento è storico e fondamentale anche e soprattutto per la nostra società e per gli insegnamenti morali e culturali che ci regala.
Perché, lo so, ci sarà molta gente che pensa che tutto questo sia stato solo un grande spreco di risorse. Non è così, sia dal punto di vista prettamente materiale, perché il costo per l'Italia e i singoli stati è stato irrisorio rispetto al budged dello stato (anzi, a fare il cattivo potrei azzardare che il prezzo pagato dall'Italia è stato inferiore rispetto a quanto si spende per mantenere un giorno l'intera nostra classe politica), ma anche e soprattutto per il messaggio che questa lavatrice a mezzo miliardi di chilometri di distanza ci ha consegnato.
Un messaggio che ci fa vedere cosa significa la cooperazione tra stati (più di dieci!), tra enti di ricerca in cui lavorano decine di migliaia di persone serie che attraverso mille difficoltà, soprattutto economiche, non hanno mai rinunciato ai loro sogni, a fare quello che gli piace.
Il messaggio diretto all'umanità è quello di smettere di farsi la guerra ma anche e soprattutto di smettere di guardare limitatamente al proprio giardino di casa.
Il messaggio è di alzare lo sguardo, di prendere in mano le nostre vite, diventare persone migliori, imparare a collaborare, a rispettare il prossimo e a sognare.
Non lasciamo che problemi quotidiani, irrisori rispetto all'Universo che ci circonda, ci facciano dimenticare le nostre potenzialità, le nostre meravigliose capacità. Se siamo in grado di atterrare su una cometa, siamo in grado di fare qualsiasi altra cosa. Rialziamoci, se ci siamo seduti, e soprattutto non perdiamo mai il contatto con la nostra parte emozionale e sognatrice. Perché la vita può darci molti colpi, è vero, ma il modo peggiore per affrontarli è smettere di sognare, smettere di avere una visione d'insieme, per certi versi anche romantica, e sicuramente profonda della nostra esistenza.
Non siamo animali, siamo esseri intelligenti sognatori che meritano di continuare a sognare; non lasciamoci spegnere da problemi e dalla superficialità che a volte sembra essere la risposta più facile in certi momenti, ma che è il modo effettivamente più semplice per gettare al vento la propria vita.
Non è retorica tutto questo, ma un bell'esempio di un mondo che funziona.
Facciamo tesoro di tutto ciò e impariamo, perché le lezioni nella vita possono arrivare anche dallo spazio profondo. Grazie Rosetta, grazie Philae
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