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giovedì 7 maggio 2015

La navetta Progress sta per precipitare sulla Terra, ma niente panico

Il 28 aprile scorso una capsula Progress dell'agenzia spaziale russa ha lasciato la Terra per un normale volo rapido verso la stazione spaziale internazionale. Al suo interno c'erano riserve di carburante, acqua, ossigeno, cibo e nuovi esperimenti per gli occupanti della stazione. Doveva quindi essere una missione di rifornimento di routine, come ormai avvengono con precisione ogni pochi mesi. Invece, dopo ben 140 voli della più affidabile navicella cargo mai progettata dall'uomo, qualcosa è andato storto.

La Progress avrebbe dovuto attraccare la ISS
Poco dopo essersi separata dal terzo stadio del razzo che l'ha lanciata, la capsula Progress M-27M ha mostrato enormi problemi di comunicazione. Le telecamere di bordo mostravano una rapida rotazione attorno al proprio asse che avveniva in appena 5 secondi e i tecnici a terra non riuscivano a comunicare con i sistemi di telemetria e di controllo dell'astronave. Dopo un giorno di tentativi vani, all'agenzia spaziale russa hanno gettato la spugna: la navicella Progress era del tutto fuori controllo perché non rispondeva ad alcun comando impartito da terra. Non solo non sarebbe stato possibile fare un aggancio con la ISS, ma a causa della bassa orbita avrebbe lentamente perso quota fino a rientrare in modo incontrollato nell'atmosfera terrestre, disintegrandosi con il prezioso carico.

Il momento del rientro incontrollato è vicinissimo. Secondi i tecnici, la navicella dovrebbe impattare con gli strati superiori dell'atmosfera terrestre durante la prossima notte, ovvero l'8 maggio, tra la mezzanotte e le 6 di mattina.

La navicella ha una massa complessiva di circa 6 tonnellate, comprese tre tonnellate tra acqua, ossigeno, rifornimenti vari e carburante. Si pensa che l'ingresso in atmosfera la distruggerà quasi completamente ma dei pezzi più o meno grandi riusciranno a raggiungere il suolo. Probabilmente saranno le scorte di cibo a raggiungere con più facilità la superficie, poiché si trovano protette in un ambiente pressurizzato nella capsula, mentre la struttura esterna, grazie anche all'ingente carico di carburante, potrebbe disintegrarsi quasi del tutto.

La zona in cui possibili frammenti potrebbero arrivare al suolo non si saprà con precisione se non qualche minuto prima dell'impatto. La navicella ha un'orbita inclinata di circa 52 gradi rispetto all'equatore, quindi tutte le porzioni comprese tra 52 gradi di latitudine nord e sud sono in teoria potenzialmente interessate.

Il pericolo per il nostro territorio, sebbene venga attraversato dal percorso orbitale, è estremamente basso, per vari motivi: la porzione d'Italia interessata è meno dell'uno per mille della superficie terrestre, non è detto che arrivino in terra detriti pericolosi e attualmente le previsioni, forse anche per la forma dell'orbita, indicano un possibile rientro nella zona equatoriale del pianeta.

Non ci sono pericoli né emergenze nemmeno per gli occupanti della stazione spaziale internazionale che hanno provviste sufficienti per altri quattro mesi, quindi non rischiano di rimanere né senza acqua, né senza cibo e né senza carburante, contrariamente a quanto invece hanno detto diversi siti di stampa generalista italiana.

L'unico vero problema causato da questo incidente riguarda le cause ancora del tutto sconosciute dell'avaria, anche perché il sistema di navigazione della navetta è lo stesso usato dalle sonde Soyouz che sono le uniche che in questo momento possono trasportare esseri umani da e per la stazione. L'agenzia spaziale russa si è riservata tempo fino al 13 maggio per chiarire le cause dell'inconveniente. Alcune osservazioni condotte anche dagli occupanti della ISS parlano di una nuvola di almeno una quarantina di detriti che hanno accompagnato la Progress subito dopo essere stata liberata dal terzo stadio del razzo con cui era stata lanciata. E' quindi presumibile pensare che qualcosa sia andato storto in quella circostanza, ma è ancora tutto da capire cosa sia successo.  Certo che la veloce rotazione intorno all'asse e la presenza di detriti lasciano pensare a un problema fisico invece che a un malfunzionamento software.
Questa lezione ci insegna ancora una volta quanto sia pericoloso e delicato il volo spaziale, ma allo stesso tempo così affascinante che non possiamo permetterci di abbandonarlo.

Per approfondire la vicenda: http://spaceflightnow.com/2015/05/06/out-of-control-progress-cargo-craft-to-fall-back-to-earth/

Per dettagli aggiornati su quando avverrà il rientro: http://www.n2yo.com/progress-cargo-reentry.php

sabato 9 novembre 2013

Il satellite GOCE sta per precipitare, ma niente allarmismi

Sono passati più di due anni dal caso più eclatante (e rumoroso) di rientro incontrollato di un satellite. Era Settembre 2011 e il mondo, in modo particolare l'Italia, sperimentò una mezza psicosi alimentata dai media generalisti. Il satellite UARS era infatti di lì a poco destinato a rientrare in atmosfera senza controllo, facendo giungere sulla superficie terrestre una pioggia dei detriti che sarebbero scampati all'estremo calore dell'impatto con l'atmosfera terrestre. Nessuno poteva prevedere però con anticipo il momento esatto del rientro del satellite, quindi dove sarebbero caduti gli eventuali detriti.
Il satellite GOCE
Nell'allarmismo generale dei media e dei poco lungimiranti politici, molte persone credettero di correre davvero un serio pericolo. In realtà la probabilità che un frammento poteva colpirci in testa era sicuramente minore della caduta di un fulmine sui nostri piedi. La superficie della Terra è infatti per larghissima parte disabitata (considerando che il 70% è pure coperto da acqua) e solo il nostro ego smisurato poteva farci credere più grandi di quando non lo fossimo per il pianeta che ci ospita. Infatti i resti del satellite precipitarono lontano da qualsiasi agglomerato urbano.
Pochi mesi più tardi toccò a un altro satellite, ROSAT, con le stesse modalità, ma i media forse avevano imparato a non fare allarmismi inutili e la notizia passò inosservata.

Ora la storia sta per ripetersi e poiché la memoria è spesso corta, si è sollevato di nuovo qualche allarme di troppo, anche se niente in confronto a quanto successe con UARS.
Quindi, alla fine di questo lungo preambolo, cosa sta per accadere? Come stanno le cose?

Quello che sappiamo è che il satellite GOCE, dell'agenzia spaziale europea e costruito dall'Alenia spazio (in parte italiana), posto nella bassa orbita terrestre dal 2009 e dedicato allo studio del campo gravitazionale della Terra e degli oceani, ha finito il carburante e non può mantenere più la sua orbita che sfiora gli strati più alti dell'atmosfera e che quindi richiede frequenti manovre per essere mantenuta. Benché ancora perfettamente funzionante, il suo destino è scontato: tra il 10 e il 12 novembre (2013) la sua orbita sarà diventata così bassa che la nostra atmosfera lo farà rallentare velocemente e poi precipitare nel giro di pochi minuti. Attualmente il momento più probabile sembra essere nella notte tra il 10 e 11 Novembre, alle 3:30 ora italiana. Il margine d'errore è di diverse ore, quindi questo dato è indicativo, ma a quell'ora si troverà ben lontano dall'Italia.

Il satellite pesa una tonnellata e si stima che circa il 25% della sua massa raggiungerà la superficie, distribuita in frammenti non più grandi di una novantina di chili.
Nessuno sa dove precipiterà. Quello che sappiamo è che le ultime orbite previste prima del brusco rientro passano anche sopra l'Italia centro settentrionale, quindi la probabilità che dei frammenti raggiungano il nostro suolo non è nulla. Detto questo, con il termine "non è nulla" si intende che la probabilità che dei frammenti cadano in Italia è comunque inferiore a una su mille.
La probabilità che uno di questi frammenti colpisca qualcuno o qualcosa è dell'ordine di una su 250 mila. Quindi, in sostanza, benché in questo periodo potremmo sentirci abbastanza sfortunati, sarebbe più probabile che uscendo di casa per andare a buttare la spazzatura ci colpisca un fulmine. In altre parole, ancora più chiare: se dobbiamo aver paura dei frammenti di questo satellite allora ci sono mille altri motivi per cui non dovremmo nemmeno alzarci dal letto la mattina per paura di rimanerci secchi.

Se abbiamo una discreta fortuna e un cielo limpido, potremo sperare di osservare il rientro, che sarebbe spettacolare e simile a quello di un lento bolide (una stella cadente molto luminosa) che si apre a ventaglio a causa della sua progressiva disintegrazione in atmosfera.
Se volete tenervi aggiornati e sapere di più sul satellite e sul rientro, questo sito della NASA è continuamente aggiornato: http://www.spaceflight101.com/goce-re-entry.html