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sabato 10 dicembre 2011

Perché di giorno le stelle non si vedono?

Le stelle si possono vedere solo di notte, non di giorno.
Questa è una verità così palese che spesso non ci si sofferma sui motivi profondi di questa  osservazione. 
Allora a questo punto vi giro la domanda, vediamo se sapete darmi una giustificazione plausibile: perché le stelle di giorno non si vedono?
Quanti di voi sanno davvero la risposta?
Molti diranno: ovvio, perché di giorno c'è il Sole, la cui elevata luminosità oscura tutte le altre, deboli, stelle. 

La risposta, in questi termini, è incompleta e debole, tanto che confutarla diventa molto semplice; basta una foto ripresa dallo spazio per mostrare che la presenza del Sole, di per se, non rappresenta un ostacolo all'osservazione del cielo. 
Il cielo dallo spazio non è brillante neanche con il Sole

Uno a zero per me, provate di nuovo!
Queste foto vi danno però lo spunto per capire il motivo per il quale di giorno non si vedono le stelle.
Qual è la differenza tra l'osservare il cielo dallo spazio e dalla superficie terrestre? L'atmosfera!
In effetti, il motivo per il quale di giorno il cielo è chiaro e nasconde tutte le stelle è da attribuire alla nostra atmosfera, che non è completamente trasparente alla luce.
La presenza di aria, di particelle solide, di vapore acqueo, rendono l'atmosfera simile ad un banco di nebbia, seppur in misura molto minore.
E cosa succede quando accendete i fari abbaglianti dell'auto mentre vi trovate in un fitto banco di nebbia?
Che la visibilità addirittura peggiora: la nebbia intercetta la luce dei fari e si trasforma in un muro bianco che vi impedisce di vedere la strada.
Questo fenomeno è detto diffusione.
Le particelle liquide e solide contenute nell'atmosfera, e la stessa aria, riflettono in tutte le direzioni (diffondono), come se fossero dei minuscoli specchi orientati casualmente, parte della radiazione che la attraversa.
Il fenomeno della diffusione è evidente con la nebbia perché molto intenso, ma è sempre presente e diventa importante quando ci sono forti sorgenti luminose.
E' questo il motivo per il quale il cielo di giorno è brillante e nasconde le stelle.

La luce solare che entra nell'atmosfera è molto intensa. L'involucro gassoso che avvolge il nostro pianeta non è completamente trasparente e diffonde in tutte le direzioni, proprio come se fosse nebbia, la luce solare, rendendo il cielo brillante. Non a caso, se non ci fosse l'atmosfera, la luce solare non verrebbe diffusa ed il cielo apparirebbe completamente nero. 
Facciamo un passo in avanti, cercando di capire le proprietà della diffusione della luce da parte dell'atmosfera della Terra.
Se ci troviamo in pianura, in una giornata di calma atmosferica (assenza di vento), il cielo appare di una tonalità biancastra o di un azzurro pallido. Se ci spostiamo in montagna il cielo assume una tonalità azzurra molto accesa, si dice che il cielo è terso. 
Perché questa differenza? 
Ancora meglio: perché il cielo diurno è azzurro?

Il colore del cielo dipende dalle caratteristiche dell'atmosfera dalla quale osserviamo.
In pianura l'aria sovrastante è carica di umidità, di polveri e spesso smog. Queste particelle solide o liquide (acqua) diffondono la luce, composta da diverse lunghezze d’onda, della stessa quantità. Il risultato è che il cielo tende ad apparire bianco perché tutti i colori vengono diffusi nello stesso modo.
Quando andiamo in alta montagna smog, polveri e umidità sono generalmente contenuti. Sopra la nostra testa, se è sereno, l'atmosfera è pulita e contiene praticamente solo aria, nelle proporzioni che conosciamo (78%  azoto, 21% ossigeno).
Le molecole gassose si comportano diversamente: bloccano e diffondono maggiormente la luce blu rispetto a quella rossa. In parole più rigorose, l'intensità della diffusione è inversamente proporzionale alla lunghezza d'onda della luce. Minore lunghezza d'onda implica maggiore diffusione, quindi minore trasparenza.
E' questo il motivo per il quale di giorno il cielo appare azzurro.
Il Sole irradia la superficie terrestre a tutte le lunghezze d'onda visibili, ma le molecole del gas dell'alta atmosfera bloccano e diffondono in modo molto più efficiente la lunghezza d'onda blu-azzurra rispetto a quella rossa. Ne consegue che il cielo assume la classica tonalità azzurra.
E allora perché il cielo al tramonto o all'alba assume una colorazione rossastra?
Nei pressi del tramonto o dell'alba la luce solare attraversa uno strato molto spesso di atmosfera. La luce che vediamo è la combinazione dei due meccanismi citati.
Le molecole gassose negli strati superiori dell'atmosfera diffondono la luce blu; quella rossa passa quasi inalterata.
Quando la luce solare, ormai povera della componente blu, giunge negli spessi strati più bassi, viene diffusa da parte delle polveri e dal vapore acqueo; questo è il meccanismo che fa assumere al cielo in prossimità del Sole la colorazione rossa.
La nostra stella, poiché privata della componente blu diffusa dagli strati più alti (in effetti il cielo lontano dal Sole appare ancora azzurro), si tinge di un rosso intenso.
Diffusione di Rayleigh da parte del gas atmosferico
Non è un caso se i tramonti più belli si osservano in pianura, perché siamo nelle migliori condizioni affinché gli strati bassi dell'atmosfera diffondano efficientemente la radiazione rossa, rendendo il cielo molto colorato.
Abbiamo quindi compreso a fondo il motivo per il quale le stelle di giorno non si vedono: perché la luce diffusa dalla nostra atmosfera rende il cielo più brillante di ogni stella. 
Ma siamo sicuri che la brillanza del cielo sia così elevata da rendere invisibile qualsiasi stella?
Nell'analisi che abbiamo fatto c'è un "trucco" per rendere il cielo diurno più scuro e sperare di osservare qualche stella anche di giorno?
Il trucco c'è, guardate la figura a lato che rappresenta l'andamento della diffusione da parte delle molecole di aria in funzione della lunghezza d'onda e cercate di capirlo....

sabato 15 ottobre 2011

Il satellite ROSAT anticipa il rientro in atmosfera [Il satellite è rientrato, aggiornato 23/10 15:40]

Poco dopo la vicenda del satellite UARS e della sua discesa incontrollata nell'atmosfera terrestre, vi avevo anticipato che a breve un altro satellite, il tedesco ROSAT, sarebbe presto rientrato in atmosfera, con modalità simili al fratello maggiore americano.

Il satellite ROSAT rientrerà presto in atmosfera
Il rientro del satellite era previsto per i primi giorni di novembre, ma le ultime stime lo danno possibile tra il 20 ed il 25 ottobre prossimi, con un'incertezza di +/- 3 giorni.
Se volete capire meglio quale sarà la dinamica di rientro e di che tipo di satellite si tratta, date un'occhiata a questo mio precedente post.
Restate invece sintonizzati qui per gli aggiornamenti futuri.

I siti da monitorare per avere notizie in tempo reale sono quello dell'agenzia spaziale tedesca, con i comunicati ufficiali e gli aggiornamenti sul rientro, ed il solito center for orbital and reentry debris studies, nel quale però ancora non compare ROSAT tra la lista dei detriti in rientro in atmosfera.

L'orbita di ROSAT è simile a quella del defunto UARS, quindi, come al solito, il satellite può cadere ovunque e solamente nelle ore immediatamente antecedenti il rientro in atmosfera avremo un corridoio di possibilità per l'impatto, sebbene con una presumibile incertezza di ben due orbite.

Cosa diranno questa volta i media? Sono proprio curioso....

Aggiornamento 19/10 14:00
Come previsto, mano a mano che scorrono le ore, l'incertezza sul rientro del satellite si assottiglia.
Il center for orbital and reetry debris studies lo prevede per il 23 Ottobre alle 06:40 UT (le 8:40 di mattina), (potete monitorare la situazione qui) con un'incertezza ancora elevatissima di +/- 30 ore. Il satellite compie un'orbita ogni 90 minuti, quindi non è possibile escludere ancora alcuna zona della Terra.
L'ultimo passaggio sul suolo italiano convolge Marche, Umbria e Lazio ed è previsto per le 18:44 del 21 Ottobre, (vedi qui) al limite dell'intervalo di incertezza attualmente disponibile.
E' ancora troppo presto per fare previsioni, sebbene sia improbabile un coinvolgimento del nostro paese.
Restate aggiornati.



Aggiornamento 22/10 12:00
Il rietro del satellite si avvicina; l'incertezza sta lentamente diminuendo.
Come è successo anche per UARS, l'ora fatidica si allontana leggermente. Attualmente la previsione è per il 23 ottobre alle 13:24 UT (15:24 locali). L'errore è ancora molto elevato, di +/16 ore. I dati più aggiornati infatti risalgono al 20 ottobre; ne il center for orbital and reetry debris studies, ne l'agenzia spaziale tedesca hanno pubblicato altri comunicati più aggiornati, che comunque si attendono nelle immediate ore.
Attualmente Heavens-above prevede l'ultimo passaggio sull'Italia per il pomeriggio di oggi alle 18:08, quindi appare improbabile che il rientro interesserà le nostre regioni.
Quando l'incertezza sarà sufficiente per fare le prime ipotesi sulla destinazione dei detriti, aggiornerò l'articolo.


Aggiornamento 23/10 00:30
A poche ore dall'ingresso in atmosfera di ROSAT, non molte sono le notizie certe, anzi, dobbiamo fare un po' di attenzione perché alcune fonti sembrano contraddirsi.
Stranamente il center for orbital and reetry debris studies ha dati aggiornati solamente al 21 ottobre, che danno per probabile il rientro per oggi (23 ottobre) alle 11:12 UT (13:12 locali), ma con un'incertezza ancora di +/-10 ore. Questo significa che c'è la possibilità di poter vedere la palla di fuoco dalle 3 di mattina fino alle 23 della sera.
Contrariamente al sito Heavens-above, c'è ancora un passaggio sopra le nostre teste, quindi la probabilità che i detriti precipitino anche sul nostro paese (comunque molto bassa)

Il sito dell'agenzia spaziale tedesca, invece, ha dati aggiornati alle 22 del 22 ottobre, che parlano di rientro probabile tra le 00:30 e le 07:00 locali di oggi (23 ottobre), affermando che il continente europeo a questo punto resterebbe fuori dalla traiettoria di rientro.
Se non altro per una mera questione cronologica, questi sembrano essere i dati più attendibili.
Forse anche il diverso eco mediatico ricevuto da questo satellite (passato quasi inosservato sui media tradizionali) non ha catalizzato così tante attenzioni da rendere necessari continui aggiornamenti, come accadde per il satellite UARS.

Aggiornamento 23/10 15:40
Il Satellite ROSAT è rientrato in atmosfera questa mattina tra le 03:45 e le 04:15 , così afferma il comunicato dell'agenzia spaziale tedesca. Non si conosce ancora il luogo d'impatto, ne se e quanti detriti sono arrivati al suolo. Una buona notizia questa, perché quasi sicuramente il satellite è caduto in oceano o in una zona desertica, non causando danni.
Si chiude quindi anche questo capitolo.
Onore a ROSAT, osservatorio orbitante a raggi X pioniere nello studio dell'Universo a queste interessantissime lunghezze d'onda.