venerdì 11 novembre 2011

Oggi è il 11/11/11. E quindi?

Un post che con l'astronomia non ha molto a che fare, ma non posso esimermi dal dire due parole veloci su questa data.
Si, oggi è l'11/11/2011, o come piace abbreviare ai giornalisti per cercare uno scoop che in realtà non c'è: 11/11/11. Vi dirò di più: guardate l'orario di pubblicazione di questo post. 
Visto che alcuni avvertono della pericolosità di questa data, ho scritto questo post con un giorno di anticipo, così posso dare alla maledizione l'occasione per prendersela con me con calma. Non si sa mai, fossi stato occupato mi sarei perso un'occasione unica! 

Naturalmente sto scherzando.
Secondo il nostro calendario, che non è neanche l'unico sulla Terra, domani sarà un giorno dalla forma particolare: una semplice curiosità legata ad una sequenza di numeri uguali, niente di più.
Inutile tirare in ballo significati più o meno mistici e/o velati, come paraltro qualche "buon" giornalista non ha mancato di fare. Il nostro calendario, chiamato gregoriano, lo abbiamo deciso noi (in senso lato); il sistema di misurazione dei giorni è quindi totalmente arbitrario e privo di alcun legame con gli eventi della Natura o dell'Universo.
A livello scientifico, quindi, è un giorno come un altro; l'unico modo per farlo diventare diverso è dato dall'effetto psicologico di chi crede sia collegato a sfortune, maledizioni, tragedie e via dicendo. 

Se volete evitare una sorta di effetto placebo, date uno sguardo agli altri calendari.
Per quello islamico oggi è Venerdì 14 Dhul-hijja 1432. Secondo il calendario Giuliano è una tranquilla giornata di Ottobre 2011. I nostri amici ebrei hanno superato la maledizione di questa data da qualche migliaio di anni, visto che sono nell'anno 5772, beati loro!
Questo è un link per divertirvi a convertire le date in molti altri calendari; ci sono anche chicce per nerd, come il tempo secondo il sistema operativo Unix!

Capisco che il fascino dei numeri e del mistero può essere irresistibile e mi duole di fare sempre il guastafeste, ma non prendete questa data più seriamente di un insolito accostamento di cifre uguali che non si ripeterà per molto tempo (a meno di non cambiare calendario!).

Direi che il Corriere della Sera ha presentato un articolo capolavoro, che linko giusto per farvi quattro risate. Io, in barba a tutti probabilmente nell'ora in cui verrà pubblicato in automatico questo post mi troverò a passeggiare sotto una serie di scale in un rifugio di gatti neri con un ombrello aperto.

giovedì 10 novembre 2011

Il diametro nell'alta risoluzione

Le leggi dell'ottica affermano chiaramente che a parità di condizioni (turbolenza atmosferica, qualità ottica, collimazione...) uno strumento di diametro maggiore ha una risoluzione migliore di un telescopio di diametro inferiore.
Uno dei criteri più semplici ci dice che il potere risolutivo teorico, nel visibile, può essere determinato da una relazione molto semplice, detta formula o criterio di Dawes: PR=115/D, dove D è il diametro del telescopio espresso in millimetri.

Questo criterio di natura empirica fu sviluppato da Dawes a seguito dell'osservazione di numerose stelle doppie di luminosità paragonabile.
Attualmente, con le moderne tecnologie digitali, il potere risolutivo massimo di uno strumento può essere anche dimezzato rispetto alla formula di Dawes.

A prescindere da complessi dircorsi sul potere risolutivo, argomento in merito al quale potremmo scrivere centinaia di pagine senza venirne a capo, vorrei soffermarmi un attimo sull'aspetto pratico, ovvero: come si manifesta il diverso potere risolutivo in funzione dello strumento utilizzato?

Le parole e le formule alla fine lasciano il tempo che trovano, se non riusciamo a quantificare meglio quanto è il guadagno che uno strumento, ad esempio di 35 centimetri, ha rispetto ad un piccolo telescopio da 10 cm.
Comprendere le differenze sulla base delle immagini è fondamentale anche per farsi delle idee migliori su quali sono i limiti strumentali e quali dovrebbero essere le aspettative che competono a ciascun telescopio.

Posto che per i nostri scopi trascuriamo l'ostruzione e la differente configurazione ottica, elementi che non alterano sensibilmente la risoluzione massima raggiungibile, di seguito riporto un paio di esempi su cosa sia possibile ottenere al massimo con telescopi di diametro compreso tra 10 e 35 centimetri, quindi la quasi totalità degli strumenti utilizzati dai principianti.

Prima di lasciar parlare le immagini, mi preme dirvi che quelli che state per osservare sono i migliori risultati che ci si può aspettare dal proprio telescopio, se e solo se sono soddisfatte una serie di variabili che dipendono in gran parte da noi: acclimatamento dello strumento, appropriata tecnica di acquisizione ed elaborazione, camera di ripresa adeguata (non semplici webcam o reflex), collimazione del telescopio, luogo di osservazione, seeing.

Proprio per la presenza di un numero elevatissimo di variabili che prescindono il puro diametro strumentale, un confronto del genere deve essere fatto con cognizione di causa.
Per evitare il più possibile la dipendenza da queste variabili e mostrare solamente il potenziale massimo dello strumento, ho selezionato le migliori immagini riprese nel corso di ben 8 anni. Il campione da cui ho potuto attingere è stato abbastanza vasto (oltre 300 riprese) da ridurre al minimo la loro influenza e mostrare le reali potenzialità ottiche al variare del diametro strumentale.
Buona visione!

La Luna



Giove

Saturno
Ganimede (satellite di Giove)

martedì 8 novembre 2011

Sabato 12 Novembre: conferenza di Corrado Lamberti

Sabato prossimo ci sarà la seconda conferenza del ciclo organizzato dall'associazione astrofili Paolo Maffei e la fondazione POST di Perugia.
Sabato 12 Novembre: conferenza di Corrado Lamberti
Questa volta il tema sarà la cosmologia, con particolare attenzione alle ultime scoperte sulla struttura, nascita ed evoluzione dell'Universo.
Il relatore sarà Corrado Lamberti, astrofisico e divulgatore tra i più apprezzati nel panorama italiano. Direttore per molti anni della rivista L'Astronomia, ha fondato nel 2003 insieme a Margherita Hack la rivista Le Stelle.
Attualmente è direttore editoriale della collana Le Stelle, edita da Springer.
Il suo ultimo libro: Capire l'Universo, parla proprio delle nuove frontiere della cosmologia e sarà disponibile durante la serata con eventuale dedica dell'autore.

La conferenza avrà inizio alle 21:30 presso la sede del POST, in piazza del Melo, vicino al centro storico di Perugia.
La prenotazione per motivi logistici è obbligatoria, ma l'ingresso è gratuito e libero.

Per prenotare chiamare il numero: 0755736501

lunedì 7 novembre 2011

Un asteroide sta per "sfiorarci", ma niente paura!

Premessa doverosa: il significato di alcune parole in astronomia è diverso rispetto alla vita quotidiana, quindi non allarmatevi e leggete rilassati l'articolo, non facendovi ingannare da alcuni termini volutamente allarmistici che potete leggere su alcuni siti di informazione generalista.

Percorso dell'asteroide YU55 la sera dell'8 Novembre
2005YU55 è il nome, a dire il vero poco romantico o spaventoso, di un asteroide di circa 400 metri di diametro che il prossimo 8 Novembre "sfiorerà" il nostro pianeta.
Cosa significa "sfiorare"? In questi casi, quando si parla di asteroidi, significa che il corpo celeste passerà ad una distanza pari o di poco inferiore a quella dell'orbita lunare.
2005YU55 infatti passerà a circa 325000 km dalla Terra: non impatterà con il nostro pianeta e non causerà alcun tipo di disturbo, ne ora, ne per almeno i prossimi 100 anni.
Nessun problema quindi per la Terra, e neanche per la Luna, che si troverà in una posizione ben diversa rispetto alla traiettoria seguita dall'asteroide. Qui potete vedere una breve animazione del percorso seguito dall'asteroide rispetto al sistema Terra-Luna

Astronomicamente parlando, l'incontro è estremamente interessante, visto che i passaggi così ravvicinati di corpi celesti di cospicue dimensioni sono piuttosto rari.
L'ultima volta che un asteroide maggiore di 100 metri ha sfiorato il nostro pianeta risale al 1976 e non si prevedono altri incontri fino al 2028.
Un incontro così ravvicinato rappresenta quindi un'opportunità unica per studiare corpi celesti ancora sconosciuti, quanto estremamente importanti.
Gli asteroidi infatti rappresentano la chiave per conoscere le prime fasi del sistema solare, essendo dei veri e propri fossili da cui poter ricostruire in modo dettagliato le proprietà del Sistema Solare primordiale.

A causa delle loro piccole dimensioni e della generale lontananza dal nostro pianeta, sono pochissimi gli asteroidi studiati con sufficiente dettaglio, per di più attraverso costose e complicate sonde interplanetarie.
In questa occasione, invece, gli astronomi possono studiare il corpo celeste comodamente seduti nella sala operativa dei grandi telescopi e radiotelescopi terrestri; decisamente un gran bel risparmio in tempi di crisi.

Anche gli astrofili possono osservare questo piccolo corpo celeste sfrecciare nel cielo ad una velocità angolare eccezionalmente elevata: superiore a 500"/minuto. Se non sapete quanto vale questo valore, pensate che il piccolo asteroide percorrerà in cielo un diametro lunare in poco più di 3 minuti!
Nel momento di massima vicinanza alla Terra, prevista per le 23:28 locali dell'8 Novembre, l'asteroide dovrebbe raggiungere magnitudine 11.5, diventando quindi visibile ad ogni telescopio di almeno 90 mm di diametro, osservando da un cielo naturalmente scuro.
Per trovare le effemeridi vi serve un programma di simulazione del cielo, come Cartes Du Ciel, con un database aggiormato, oppure potete provare Calsky, selezionando accuratamente la vostra posizione geografica e scegliendo, nel menu asteroidi, i passaggi ravvicinati tra l'8 e il 9 Novembre.

    domenica 6 novembre 2011

    In avvicinamento a Giove, grazie sonda Voyager!

    Proprio nei giorni in cui Giove si trova in opposizione, voglio regalarvi alcune visioni davvero emozionanti di questo mondo così diverso dal nostro piccolo pianeta.
    Le immagini e le animazioni che vedrete di seguito sono state effettuate dalla gloriosa Voyager 2, a mio parere la più importante mai progettata fino a questo momento dal genio della mente umana.

    La sonda Voyager 2
    Lanciata il 30 agosto 1977, la sonda in 12 anni ha visitato i 4 pianeti giganti per la prima volta nella storia degli esseri umani: Giove, Saturno Urano e Nettuno rivelarono centinaia di segreti e caratteristiche che nessun telescopio dell'epoca era in grado di offrirci.

    Benché il grande tour dei pianeti si concluse nel 1989, la sonda da ancora segnali di vita e si trova ormai ai confini esterni del sistema solare, a circa 14,5 miliardi di km dalla Terra, allontanandosene a poco più di 15 km/s. Il fioco "bip", che impiega quasi 13 ore e mezzo a raggiungerci alla velocità della luce, ci fornisce preziosissime informazioni su quelle remote regioni del sistema solare, laddove il vento solare dovrebbe lasciare il posto allo spazio interstellare.
    L'alimentazione a radio-isotopi garantirà vità almeno per altri 12 anni, anche se è probabile che le comunicazioni si interromperanno nei prossimi 3-4 anni.

    In onore a questo manufatto destinato a vagare per sempre nello spazio e probabilmente a visitare, tra milioni di anni, altre stelle, godetevi una piccolissima parte dei sogni che ci ha regalato.
    Per conoscere la missione originaria delle sonde Voyager, guardate qui
    Per conoscere la nuova missione (Voyager Interstellar Mission), date un'occhiata qui

    Europa in transito di fronte all'atmosfera di Giove
    Evoluzione atmosferica di Giove ripresa da Voyager 2