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giovedì 12 settembre 2013

Un momento storico: Voyager 1 è nello spazio interstellare

Questo è un momento storico per l'intera umanità, anche se molti ancora non lo sanno e altrettanti forse non ne saranno interessati. Una solitaria sonda automatica partita dalla Terra nel lontano 5 settembre 1977 e chiamata Voyager ,1 ha raggiunto con calma e determinazione un traguardo storico: è entrata nello spazio interstellare. A circa 19 miliardi di chilometri dal Sole, una distanza enorme per noi esseri umani, eppure solo un passo di formica per l'Universo, gli strumenti di bordo, alcuni dei quali ancora funzionanti dopo 36 anni, hanno registrato un fondamentale cambiamento nell'ambiente circostante.

La sonda Voyager 1
Lo spazio nel quale orbitano tutti i corpi principali del Sistema Solare è infatti avvolto in una bolla creata dal vento solare e dal campo magnetico della nostra stella, che come un'amorevole chioccia protegge i suoi figli dalle impervie insidie dello spazio esterno, detto interstellare; un ambiente ricco di gas ad alta temperatura (detto plasma) riscaldato dalla radiazione ultravioletta della Galassia e in cui si mescolano flussi di radiazioni provenienti dalle miliardi di stelle della Via Lattea. Un ambiente che nessuno, nella storia di questo pianeta e di questo Sistema Solare ha mai potuto incontrare.

Non c'è un confine fisico, né tantomeno un cartello che potesse avvertire Voyager 1 del traguardo raggiunto. Gli astronomi della NASA hanno quindi dovuto analizzare la densità e il comportamento del rarefattissimo gas attorno alla sonda, scoprendo che è 40 volte più denso di quanto non lo fosse nei mesi precedenti, quando era al confine con la bolla protettiva del Sole, chiamata eliosfera. 

Questi dati preliminari richiederanno approfondite analisi per capire meglio la situazione, ma alla NASA non hanno più dubbi e per noi, che possiamo trascurare dettagli e tecnicismi di varia natura, non può che essere un momento di trionfo e di orgoglio. Non perché la nostra squadra di calcio ha vinto una stupida partita di uno sport; non perché una fazione politica ha trionfato sull'avversario, ma perché l'umanità intera ha scritto un'importantissima pagina della sua personale storia tra quelle stelle che rappresentano la realtà molto di più del mondo artificiale e contraddittorio che ci siamo creati in questi ultimi due secoli.
Quando i nostri nipoti un giorno nel loro libro di storia leggeranno questi avvenimenti, alcuni curiosi, altri annoiati, noi potremo dire, orgogliosi, che c'eravamo. Eravamo lì quel giorno in cui l'uomo ha compiuto il primo passo per raggiungere le stelle.


Qui la notizia ufficiale della NASA (in inglese).
Qui trovate un mio post sulle sonde Voyager e quello che le aspetterà in un lontano futuro.
Qui trovate uno degli ultimi aggiornamenti sullo stato di Voyager 1, la sonda immortale

giovedì 2 febbraio 2012

La sonda immortale: Voyager 1 continuerà a trasmettere per altri 13 anni

La sonda Voyager 1 lasciò la Terra il 5 settembre 1977 con destinazione i pianeti giganti Giove e Saturno.
L'astronave di 722 kg raggiunge brillantemente i suoi obiettivi, riprendento per la prima volta Giove (1979) e lo splendido sistema di Saturno (1980).

La sonda Voyager 1 sta ancora trasmettendo dati
Dopo l'incontro con il signore degli anelli la sonda godeva ancora di ottima salute, così gli scienziati della NASA decisero di estendere la sua missione fino a quando i sistemi di bordo sarebbero rimasti operativi.

Nemmeno nelle più rosee aspettative, però, si sarebbe potuto immaginare che la sonda sarebbe sopravvissuta a due generazioni di scienziati, portandosi ai confini del sistema solare, ai limiti dello spazio interstellare e riuscendo ancora a comunicare con la Terra, distante ormai quasi 20 miliardi di chilometri.

Eppure questa è la storia della sonda spaziale più longeva mai costruita, che con una tecnologia obsoleta riesce ancora a fornire dati essenziali agli scienziati che a Terra ricevolo le sue comunicazioni, dopo aver attraversato per oltre 13 ore alla velocità della luce l'enorme spazio quasi vuoto che separa la sonda dal suo pianeta d'origine.

Il generatore nucleare di bordo non fornirà energia per molto tempo, così gli scienziati della NASA hanno deciso di attuare un'operazione di risparmio energetico che garantirà ancora 13 anni di qutonomia a questa pietra miliare dell'esplorazione spaziale.
Il risparmio della preziosa energia rimanente è stato effettuato tagliando il riscaldamento alla strumentazione di bordo, in particolare allo spettrometro, strumento ancora in funzione e che trasmette dati in merito alla composizione dell'ambiente nel quale la sonda si trova, mai studiato così da vicino.

La sonda contininuerà a trasmettere quindi almeno fino al 2025, quando presumibilmente si troverà già nello spazio interstellare.
Sarà difficile mantenere le comunicazioni oltre quella data, ma una cosa è certa: la Voyager 1 continuerà a viaggiare nell'Universo per migliaia (o milioni) di anni, e chissà, in un futuro remoto, quali porzioni della nostra Galassia raggiungerà e cosa le riserverà il destino.
Buona fortuna Voyager 1!