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martedì 29 settembre 2015

Come si diventa astronauti?



Diventare astronauti è forse la cosa più difficile da realizzare nella propria vita.
Non è necessario essere astronomi professionisti e aver affrontato un lungo percorso di studi, anzi, astronomi e astronauti non hanno quasi nulla in comune.
Prima di tutto serve una laurea scientifica o in ingegneria. Ma questo è solamente l’inizio. Un addestramento militare, specialmente nell’aeronautica, è molto ben visto e garantisce degli indubbi vantaggi: se oltre il 50% degli astronauti sono ufficiali o ex ufficiali dell’esercito non può di certo essere un caso. In alternativa è consigliabile non limitarsi a una laurea di primo livello ma affrontare tutto l'iter per raggiungere la massima istruzione: laurea magistrale prima e dottorato poi. In questo modo si parte di certo avvantaggiati.

Una volta in possesso di questi requisiti di base, bisogna aspettare l’uscita di un concorso.
Se abbiamo cittadinanza Italiana o europea, possiamo partecipare solamente ai concorsi indetti dall’agenzia spaziale europea. Alle selezioni dell’agenzia americana, la NASA, possono partecipare solamente cittadini americani.

Generalmente il concorso per diventare astronauti si svolge una volta ogni diversi anni, 5 o forse anche 10 e riguarda, naturalmente, tutti i cittadini europei in possesso dei requisiti minimi.
La concorrenza, inutile dirlo, è agguerrita. Dei migliaia di candidati solamente pochi, meno di dieci, verranno selezionati.
Come se non bastasse, ogni paese ha una quota massima di astronauti. Nel concorso tenutosi nel 2009 al nostro paese spettavano solamente due posti.
Le prove da superare durante il concorso sono di cultura generale, psichiche e fisiche. Per essere astronauti non bisogna essere dei geni o dei superuomini dotati di abilità fisiche fuori dal comune ma in ogni caso servono persone in gamba e molto determinate.
Ma come ogni sogno che si rispetti, non è ammissibile considerarsi perdenti prima ancora di iniziare. Provare non costa nulla, rinunciare in partenza porterebbe solamente rimpianti per tutto il resto della nostra vita.

Per approfondire, questi sono i consigli della NASA e questi quelli dell'ESA che tra l'altro specifica che in questo monento non si cercano nuovi astronauti. Poco male, abbiamo tempo per prepararci nel migliore dei modi per il prossimo concorso! Se consultando questi link avete pensato "cavolo, sono in inglese" allora avete già trovato il punto di partenza per costruire la vostra preparazione. Conoscere l'inglese come e meglio della propria lingua madre è un requisito minimo, davvero minimo.

giovedì 12 settembre 2013

Un momento storico: Voyager 1 è nello spazio interstellare

Questo è un momento storico per l'intera umanità, anche se molti ancora non lo sanno e altrettanti forse non ne saranno interessati. Una solitaria sonda automatica partita dalla Terra nel lontano 5 settembre 1977 e chiamata Voyager ,1 ha raggiunto con calma e determinazione un traguardo storico: è entrata nello spazio interstellare. A circa 19 miliardi di chilometri dal Sole, una distanza enorme per noi esseri umani, eppure solo un passo di formica per l'Universo, gli strumenti di bordo, alcuni dei quali ancora funzionanti dopo 36 anni, hanno registrato un fondamentale cambiamento nell'ambiente circostante.

La sonda Voyager 1
Lo spazio nel quale orbitano tutti i corpi principali del Sistema Solare è infatti avvolto in una bolla creata dal vento solare e dal campo magnetico della nostra stella, che come un'amorevole chioccia protegge i suoi figli dalle impervie insidie dello spazio esterno, detto interstellare; un ambiente ricco di gas ad alta temperatura (detto plasma) riscaldato dalla radiazione ultravioletta della Galassia e in cui si mescolano flussi di radiazioni provenienti dalle miliardi di stelle della Via Lattea. Un ambiente che nessuno, nella storia di questo pianeta e di questo Sistema Solare ha mai potuto incontrare.

Non c'è un confine fisico, né tantomeno un cartello che potesse avvertire Voyager 1 del traguardo raggiunto. Gli astronomi della NASA hanno quindi dovuto analizzare la densità e il comportamento del rarefattissimo gas attorno alla sonda, scoprendo che è 40 volte più denso di quanto non lo fosse nei mesi precedenti, quando era al confine con la bolla protettiva del Sole, chiamata eliosfera. 

Questi dati preliminari richiederanno approfondite analisi per capire meglio la situazione, ma alla NASA non hanno più dubbi e per noi, che possiamo trascurare dettagli e tecnicismi di varia natura, non può che essere un momento di trionfo e di orgoglio. Non perché la nostra squadra di calcio ha vinto una stupida partita di uno sport; non perché una fazione politica ha trionfato sull'avversario, ma perché l'umanità intera ha scritto un'importantissima pagina della sua personale storia tra quelle stelle che rappresentano la realtà molto di più del mondo artificiale e contraddittorio che ci siamo creati in questi ultimi due secoli.
Quando i nostri nipoti un giorno nel loro libro di storia leggeranno questi avvenimenti, alcuni curiosi, altri annoiati, noi potremo dire, orgogliosi, che c'eravamo. Eravamo lì quel giorno in cui l'uomo ha compiuto il primo passo per raggiungere le stelle.


Qui la notizia ufficiale della NASA (in inglese).
Qui trovate un mio post sulle sonde Voyager e quello che le aspetterà in un lontano futuro.
Qui trovate uno degli ultimi aggiornamenti sullo stato di Voyager 1, la sonda immortale

giovedì 24 novembre 2011

Mars Science Laboratory partirà per Marte il 26 Novembre

Dopo due anni di attesa, si apre di nuovo la finestra di lancio per le sonde dirette verso Marte, con il pianeta che si sta lentamente avvicinando alla Terra.
Il rover Curiosity cercherà tracce di vita nelle rocce marziane
Il prossimo sabato 26 Novembre partirà da Cape Canaveral la missione sicuramente più interessante.
A bordo di un razzo Atlas V il rover Mars Science Laboratory (MSL), chiamato anche Curiosity, si dirigerà verso il pianeta rosso.
Di struttura simile ai rover Spirit ed Opportunity, che per anni dal 2003 hanno passeggiato sul suolo marziano, Curiosity conterrà strumenti avanzati per indagare l'eventuale presenza di elementi adatti alla vita nel sottosuolo e nelle rocce o per scoprire (con moltissima fortuna) direttamente tracce di vita.
Uno degli strumenti più interessanti è un potente laser in grado di fare delle piccole perforazioni nelle rocce e liberare il gas contenuto.

Tutte le rocce infatti, quando si formano intrappolano anche una piccola parte del gas dell'ambiente in cui si sono solidificate, quindi contengono preziose informazioni sulla composizione atmosferica e del suolo a quel tempo. Si tratta in effetti di vere e proprie macchine del tempo, che consentono di scrivere una storia altrimenti difficile da scoprire.

Attraverso un piccolo ma profondo microforo, il gas contenuto nelle rocce verrà rilasciato ed analizzato dallo spettrometro di massa del rover per capirne composizione chimica e abbondanze.
Forse in questo modo si potrà comprendere meglio quali fossero le condizioni di Marte miliardi di anni fa e confermare o meno tutti i numerosi indizi che testimoniano un pianeta molto più simile alla Terra, con atmosfera contenente ossigeno ed un ambiente ricco di acqua liquida.

In attesa di questi preziosi risultati, godiamoci il lancio della sonda Sabato pomeriggio in diretta su NASA tv . La finestra di lancio inizia alle 16:02 orario di Roma e durerà per 42 minuti, all'interno dei quali, si spera, verrà effettuato il lancio, che inizialmente era previsto per il 25 Novembre.

Per saperne di più sulla missione, guardate le pagine dedicate del sito della NASA .
Non ci resta che augurare a questo piccolo robot radiocomandato una longevità almeno pari ai suoi predecessori.