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venerdì 3 giugno 2016

Un piccolo asteroide impatta... sulla Terra

Poco meno di tre mesi fa abbiamo osservato in diretta l'impatto di un piccolo asteroide nell'atmosfera di Giove, che ha prodotto un flash visibile da Terra anche con telescopi amatoriali. Sebbene sia il pianeta più grosso e massiccio, quindi uno dei bersagli preferiti, non è però di certo l'unico a venir colpito da piccoli asteroidi, in grado di generare però grandi effetti.

A ricordarci di quanto sia affollato e anche pericoloso, a volte, lo spazio, è arrivato puntuale un impatto meno potente ma molto più vicino. La mattina del 2 Giugno, alle ore 03:57 locali (12:57 italiane) un enorme bolide - così vengono chiamate le stelle cadenti più brillanti - ha illuminato a giorno i cieli dell'Arizona, territorio già famoso tra le altre cose per il celeberrimo Meteor crater, con una luminosità stimata circa 10 volte maggiore di quella della Luna piena.
Il passaggio di questo oggetto a grande velocità, circa 18 chilometri al secondo, ha lasciato dei segni ben più duraturi del tipico flash delle normali stelle cadenti. Molti osservatori, nel cielo che si accendeva dei colori dell'alba, hanno assistito a una lunga e complessa scia, persistente per diverse ore, creata proprio dal passaggio dell'oggetto che aveva illuminato il cielo poco prima. Raccogliendo le informazioni sulla luminosità e sulla lunga e complessa scia di condensazione, si pensa che a entrare nell'atmosfera e a generare un tale shock sia stato un piccolo asteroide dal diametro massimo di un paio di metri. Non si hanno al momento notizie di un eventuale contatto con la superficie terrestre. In ogni caso, se qualcosa è sopravvissuto al grande calore dell'ingresso in atmosfera, è precipitato al suolo a bassa velocità, senza produrre crateri. Tutti gli oggetti sotto circa i 100 metri di diametro, infatti, vengono rallentati a sufficienza dall'aria e precipitano al suolo a velocità dell'ordine di qualche centinaio di chilometri l'ora, contro le decine o centinaia di migliaia iniziali.

La spettacolare scia lasciata dal meteorite sopra i cieli dell'Arizona. Foto di Mike Lerch.
 
Quando piccoli asteroidi delle dimensioni di un'auto da città si trovano in rotta di collisione con il nostro pianeta, riescono a penetrare con molta energia negli strati più densi dell'atmosfera, e possono produrre due tipi di scie, oltre al classico bagliore: la prima, debolmente luminosa, è dovuta al fatto che il loro passaggio a decine di migliaia di chilometri l'ora riesce a ionizzare gli atomi di cui è composta la nostra aria, ovvero l'urto è così violento da strappare gli elettroni dagli atomi. Quando questi si ricombinano per tornare nella normale forma neutra, emettono una fioca luce rossastra o verdastra. Questo tipo di traccia è visibile di notte, spesso in fotografia, e dura al massimo poche decine di minuti.

Il secondo effetto è ancora più spettacolare perché può durare ore, sebbene possa essere osservato con chiarezza solo di giorno o al crepuscolo. Il passaggio dell'asteroide comprime e riscalda l'aria a migliaia di gradi, strappando via porzioni della sua superficie sotto forma di particolato sottile. E cosa succede quando in una regione molto fredda, e magari satura di umidità, gettiamo del gas (aria) caldissimo e ricco di nuclei di condensazione? Che il vapore acqueo, anche se poco, solidifica in sottili aghi di ghiaccio e forma una scia di condensazione, simile a quella prodotta dai motori degli aerei. La grande quantità di particolato strappata via dalla superficie dell'asteroide può colorare in modo tenue le tracce generate in questo modo, al contrario di quelle bianchissime degli aerei. Anche la quota è modo diversa: gli spettacolari disegni nel cielo lasciati dal passaggio di piccoli asteroidi si sviluppano a un'altezza di poco inferiore agli 80 chilometri, comunque sempre maggiore (tranne nei casi più violenti) delle rotte degli aerei. A seconda delle condizioni atmosferiche (temperatura e umidità relativa) negli strati d'aria interessati, le scie possono persistere anche per diverse ore. I venti in quota riescono poi a disegnare delle forme meravigliose che possono lasciare a bocca aperta gli osservatori e permettono anche di risalire al fenomeno che l'ha generate.
Gli esperti osservatori, infatti, quando vedono tali disegni in cielo sanno già che i colpevoli possono essere solo due: o un lancio di un razzo o un piccolo asteroide: non c'è nessun altro disturbo che possa raggiungere gli 80 km di quota e innescare la solidificazione del poco vapore acqueo presente. Poiché i lanci dei razzi sono rumorosi, luminosi e soprattutto conosciuti, è facile escludere un'ipotesi e confermare l'altra.


 
Il video dell'enorme fireball ripreso da una delle telecamere della NASA adibite al monitoraggio delle meteore.


 
Questo video mostra l'orbita del piccolo asteroide.


Ogni anno cadono sulla Terra migliaia di tonnellate di materiale proveniente dallo spazio. Nella grandissima maggioranza dei casi si tratta di granelli di polvere e piccole meteore dalle dimensioni di un granello di sabbia. Gli eventi più spettacolari, che generano i bolidi, ovvero meteore più brillanti delle stelle più luminose, sono più rari ma possono capitare anche diverse volte al mese, per una data località, il che si traduce in decine di migliaia di bolidi ogni anno visibili da ogni punto della Terra.

I fenomeni più violenti, con asteroidi dal diametro superiore a un metro, sono molto più rari ma non tanto quanto si pensava fino a qualche anno fa: uno ogni anno probabilmente, ma la statistica ancora non è precisa. Vale infatti la pena ricordare che oltre il 70% del nostro pianeta è ricoperto da acqua e del restante 29% di terre emerse solo una piccola porzione è monitorata dal suolo alla ricerca di meteore e bolidi. La categoria di asteroidi tra qualche metro e qualche decina di metri di diametro è la più subdola di tutte: questi infatti non sono così rari come i grandi massi da estinzione, quindi ce ne dobbiamo per forza di cose preoccupare. Tuttavia, riescono a sfuggire a tutti i monitoraggi e al contempo hanno la potenza sufficiente per poter creare seri danni alle abitazioni, come è accaduto nel 2013 per il meteorite di Cheliyabinsk. Quello dello scorso 2 giugno, per fortuna, era molto meno massiccio e non ha prodotto altro se non un bellissimo spettacolo nel cielo, ma ancora una volta l'avvertimento è fin troppo chiaro: è solo una mera questione di tempo, meglio farci trovare preparati.


Qualche approfondimento sul grosso bolide: http://earthsky.org/todays-image/smoke-trail-fireball-arizona-june-2-2016
http://spaceweather.com/archive.php?view=1&day=03&month=06&year=2016

http://www.nasa.gov/feature/fireball-lights-pre-dawn-sky-over-arizona

lunedì 28 marzo 2016

Un asteroide impatta (di nuovo) su GIove

Giove ha da poco passato l'opposizione e si trova quindi nel periodo migliore dell'anno per essere osservato. Grazie alla numerosa schiera di appassionati di astronomia e di fotografia planetaria, il gigante gassoso è continuamente monitorato con un'ottima risoluzione e può quindi regalare sorprese inaspettate.

L'impatto scoperto dall'austriaco Kernbauer
Lo scorso 17 Marzo, alle ore 00:17 UT (Tempo Universale) è arrivato il momento di una di quelle sorprese che ogni appassionato spera di ricevere e che di certo ci fanno ben comprendere come l'Universo non sia affatto un luogo statico e pacifico come potremmo erroneamente pensare.
Almeno due osservatori indipendenti hanno registrato un breve flash proveniente dal bordo del pianeta gassoso, che ha raggiunto una luminosità superiore a quella dei satelliti medicei. L'evento è stato scoperto per primo dall'astronomo dilettante austriaco Kernbauer e poi confermato da
John McKeon, a nord di Dublino.
Con molta probabilità il flash, della durata dell'ordine di un secondo, è associabile all'impatto di un piccolo asteroide o di una cometa con l'atmosfera del gigante gassoso.
L'impatto confermato da John McKeon

Non sono ancora disponibili stime delle dimensioni del corpo celeste che ha deciso di soccombere all'enorme forza di gravità di Giove e nemmeno una stima precisa della posizione, anche a causa del fatto che l'evento si è verificato proprio nei pressi del bordo, laddove la determinazione esatta della posizione presenta grossi problemi, all'altezza della banda equatoriale nord. L'impatto è comunque reale perché è stato registrato dalle camere planetarie che molti astronomi dilettanti utilizzano per catturare splendide immagini in alta risoluzione dei pianeti, quindi su un supporto di certo ben più oggettivo dell'occhio umano. I due video che mostrano il flash sono stati pubblicati su YouTube e sono visualizzabili qui e qui.

Osservando a occhio i filmati disponibili è ragionevole stimare che il corpo impattante potrebbe avere avuto un diametro massimo di qualche decina di metri, probabilmente non troppo dissimile dal meteorite di 17 metri di diametro che nel Febbraio del 2013 solcò i cieli della Siberia, portandosi dietro una lunga scia di danni causati dalle onde d'urto generate dall'impatto con gli strati atmosferici più densi, a circa 30-50 km di altezza. Si tratta tuttavia di una rozza stima, perché l'evento potrebbe essere avvenuto nella porzione di Giove non visibile dalla Terra in quel momento. Se questa ipotesi si rivelasse vera, l'energia liberata potrebbe essere stata maggiore, quindi l'asteroide (o la cometa) aumentare di dimensioni.
Sarà interessante notare l'eventuale presenza di cicatrici nell'atmosfera di Giove, che potrebbero presentarsi come delle zone molto scure, quasi come l'ombra lasciata dal passaggio di un satellite mediceo, ma dalla forma più irregolare. Queste cicatrici sono lasciate dagli impatti più violenti che hanno un'alta penetrazione nell'atmosfera gioviana, al punto da bloccare in modo temporaneo i possenti moti convettivi che mantengono sempre in movimento i gas atmosferici. Se il corpo celeste era più grande di 10-20 metri potrebbe aver lasciato una traccia visibile anche con telescopi di piccolo diametro (10 cm).

Assistere in diretta all'impatto di un asteroide, o una piccola cometa, con un corpo celeste che si trova a una distanza che non ha bisogno di scomodare l'anno luce per essere espressa, e che orbita attorno alla nostra stessa stella, rappresenta di certo una forte emozione ma anche un piccolo campanello d'allarme perché ci rende partecipi in prima persona, e quasi in diretta, di quanto sia affollato il Sistema Solare, quindi potenzialmente pericoloso.


Una zona più affollata del previsto
L'impatto registrato lo scorso 17 Marzo non è infatti che l'ultimo di una lunga serie.
L'evento più spettacolare e violento è avvenuto nell'estate del 1994 con una ventina di frammenti della cometa Showmaker-Levy 9 che hanno lasciato profondi e duraturi segni nell'atmosfera di Giove, grandi fino al diametro del nostro pianeta. Fu la prima volta che l'essere umano osservava un oggetto schiantarsi contro un pianeta.

Tutti gli altri impatti registrati risalgono agli ultimi 7 anni e sono opera di astronomi dilettanti.
Il 19 Luglio 2009 l'australiano Anthony Wasley ha scoperto per primo le cicatrici lasciate da un probabile impatto asteroidale, simili a quelle prodotte dai frammenti cometari del 1994. Nessuno, però, aveva assisito in diretta all'evento vero e proprio, che si è stimato essere stato prodotto da un asteroide compreso tra 200 e 500 metri di diametro.
Il 3 Giugno 2010 il famoso imager planetario Christopher Go ha registrato per la prima volta il flash prodotto dall'ingresso nell'atmosfera Gioviana di un asteroide o una cometa dal diametro di una decina di metri.
Il 20 Agosto dello stesso anno sempre Go, con la conferma di altri osservatori, registrò un altro flash associabile a un nuovo impatto.
Il 10 Settembre 2012 un altro flash associato a un impatto è stato avvistato questa volta visualmente dall'astronomo dilettante Dan Petersen e poi confermato da una ripresa di George Hall. Erano quindi quattro anni e mezzo che non si osservavano più eventi di questo tipo, che ora molti planetologi ritengono più frequenti di quanto si pensasse prima del prezioso aiuto arrivato dalla comunità amatoriale nel corso degli ultimi 10 anni.
Capire quanto sia affollato il Sistema Solare e il ruolo che ha Giove nel proteggerci attirando su di sé molte comete e asteroidi sono attività fondamentali per ogni abitante della Terra che spera che la sua e le altre specie possano sopravvivere ancora per molto tempo.

venerdì 15 febbraio 2013

Meteorite in Russia, proviamo a chiarire un po' di cose

Ha fatto scalpore e subito il giro del mondo la notizia che la mattina del 15 Febbraio una tranquilla zona della Russia è stata investita da quella che giornali e telegiornali hanno definito pioggia di meteoriti, che avrebbe causato a causa dei cristalli (di cosa?) tra i 400 e i 500 feriti.

Un piccolo meteorite precipita in Russia
Subito in rete si sono riversate diverse testimonianze visive dell'evento che è risultato reale, spettacolare e molto raro.
Cosa è successo quindi in realtà?

Dall'analisi dei video e dei primi report provenienti da siti attendibili è emerso che sul far dell'alba un piccolo meteorite ha fatto ingresso in atmosfera con un basso angolo d'incidenza, ha percorso diverse centinaia di chimometri aumentando repentinamente di luminosità e si è poi dissolto in una serie di bagliori accecanti.
Subito una grande scia causata dalla vaporizzazione dei detriti e dalla ionizzazione dell'aria ha tracciato il percorso della grande meteora ed è rimasta visibile presumibilmente per almeno un'ora.



Quando tutto quello che restava dell'evento era questa spessa cortina di fumo, è stata udita una gigantesca esplosione che ha mandato in frantumi vetrate e finestre in un raggio di diverse decine di chilometri, seguita da altre di minore intensità. Sono queste ad aver causato la grande maggioranza dei feriti (se non tutti), a causa dei cristalli di vetro (non di meteorite!) che improvvisamente si sono riversati sui passanti e sulle facce di coloro che magari osservavano la grande scia da dietro la propria finestra.

Le grandi esplosioni che hanno mandato in frantumi i vetri delle abitazioni e in qualche caso, sembra, messo a dura prova l'integrità degli editifi, sono state causate dalle onde d'urto prodotte dalla disintegrazione della meteora a circa 10 chilometri di altezza. L'effetto è del tutto simile a quanto avviene con una grande esplosione: lo spostamento repentino d'aria può causare danni anche gravi a persone e cose.
Alcuni video, come questo, possono rendere bene l'idea di questo enorme boato a ciel sereno:



I danni quindi non sono stati causati (almeno così sembra) direttamente dall'impatto del meteorite con il suolo. La presunta pioggia di meteoriti denunciata da giornali e telegiornali può essere giustificata solamente con il fatto che l'ingresso in atmosfera dell'unico meteorite (un solo evento, non molteplici!) si sia concluso con la produzione di una serie di frammenti alcuni dei quali potrebbero esseere precipitati al suolo con una velocità, quindi violenza, nettamente minore del corpo iniziale e aver causato altri ristretti e limitati danni (perché se non ci cade in testa non ci fa niente).

C'è qualche collegamento con il piccolo asteroide DA14 che questa sera (15 Febbraio) sfiorerà il nostro pianeta passando a una distanza inferiore dei satelliti geostazionari adibiti alle comunicazioni (36 mila chilometri)? Il buon senso e soprattutto le prime analisi dicono proprio di no: questo è un evento indipendente, raro ma non rarissimo.
Si presume che il corpo celeste responsabile di tutta questa confusione e spettacolo nei cieli russi abbia avuto un diametro dell'ordine di un metro, davvero piccolo confrontato anche con le dimensioni di DA14, dell'ordine di quelle di un aereo di linea.

Chiamati superbolidi, questi piccoli asteroidi non sono abbastanza grandi da raggiungere la superficie con la devastante potenza dei più grandi, ma risultano spettacolari nel cielo e, come questo episodio, anche pericolosi per i danni indiretti che possono causare.

Proprio nel mio viaggio in Australia del Novembre 2012 ho assistito a un evento simile, seppur su scala leggermente inferiore: una grande meteora ha illuminato a giorno il paesaggio per qualche secondo, lasciando una scia simile a quella dell'evento russo, rimasta ben visibile per più di un'ora.

Per approdonfire e restare aggiornati, queste sono risorse attenbibili:
http://www.slate.com/blogs/bad_astronomy.html 
http://www.space.com/
http://www.universetoday.com/


venerdì 27 gennaio 2012

Un piccolo asteroide ci sfiorerà oggi (27 Gennaio)

2012 BX34 è un piccolo asteroide dal diametro compreso tra 8 e 14 metri che alle 16:30 locali di oggi 27 Gennaio passerà nel punto più vicino alla Terra, a circa 70000 km dal centro della Terra, quindi circa 64000 dalla superficie, ad una velocità di quasi 9 km/s, ben all'interno quindi dell'orbita lunare (385000 km).
In ambito astronomico, 70000 km sono una distanza piccolissima, che fa dire agli astronomi che l'oggetto ci sfiorerà, ma naturalmente dobbiamo considerare il contesto, appunto astronomico, nel quale applichiamo questo termine dal significato piuttosto delicato.

L'orbita del piccolo asteroide 2012 BX34
Il passaggio ravvicinato del piccolo asteroide causerà infatti alcun problema, ne ci si devono aspettare sorprese inaspettate: come ogni altro corpo celeste, la sua orbita è soggetta alla legge di gravitazione universale, quindi prevedibile e priva di sorprese. In ogni caso, anche se si fosse trovato in rotta di collisione con il nostro pianeta, non avrebbe causato danni visto l'esiguo diametro: gran parte dell'asteroide si sarebbe bruciata in atmosfera e in superficie sarebbe giunto qualche sassolino a velocità ben inferiori agli 8,9 km/s in entrata (che peraltro è una velocità piuttosto bassa).

Gli astronomi amatoriali più preparati ed intraprendenti possono seguire il suo veloce movimento tra le stelle, proprio appena dopo il passaggio al punto più vicino alla Terra. Il corpo celeste raggiungerà a malapena magnitudine 14 (brillante come Plutone) e sarà animato da un veloce moto proprio, quindi risulterà piuttosto difficile puntarlo ed osservarlo. Relativamente più semplice sarà riprenderlo; anche un telescopio di piccolo diametro (10-15 cm) sarà sufficiente per registrare su supporto digitale la sua debole traccia tra le stelle. Per questa vera e propria impresa vi serve una montatura equatoriale motorizzata e controllabile via computer per impartire le coordinate dell'asteroide in tempo reale, visibili in questo sito.

lunedì 7 novembre 2011

Un asteroide sta per "sfiorarci", ma niente paura!

Premessa doverosa: il significato di alcune parole in astronomia è diverso rispetto alla vita quotidiana, quindi non allarmatevi e leggete rilassati l'articolo, non facendovi ingannare da alcuni termini volutamente allarmistici che potete leggere su alcuni siti di informazione generalista.

Percorso dell'asteroide YU55 la sera dell'8 Novembre
2005YU55 è il nome, a dire il vero poco romantico o spaventoso, di un asteroide di circa 400 metri di diametro che il prossimo 8 Novembre "sfiorerà" il nostro pianeta.
Cosa significa "sfiorare"? In questi casi, quando si parla di asteroidi, significa che il corpo celeste passerà ad una distanza pari o di poco inferiore a quella dell'orbita lunare.
2005YU55 infatti passerà a circa 325000 km dalla Terra: non impatterà con il nostro pianeta e non causerà alcun tipo di disturbo, ne ora, ne per almeno i prossimi 100 anni.
Nessun problema quindi per la Terra, e neanche per la Luna, che si troverà in una posizione ben diversa rispetto alla traiettoria seguita dall'asteroide. Qui potete vedere una breve animazione del percorso seguito dall'asteroide rispetto al sistema Terra-Luna

Astronomicamente parlando, l'incontro è estremamente interessante, visto che i passaggi così ravvicinati di corpi celesti di cospicue dimensioni sono piuttosto rari.
L'ultima volta che un asteroide maggiore di 100 metri ha sfiorato il nostro pianeta risale al 1976 e non si prevedono altri incontri fino al 2028.
Un incontro così ravvicinato rappresenta quindi un'opportunità unica per studiare corpi celesti ancora sconosciuti, quanto estremamente importanti.
Gli asteroidi infatti rappresentano la chiave per conoscere le prime fasi del sistema solare, essendo dei veri e propri fossili da cui poter ricostruire in modo dettagliato le proprietà del Sistema Solare primordiale.

A causa delle loro piccole dimensioni e della generale lontananza dal nostro pianeta, sono pochissimi gli asteroidi studiati con sufficiente dettaglio, per di più attraverso costose e complicate sonde interplanetarie.
In questa occasione, invece, gli astronomi possono studiare il corpo celeste comodamente seduti nella sala operativa dei grandi telescopi e radiotelescopi terrestri; decisamente un gran bel risparmio in tempi di crisi.

Anche gli astrofili possono osservare questo piccolo corpo celeste sfrecciare nel cielo ad una velocità angolare eccezionalmente elevata: superiore a 500"/minuto. Se non sapete quanto vale questo valore, pensate che il piccolo asteroide percorrerà in cielo un diametro lunare in poco più di 3 minuti!
Nel momento di massima vicinanza alla Terra, prevista per le 23:28 locali dell'8 Novembre, l'asteroide dovrebbe raggiungere magnitudine 11.5, diventando quindi visibile ad ogni telescopio di almeno 90 mm di diametro, osservando da un cielo naturalmente scuro.
Per trovare le effemeridi vi serve un programma di simulazione del cielo, come Cartes Du Ciel, con un database aggiormato, oppure potete provare Calsky, selezionando accuratamente la vostra posizione geografica e scegliendo, nel menu asteroidi, i passaggi ravvicinati tra l'8 e il 9 Novembre.