Visualizzazione post con etichetta cile. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cile. Mostra tutti i post

martedì 2 gennaio 2018

Il cielo più scuro del mondo

Dal 6 Dicembre scorso ho dato una svolta repentina alla mia vita e mi sono trasferito dall'altra parte del mondo per inseguire i miei sogni.
Io sotto un tappeto di stelle.
Mi trovo nel deserto di Atacama, nella capitale dell'omonima regione, una città chiamata Copiapó. Per chi non lo sapesse, il deserto di Atacama si trova in Cile ed è la regione più secca del Pianeta, nonché il deserto più antico. Ma per ogni appassionato di astronomia il deserto di Atacama evoca racconti mitologici del cielo notturno più scuro e trasparente della Terra. Ebbene, dopo un mese che sono qui, posso dire che tutte le leggende che circondano questo luogo mistico sono vere: qui il cielo è incontaminato, è trasparentissimo e offre tutti i gioielli dell'emisfero sud che dalle latitudini italiane sarebbero comunque impossibili da osservare. Qui Sirio, la stella più luminosa del cielo, proietta debili ombre al suolo. Le nubi di Magellano sembrano nuvole cariche di pioggia ma ci si accorge che non portano acqua perché le nostre nuvole sarebbero totalmente nere, perché non verrebbero illuminate da nessuna fonte di luce. Ho usato il condizionale perché qui le nuvole sono merce molto rara. In media ci sono 320 giorni sereni l'anno, anche se la proverbiale fortuna di ogni appassionato di astronomi ha già colpito: a cavallo della scorsa Luna nuova ho avuto tre giorni con il cielo quasi completamente velato. Va bè, pazienza, tanto ho in programma di stare qui per molto tempo.
Nel corso delle settimane questo blog si arricchirà delle esperienze e delle foto che scatterò sotto il cielo d'Atacama, lì dove le stelle ancora mostrano all'Uomo la meravigliosa potenza di un Universo straordinario.



giovedì 20 novembre 2014

ALMA entra in funzione e subito sorprende

La tecnologia fa passi da gigante giorno dopo giorno e ci permette, sia se siamo semplici appassionati o studiosi del cielo, di meravigliarci e avere a disposizione una miniera di informazioni che fino a 20 anni fa sembrava pura fantascienza.

ALMA, in Cile. Un progetto molto promettente
Un altro grande passo verso una maggior comprensione del cosmo è stato ufficialmente fatto in Cile, nel più secco deserto del mondo: Atacama, conosciuto anche come il paradiso degli astronomi (dilettanti e professionisti).
E' in questa lingua larga non più di 200 km e lunga qualche migliaio che all'inizio di novembre è ufficialmente entrato in funzione, quasi a pieno regime, il telescopio ALMA, acronimo per Atacama Large Millimeter/submillimeter Array.

In realtà non si tratta di un telescopio singolo come siamo abituati a immaginare, ma di una rete di radiotelescopi che osservano principalmente alla lunghezza d'onda delle microonde che si possono muovere ed estendere fino a coprire un lato di 15 chilometri.

Grazie alla tecnica dell'interferometria è possibile sfruttare in pieno le proprietà della luce per aumentare il potere risolutivo degli strumenti e carpire dettagli sempre più fini dell'Universo. In particolare,  l'interterometria combina la luce ripresa da una rete di telescopi e permette di raggiungere un potere risolutivo pari a quello che si avrebbe se si osservasse con un unico telescopio il cui diametro è pari alla distanza massima tra due parabole. Poiché le antenne di ALMA raggiungono un'estensione di 15 chilometri, la risoluzione raggiungibile è la stessa che avrebbe un singolo radiotelescopio di pari diametro, con il grande vantaggio di poter operare con telescopi più piccoli, maneggevoli ed economici.
Alle lunghezze d'onda submillimetriche si ha anche il vantaggio di non dover combattere con la fastidiosa turbolenza atmosferica, che degrada enormemente le immagini nel visibile.

Il risultato, quindi, è una risoluzione paragonabile a quella raggiunta dal telescopio spaziale Hubble, circa 0.0035 secondi d'arco.
Le lunghezze d'onda millimetriche hanno anche il grande vantaggio di non essere molto assorbite dalle polveri interstellari e quindi ci consentono di osservare fenomeni che fino a questo momento abbiamo solo teorizzato e simulato al computer.
Ripreso per la prima volta un sistema planetario in formazione.

La prima immagine di ALMA ha già stupito tutti quanto a bellezza, risoluzione e portata scientifica. A 450 anni luce di distanza, le antenne hanno ripreso la giovanissima stella HL Tauri. Probabilmente non più vecchia di un milione di anni, per le scale temporali dell'Universo è praticamente una neonata. Ma la sorpresa non è l'età, piuttosto quello che c'è attorno alla stella: un disco di polveri che sta formando molto probabilmente un sistema planetario. L'immagine è così definita che si possono osservare anche delle lacune nel disco, laddove quasi certamente si stanno formando pianeti.
E questo è il grande problema: tutte le nostre teorie sulla formazione dei sistemi planetari dicono che serve molto più tempo affinché dal disco di polveri inizino a formarsi corpi di taglia planetaria. A quanto pare, osservando questa straordinaria immagine, siamo ben lungi dall'aver compreso il meccanismo di nascita dei pianeti. L'aiuto di ALMA, allora, sarà davvero fondamentale.

Per approfondire: http://www.eso.org/public/news/eso1436/