venerdì 31 agosto 2012

Passeggiando sulla Luna con Neil Armstrong

Il primo uomo che ha camminato sulla superficie lunare ci ha lasciato in silenzio e lontano da riflettori, ma la sua avventura, a bordo di una bomba alta 110 metri e controllata da un computer meno potente di un processore nelle moderne lavatrici, resta e resterà per sempre nella memoria dell'umanità.
Per non dimenticare che lassù, su quella superficie arida e desolata dalla quale poter ammirare le stelle anche in pieno giorno, lui a nome di tutta l'umanità c'è stato, un fotografo danese ha composto uno stupendo panorama lunare interattivo a partire dalle foto originali riprese proprio da Armstrong. 
Finalmente possiamo camminare anche noi insieme a quegli impavidi uomini sulla superficie del nostro satellite e cercare di immaginare quali emozioni possono aver provato in quegli internimabili istanti.
Consiglio la visione a schermo intero: grazie Neil per questo ennesimo regalo.

Passeggiando sulla Luna con Neil Armstrong


mercoledì 29 agosto 2012

Venerdi 31 ore 11:00 un po' di pianeti su Radio3. Aggiornato

Venerdi 31 sarò ospite della trasmissione radiofonica un-due-tre...stella di Radio3Scienza a partire dalle 11. Per circa un quarto d'ora perlerò dell'osservazione dei pianeti, sia a occhio nudo che con il telescopio, cosa osservare, come osservare e perché farlo ogni sera serena.
Se siete interessati sintonizzatevi quindi su Radio 3 venerdi mattina.
In seguito dovrebbe essere disponibile anche il podcast della trasmissione, che linkero in coda a questo post.
Qui trovate la presentazione del mio intervento.

Aggiornamento
E' stata un'esperienza bella e divertente; ringrazio la redazione di Radio3Scienza per la professionalità e la cordialità.
Per chi volesse ascoltare il mio intervento, qui c'è il podcast

martedì 28 agosto 2012

Aggiornamenti da Curiosity

Buone notizie dal nostro vicino planetario.
Il rover più grande mai concepito è in ottima salute e ha mosso i primi passi sulla superficie di Marte.
Nel frattempo stanno ancora giungendo dati e immagini dell'impavida discesa attraverso la sottile atmosfera del pianeta rosso, sempre più spettacolari e fantascientifici.
Questo video è sicuramente il migliore mai visto.
Se l'effetto sembra molto più realistico di qualsiasi scena di film, è perché questo è un filmato autentico di un disco volante proveniente dalla Terra che in modo totalmente automatico atterra su un altro pianeta. Consiglio la visione direttamente da youtube e in HD a pieno schermo.
Si può notare il distacco dello scudo termico all'inizio del filmato e verso la fine l'impatto dello scudo al suolo e la gran polvere sollevata dai razzi di frenata, nonostante si trovassero a diversi metri dal suolo.
Si, gli alieni siamo proprio noi.


Se avete problemi di visualizzazione del video sopra, questo è il link diretto.

E' arrivata invece da poche ore la prova delle capacità delle fotocamere di bordo di Curiosity. Questa sotto è la foto scattata al monte Sharp, la montagna alta più di 5000 metri al centro del cratere Gale, che il rover proverà a scalare nella parte finale della sua missione, tra circa due anni terrestri.
Inutile dire che questa immagine è la più nitida mai scattata su un altro corpo celeste. La montagna dista dal punto in cui è stata scattata l'immagine oltre 12 km. Davvero impressionante!





lunedì 13 agosto 2012

Le silenziose ambasciatrici della nostra specie


Agli albori dell'era spaziale, negli irripetibili anni 70, vennero inviate per la prima volta nel Sistema Solare esterno quattro sonde automatiche. 
Le due Voyager e le precedenti Pioneer alla partenza dall’orbita terrestre vennero accelerate così tanto dai rispettivi razzi che neanche il campo gravitazionale del Sole potrà mai fermarle.

Le Pioneer e le Voyager un giorno esploreranno la Galassia
Dopo il termine delle loro missioni primarie, dopo averci svelato i segreti e le meraviglie dei pianeti giganti gassosi e senza la possibilità (e l’utilità pratica) di modificare sostanzialmente direzione e intensità della velocità, queste piccole astronavi sono state semplicemente abbandonate al loro destino.
Pioneer 10 e 11 hanno interrotto le trasmissioni nella metà degli anni 90, con l’alimentazione di bordo ormai insufficiente per mantenere attive le antenne.
Ben altra sorte, invece, per le due gemelle Voyager 1 e 2.
Dopo aver completato il tour del Sistema Solare esterno il loro ottimo stato di funzionamento ha convinto i tecnici della NASA a dare inizio a una seconda e inaspettata missione.
La VIM (Voyager Interstellar Mission) è nata con l’ambizioso compito di studiare i confini del Sistema Solare e lo spazio interstellare.
Iniziata nei primi anni novanta è ancora in corso e si spera di prolungarla fino al 2025.

Gli scienziati della NASA ritengono che tra qualche anno le sonde potrebbero trovarsi al di fuori dell’influenza del Sole, in balia degli inospitali e ancora sconosciuti spazi interstellari.
La prima a uscire dalla bolla dovrebbe essere Voyager 1, che con una velocità rispetto al Sole di 17,5 km/s è l’astronave più veloce della nostra storia.
Trasmessi gli ultimi dati presumibilmente intorno al 2020, lentamente le comunicazioni si faranno sempre più difficili e deboli, fino a perdere il contatto negli anni seguenti. 

La storia delle Voyager e delle Pioneer andrà però avanti anche senza il nostro intervento: viaggeranno nello spazio interstellare fino a quando qualcuno o qualcosa non fermerà la loro corsa.
Nonostante una velocità elevatissima per i nostri standard, Voyager 1 percorrerà il primo anno luce solamente tra 17.700 anni. Può sembrare un intervallo di tempo enorme per l’umanità e in effetti lo è: basti pensare che le più antiche civiltà si sono sviluppate poco più di 10.000 anni fa e in questo lasso di tempo il rapido progresso tecnologico ha consentito all’uomo addirittura di andare sulla Luna.

Se però si ragiona su scala cosmica, 17.000 anni sono poco più di un battito di ciglia per l’Universo. Il nostro Sole, quindi anche la Terra, hanno 4,6 miliardi di anni e sono poco più dei ragazzi per Universo, la cui età è stimata in quasi 14 miliardi di anni.
Sotto questo punto di vista, Voyager 1 percorrerà 1000 anni luce in 17 milioni di anni, poco più del tempo richiesto per formare un pianeta come la Terra.
In 1,7 miliardi di anni, più o meno il tempo richiesto per la nascita della vita in modo stabile sulla Terra, la sonda avrà percorso ben 100 mila anni luce, il diametro della Via Lattea.
Di fatto, in pochi miliardi di anni le quattro sonde potrebbero esplorare in silenzio tutta la Galassia e visitare miliardi di stelle e milioni di sistemi planetari.

In questo intervallo di tempo il destino della Terra sarà ormai segnato, con il Sole nelle fasi finali della sua vita e il genere umano probabilmente estinto da tempo, ma questi quattro piccoli manufatti continueranno a essere ambasciatori silenziosi di un popolo che per qualche tempo ha abitato un meraviglioso pianeta azzurro orbitante attorno a una piccola stella gialla chiamata Sole. 

Proprio per il significato simbolico di queste sonde, gli scienziati del tempo hanno installato al loro interno dei messaggi da destinare all’Universo o a qualche specie aliena che le dovesse intercettare.
Le Pioneer custodiscono una placca di alluminio con incise le sembianze umane, il nostro posto nel Sistema Solare e nella Galassia attraverso l'identificazione di 14 pulsar, e un'importante proprietà della Natura come testimonianza del nostro livello di conoscenza, detta transizione iperfine dell'atomo di idrogeno.
Le sonde Voyager contengono invece un disco dorato con incisi immagini, suoni, voci, musica e alcune conoscenze fisiche e matematiche. Nell'alloggiamento trova posto anche la penna a punta in grado di leggerlo e sul contenitore sono stampate le istruzioni per decodificare i messaggi, come il numero di giri al minuto che deve compiere il disco.

Anche se più in ritardo, perché partita solamente nel 2006, anche la sonda New Horizons, diretta verso Plutone, si aggiungerà alla ristretta cerchia delle esploratrici interstellari, portando a cinque il numero di manufatti che saremo riusciti a spedire al di fuori dell'abbraccio paterno del Sole.

Forse un giorno lontano qualche specie aliena, in un angolo sperduto della Galassia, intercetterà una di queste sonde e riuscirà a leggere e interpretare le informazioni che custodiscono, nelle quali è riassunta la straordinaria storia della specie umana, i cui sogni senza limiti sono riusciti a vincere la brevità della vita trovando realizzazione e memoria eterna nell’infinità dell’Universo.

mercoledì 8 agosto 2012

Appuntamento a Comacchio il 10 agosto?

Venerdi sera, la notte di San Lorenzo, sarò come ogni anno in piazza a Comacchio con un paio di telescopi a parlare dell'Universo e, si spera, far vedere qualche immagine in diretta. Con me porterò anche qualche copia dei miei libri: Primo incontro con il cielo stellato e Astrofisica per tutti.

In anteprima, poi, una novità: un nuovo libro riguardante le meraviglie del Sistema Solare, dall'osservazione alle incredibili imprese dell'esplorazione. Perché Curiosity è la missione del momento, ma lì nello spazio sono centinaia le astronavi inviate su ogni pianeta per scoprirne i segreti. Ne avrò qualche copia con me, chi sarà interessato potrà acquistarle. Se non potete venire dovrete aspettare un paio di mesi prima di vederlo pubblicato.