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lunedì 10 dicembre 2012

Grandi sconti di Natale su tutti i miei libri cartacei ed elettronici

Sconti dal 30 al 60% su tutti i miei libri
Dal 10 Dicembre fino alla fine dell'anno, tutti i miei libri cartacei sono offerti con uno sconto del 30%, mentre tutti gli ebook in formato PDF sono venduti al prezzo simbolico di 2,90 euro, con uno sconto quindi che varia dal 30 al 60% rispetto al prezzo originale.
L'offerta non ha limiti di utilizzo e non sono richiesti codici o buoni, ma vale solamente per gli acquisti effettuati sulla mia vetrina autore di Lulu.com e non su Amazon.
E' sufficiente andare alla mia vetrina autore, selezionare i volumi desiderati e pagare. 

Vi ricordo che se non volete aspettare la spedizione delle versioni cartacee, gli ebook vengono consegnati istantaneamente dopo il pagamento attraverso un link per il download. Una volta acquistato un ebook è possibile copiarlo, stamparlo e scaricarlo ogni volta che si vuole perché primo di dispositivi DRM. 

Se non volete pagare con carta di credito o preferite una consegna più veloce, potete contattare direttamente me a danielegasparri@yahoo.it e vi potrò fornire sia gli ebook che i libri cartacei con lo stesso sconto.
Qui trovate la mia vetrina autore per vedere i titoli disponibili, mentre qui una presentazione più approfondita con anteprime da scaricare.

mercoledì 28 novembre 2012

Sotto un cielo perfetto. Prologo

Dal 31 Ottobre al 20 Novembre ho finalmente realizzato un sogno che mi portavo dietro fin da bambino: visitare l'Australia, viaggiare tra le grandi città e le sterminate radure, fino a incontrare il deserto e osservare il Cielo, quello con la C mauscola, quella meraviglia che qui in Italia solo i nostri nonni possono ricordarsi, ormai cancellato dallo scempio dell'illuminazione pubblica selvaggia e fuori da ogni controllo.

Il Cielo, quell'ambiente che dalle nostre città appare spesso color arancio e privo di qualsiasi interesse perché popolato al massimo da una manciata di stelle, da un luogo buio, lontano migliaia di chilometri dalle grandi città e centinaia dalle luci artificiali più vicine, si accende come il più grande ed emozionante spettacolo che potremmo mai sperare di vedere.
Le stelle escono allo scoperto. All'inizio sono centinaia, poi diverse migliaia... Insieme riescono a illuminare debolissimamente l'ambiente intorno a noi, che però risulta buio, così scuro che è quasi impossibile vedere i propri piedi o la mano distesa di fronte a noi.

L'imponente luce zodiacale
Brillante di una debole luminosità, questo cielo incontaminato ci svela ad occhio nudo gemme e fenomeni che spesso abbiamo solamente letto, con una buona dose di scetticismo, sui libri di astronomia.
La luce zodiacale, quella debole luminosità visibile dopo il tramonto del Sole o prima dell'alba, prodotta dalla riflessione della luce solare da parte delle polveri presenti lungo il piano dell'eclittica nel Sistema Solare, diventa quasi fastidiosa tanto è evidente.

Una lunga cappa di luce bianca si innalza fino allo zenit, a volte lungo tutta l'eclittica, da orizzonte a orizzonte.
"Cavolo, quelle sono le luci di una grande città!" è l'espressione che ognuno di noi, me compreso, eclamerebbe con una certa delusione la prima volta che la osserva.
Poi subentra la razionalità: "No, non è possibile, sono a 200 km di distanza dal paese più vicino, a 3000 km dalla metropoli, quella non può essere luce artificiale!".

Inizia così una notte perfetta, stupendosi della luce del cielo che noi abbiamo cancellato.
Se poi il chiarore della luce zodiacale si sovrappone al centro della Via Lattea, alto circa 15° sull'orizzonte, lo spettacolo diventa da brividi, qualcosa che nessun libro è in grado di descrivere e nessuno può immaginare fino a quando non lo vede e lo sente con i propri occhi.

Comincia sempre in questo modo una delle 5 notti trascorse nell'outback australiano, in compagnia di canguri curiosi che saltellano e si avvicinano guardinghi a quegli strani animali bipedi che fanno stupidi versi di meraviglia osservando quello che per loro è ciò che di più comune esiste.

Inizia sempre così ogni notte, sia dal punto di vista dello spettacolo del cielo che delle emozioni, troppo grandi e per troppo tempo nascoste per potersi calmare in una manciata di ore, rispetto alle decine di anni trascorsi sotto una stupida cappa di luce artificiale.

Dopo lo stupore iniziale, si ritorna abbastanza lucidi per iniziare a dare un'occhiata al cielo, e subito si scopre che le costellazioni visibili anche dai nostri cieli qui sono....capovolte!
Normale, visto che siamo letteralmente a testa in giù rispetto alle nostre latitudini, ci suggerisce la nostra parte razionale. Eppure è una sensazione troppo strana, direi buffa, se non fosse per il fastidio che si prova cercando di riconoscere, spesso invano, figure sottosopra!

Non c'è tempo per infastidirsi, anzi, si sorride perché si sa perfettamente che questo è solo un intermezzo tra due grandi emozioni: la prima, passata, è proprio la luce zodiacale, mentre la seconda deve venire ed è rappresentata dai tesori visibili solo dall'emisfero australe, quelle gemme brillanti e sorprendenti che il nostro orizzonte ci nasconderà per sempre.

Lo sguardo corre allora verso l'orizzonte sud, perché lì si trova il cielo invisibile.
Una rapida occhiata e subito un disappunto: "ci sono due nuvole in mezzo, guarda quanto sono brillanti e fastidiose, che sfortuna!".
La prima sera si aspetta qualche minuto sperando che se ne vadano, ma non è così: "Siete coriacee, non vi siete spostate di un millimetro!".
Si andrebbe avanti in un'attesa eterna, se non fosse per un dettaglio estremamente importante: in prossimità dell'orizzonte le stelle stanno scomparendo e un'inquietante sagoma scura sta mangiando la debole luminosità del cielo.
A questo punto un dubbio comincia a serpeggiare nell'inconscio ma fa fatica ad affiorare perché la parte conscia cerca di negarlo.
Vengono alla mente le parole lette su un vecchio libro di astronomia: "Da un cielo incontaminato le nubi risultano più scure, a volte come dei veri e propri buchi oscuri".
"Assurdo!" eclamo da solo nel silenzio della notte..."Non ci posso credere, quelle nere come la pece sono davvero nuvole! mai viste così!".
Nuvole nell'Universo: le nubi di Magellano
"Ma allora, cosa sono quelle due nubi brillanti sopra, così simili alle illuminate nuvole dei nostri cieli?"
Se quegli occhi brillanti e un po' inquietanti che mi osservavano in mezzo a un prato avessero avuto coscienza, probabilmente si sarebbero divertiti a esclamare: "Povero ingenuo, ma dove vivi? Quelle sono si nuvole, ma dell'Universo, si chiamano nubi di Magellano!"
Da quel momento in poi, i miei occhi già provati da tante emozioni tutte insieme, si apriranno per raccogliere più luce possibile e non si staccheranno più, per tutta la notte, tutte le notti, da quell'incredibile opera d'arte sopra le nostre teste chiamata Universo... Un'opera d'arte che insieme, nei prossimi giorni, ripercorreremo, sperando che riesca a trasmettervi almeno in minima parte la meraviglia di questo straordinario Universo.



martedì 27 novembre 2012

Offerta di Natale: spedizione gratuita con corriere espresso per tutti i miei libri

Di ritorno dal viaggio in Australia per vedere l'eclissi di Sole ho ricevuto una piacevole mail dal sito Lulu.com, la casa editrice che ospita quasi tutti i miei libri.
Fino al 5 Dicembre compreso la spedizione con corriere espresso è gratuita. Questo include sia l'acquisto singolo che in blocco dei miei libri cartacei, che potete trovare a questa pagina (la mia vetrina autore ha più pagine, non dimenticate di visualizzarle tutte!).

Spedizione gratuita per tutti i miei libri
Come funziona il sostanzioso sconto? 
Molto semplice: è sufficiente aggiungere al carrello i libri desiderati (quanti ne volete), inserire nella pagina del carrello il codice promozionale NOVUS (tutto maiuscolo), cliccare su applica e poi procedere con il check-out scegliendo, nella pagina successiva, il metodo di spedizione GROUND. Questa modalità di spedizione è rapida e tracciabile con corriere espresso UPS.
Oltre a un sostanzioso sconto (diverse decine di euro per almeno 2-3 libri) riceverete quindi i libri in circa una settimana o poco più, proprio in tempo per un bel regalo di Natale.
L'offerta non è cumulabile ed è utilizzabile solo una volta, quindi se volete più libri comprateli tutti insieme con un unico acquisto.

Per visualizzare i titoli disponibili e fare eventualmente l'acquisto, cliccate qui.
Se avete dei problemi commentate questo post o scriveremi una mail.

Se siete invece interessati alle versioni ebook, pazientate una decina di giorni e saranno disponibili sostanziosi sconti per tutti i titoli digitali.
Se volete prima avere dettagli sui miei libri, questa pagina vi propone anteprime e presentazioni.

Buona lettura!

domenica 18 novembre 2012

Un'eclisse di Sole memorabile!

Dopo molto tempo riesco a riaggiornare il mio blog.
Non me ne sono dimenticato, è semplicemente che nelle ultime tre settimane sono stato un po' impegnato. Si, perché il 29 Ottobre me ne sono volato in Australia per una vacanza e per godermi l'eclisse totale di Sole prevista per il 14 Novembre mattina, ora Australiana, il 13 Novembre sera per l'Italia.
E' stata la mia prima eclissi totale dopo il disastroso tentativo dell'11 Agosto 1999, quando a nord di Strasburgo mi accolse acqua a catinelle.
Cromosfera e protuberanze all'inizio della ttalità
Questa volta ho deciso che non me la sarei persa per nulla al mondo, considerando anche il fatto di aver fatto una traversata sin dall'altra parte del mondo per osservarla.
Le previsioni per la località scelta inizialmente naturalmente erano pessime e d'altra parte me lo aspettavo, visto che Cairns e Port Douglas, nel Queensland, sono cittadine tropicali che sperimentano in questo periodo dell'anno le avvisaglie della stagione delle piogge che avrà inizio dopo poco più di un mesetto.
Complice anche la compagnia e la perseveranza di un gruppo di astrofili/appassionati capeggiato da Marco Bastoni, ottimo astroimager specializzato in eclissi di Sole (a tal proposito ha pubblicato anche un libro che consiglio a tutti) due sere prima ci siamo ritrovati seduti ad un tavolo per decidere il da farsi e subito le idee erano chiare: per vedere l'eclisse dovevamo andare verso l'interno, laddove la foresta pluviale con annesso clima umido lascia il posto al caldo secco dell'outback australiano.
La spedizione è quindi partita alle 12 del 13 Novembre e dopo un pomeriggio avventuroso, di cui magari parlerò meglio in un prossimo post, abbiamo trovato il posto perfetto. Il cielo notturno incontaminato è stato un ottimo antipasto al piatto forte previsto per l'alba. Inutile dire che nessuno di noi ha chiuso occhio, tra le meraviglie del cielo australe, l'attesa per l'eclissi e lo spavento quando verso le 2 di notte, per una mezz'oretta, il cielo si è improvvisamente coperto.
La luce del Sole che ha cominciato a illuminare la mattinata ci ha confermato che la nostra intuizione era stata giusta: il cielo era completamente sereno, contrariamente a quanto succedeva invece sulla costa.
Quando il Sole ha fatto capolino, tra le cime degli sparuti alberi incastonato tra due colline, la Luna ne aveva già mangiato un buon 20%, ma poco importava, perché il nostro obiettivo erano quei due minuti quasi esatti in cui tutto improvvisamente sarebbe cambiato.
Con il cuore in gola e guidati dall'esperienza di Marco che ci ha consigliato e commentato in tempo reale, ecco improvvisamente il cielo chiudersi e farsi scuro, l'ultimo spicchio di Sole sta per scomparire; l'anello di diamanti dura pochissimi secondi, improvvisamente scompare e si accende la corona solare. Tutt'intorno un silenzio surreale, anche da parte di noi osservatori e delle altre decine di persone presenti in quel grullo spiazzo ai bordi di una strada deserta. Venere brilla evidente nel cielo, forse ci sono anche altre stelle, ma l'attenzione è tutta sullo spettacolo della corona solare, qualcosa che nessuna macchina fotografica riuscirà mai a riprodurre, neanche lontanamente, come il nostro occhio.
Ci ha messo qualche secondo per venir fuori, o forse ci sono voluti alcuni attimi affinché l'occhio si adattasse alle nuove condizioni di illuminazione, ma alla fine era lì, bella come nessuno può immaginare senza mai averla vista, piena di colori, sfumature, estesa, anche se non moltissimo.
Due minuti, abbastanza lunghi per meravigliare, sufficientemente corti per lasciare una sensazione di insoddisfazione perché quello spettacolo è durato troppo, troppo poco. Ma questo non è un male, perché ora anche io, come i miei straordinari compagni d'avventura, sono diventato un cacciatore d'eclissi, catturato dalla straordinaria bellezza di un fenomeno che, a prescindere dalla passione per l'Universo e le stelle, tutti dovrebbero vedere almeno una volta nella vita.
A distanza di diversi giorni cammino per le assolate spiagge australiane e rivivo come fossero ancora reali quegli attimi eterni in cui la Luna ha deciso di oscurare il Sole e regalarci qualcosa che non dimenticheremo mai più, per il resto delle nostre vite.

Di seguito trovate alcune foto; potrebbero sembrare belle, ma ad occhio nudo lo spettacolo è decine di volte più bello, colorato e impressionante.

L'anello di diamanti all'inizio della totalità


La corona solare




La reale estensione della corona solare
L'anello di diamanti alla fine della totalità

Un frame di un video girato con il mio cellulare durante la totalità



venerdì 19 ottobre 2012

Libro di astronomia: Sulle spalle di un raggio di luce

Nel mio precedente sfogo sulla situazione italiana, del quale non mi pento e le cui decisioni maturate sono inamovibili, ho anche inserito il link all'ultimo libro scritto e forse neanche del tutto finito.
Quando si passano mesi sopra un lavoro, immersi fino al collo, arriva un punto fisiologico nel quale si perde la capacità critica e si alternano sensazioni irrazionali spesso contrastanti. A volte il volume sembra un capolavoro (molto rare!), spesso subentra una sensazione di insoddisfazione cronica che più di una volta fa pensare ad abbandonare il progetto e fare altro.
Il mio nuovo libro di astronomia
Per recuperare una minima capacità di analisi oggettiva, è necessario distaccarsi dalla propria creatura fino a quasi considerarla un ente estraneo concepito da qualcun'altro. Solo in questo modo, rileggendo pagine casuali, si riesce a capire dalle sensazioni suscitate proprio dalle prime parole, se il progetto ci ha veramente soddisfatto o meno.

Qualche giorno addietro ho avuto l'occasione di sfogliare una delle copie ricevute di questo nuovo lavoro e l'impressione che ne ho avuto è stata positiva.
Ho deciso quindi di dargli il giusto spazio con un post dedicato e un posto nella mia libreria personale.

Sulle spalle di un raggio di luce è un intreccio, spero ben riuscito, tra un romanzo e un libro di astronomia. 
A far da sfondo all'immancabile volta celeste c'è la storia di un padre e un figlio che insieme si perdono tra i miliardi di raggi di luce che ospita l'Universo, cavalcandone con la mente uno speciale che ha la forza di viaggiare molto più veloce degli altri.
In questo viaggio immaginario tra l'Universo sopra le nostre teste, si finisce per esplorare immancabilmente anche quell'universo personale spesso altrettanto sconosciuto.
Le stelle, quei puntini luminosi, rappresentano anche una grande scuola di vita dalla quale dobbiamo solamente imparare. Gli insegnamenti che hanno da offrirci questi inconsapevoli fari cosmici sono molto più grandi di quanto si possa pensare e costituiscono, forse, quel punto fermo che ognuno di noi cerca insistentemente, a volte ossessivamente, per tutta la vita, senza trovarlo il più delle volte.

Come spesso mi capita con l'astronomia, sono partito per la tangente e ho parlato (meglio, scritto!) a braccio, ma mi sono preparato anche una sinossi che, anche se potrebbe risultare ripetitiva a questo punto, mi piacerebbe far conoscere:



Un uomo comune, con la passione per l’Universo, porta il proprio figlio in quella casa di campagna laddove tutto ebbe inizio. Notti d’estate trascorse tra la spensieratezza di un bambino, i saggi racconti degli amici di famiglia che si radunavano a prendere un po’ di frescura in un piccolo cortile sotto il balcone di casa, e quell’acceso tappeto di puntini brillanti come nessuno, probabilmente, potrà mai più ammirare da questo paese.
In quel minuscolo angolo di un altrettanto insignificante pianeta, disperso nello spazio e nel tempo del cosmo, quel bambino speciale potrà dare sfogo a tutta la propria curiosità. Il padre, rispondendo sempre più orgoglioso alle decine di domande di quel fiume in piena, avrà la conversazione più matura, profonda e sincera della propria vita.
L’Universo non è soltanto un luogo popolato da stelle, pianeti, galassie o oggetti particolari come buchi neri e quasar, ma è anche la più grande scuola di vita che ognuno di noi potrà mai frequentare.
Ed è assolutamente incredibile come tutto questo si basi semplicemente su un raggio di luce, che venga visto dai nostri occhi o attraverso potenti telescopi. Infiniti raggi di luce che percorrono l’Universo anche per miliardi di anni…è tutto quello che abbiamo, ma è incredibilmente più di quanto molte persone si aspetterebbero dalle proprie vite.
Catturare quei raggi di luce per incontrare il proprio animo e vivere al meglio quella brevissima ma eterna esistenza, grazie all’insegnamento di quei perfetti meccanismi che noi stiamo lentamente cominciando a comprendere, sarà il tema ricorrente durante tutto il libro, il pilastro inamovibile sul quale poter plasmare a piacimento la propria personale, unica e straordinaria esistenza.

Il libro si sviluppa attorno alla curiosità di quel bambino, ancora puro e non corrotto dalla società. Cento domande semplici, le cui risposte, date con un linguaggio estremamente semplice e comprensibile, possono diventare molto profonde per l’Universo e l’animo umano. Un viaggio libero da vincoli attraverso il Sistema Solare, stelle, galassie, fino ai confini dell’Universo e della mente umana, senza tralasciare la straordinaria epopea dell’esplorazione dello spazio. 


Se siete interessati, sono disponibili due versioni:



mercoledì 17 ottobre 2012

Un pianeta simile alla Terra a due passi da casa

La notizia era nell'aria già da qualche giorno, ma proprio in queste ore sta per essere ufficializzata con una conferenza stampa degli astronomi dell'ESO, l'European Southern Observatory, e segna un'altra pietra miliare nell'astronomia, ma si prospetta estremamente interessante per tutti gli appassionati del cielo.

Immagine artistica di un pianeta extrasolare
In un viaggio virtuale al di fuori del Sistema Solare, verso lo spazio interstellare, a 4,3 anni luce di distanza, circa 40 mila miliardi di chilometri, si incontra un sistema si stelle triplo, il più vicino, dominato dalla brillante luce di Alpha Centauri. La seconda componente è denominata Alpha Centauri B, simile al Sole ma leggermente più piccola, la terza è chiamata Proxima ed è visibile solo con un telescopio.
Per decine anni gli astronomi, ben prima che la tecnologia lo permettesse, hanno cercato di rilevare pianeti attorno a queste tre stelle, che considerate le scale delle distanze dell'Universo sono estremamente vicine a noi, ma senza ottenere risultati.
Eppure scoprire pianeti attorno a queste stelle poteva rappresentare un'ottima occasione per poterli studiare da vicino e, magari, poter entrare in contatto con eventuali civiltà extraterrestri.

Per decenni, forse secoli, nessuna traccia di pianeti attorno al sistema di Alpha Centauri.
Poi, qualche anno fa, alcune simulazioni effettivamente rendevano plausibile l'esistenza di un sistema planetario, senza però ottenere alcuna prova osservativa.
Ci sono voluti altri anni di osservazioni con gli strumenti attualmente più sensibili che abbiamo a disposizione per poter finalmente realizzare il sogno nascosto di generazioni di astronomi.

Con il potente spettroscopio HARPS, collegato al telescopio da 3,6 metri del telescopio dell'ESO di La Silla, in Cile, è stata individuata la traccia inequivocabile di un pianeta orbitante attorno ad Alpha Centauri B analizzando le perturbazioni indotte sulla stella.
Possibili pianeti attorno al sistema di Aplha Centauri
Il metodo, chiamato delle velocità radiali, si basa sul fatto che in un sistema formato da almeno due corpi, non importa quanto diversi in massa, entrambi orbitano attorno al baricentro comune, detto anche centro di massa. Di conseguenza anche le stelle, molto più grandi dei pianeti, compiono comunque delle orbite attorno a questo punto, che tenderà a essere tanto più vicino al centro della stella quanto maggiore è la differenza con la massa del pianeta.
A titolo di esempio, un pianeta come Giove attorno al Sole induce una velocità orbitale della stella pari a pochi metri al secondo, quindi poche decine di chilometri l'ora.

Se rilevare queste velocità a distanze di decine o centinaia di anni luce sembra fantascientifico, quello che sono riusciti a fare gli astronomi dell'ESO ha superato qualsiasi immaginazione (e addirittura la precisione dei radar della polizia con cui si misura la velocità delle nostre automobili).
Il pianeta attorno ad Alpha Centauri B fa muovere la stella su un'orbita ad una velocità di appena 1,8 km/h, 51 centimetri al secondo!
Dalla piccola perturbazione e dal periodo con cui si ripete è stata calcolata la massa e la distanza del pianeta. Si tratta di un corpo celeste sorprendentemente piccolo per gli standard dei pianeti extrasolari, di massa simile a quella della Terra!
E' stato quindi scoperto il nostro pianeta gemello, per di più nel sistema stellare a noi più vicino?
Purtroppo no, perché l'impavido corpo celeste orbita attorno alla sua stella in appena 3,2 giorni a pochi milioni di chilometri (per la precisione 6), sperimentando, presumibilmente, temperature estremamente elevate, simili, se non superiori, a quelle del nostro Mercurio.

Condizioni climatiche a parte, la scoperta è davvero epocale: non solo è stato scoperto uno dei pianeti più piccoli fino a questo momento, ma addirittura attorno al sistema stellare a noi più vicino.
I pianeti potrebbero essere davvero comuni nell'Universo, soprattutto i piccoli rocciosi simili alla Terra, che silenziosi e ancora ben nascosti dal nostro livello tecnologico, potrebbero essere più abbondanti delle stelle!
Inoltre, se attorno al sistema di Alpha Centauri c'è un pianeta, niente esclude che non possano essercene altri, anche attorno alle altre due componenti.
Un sistema di pianeti nell'immediata periferia del nostro Sistema Solare, alcuni dei quali, magari, potrebbero trovarsi alla giusta distanza, rappresenterebbe un'occasione irripetibile per gli astronomi e un sogno un po' meno fantascientifico per migliaia di appassionati.
Ma per sognare c'è tempo; ora gustiamoci questa eccezionale scoperta.

Link: http://www.eso.org/public/news/eso1241/



giovedì 11 ottobre 2012

Corso di astronomia di base: Lezione 3

Entriamo nel vivo del corso di astronomia tenuto a Perugia, presso il POST, nel Marzo dello scorso anno, parlando di binocoli, telescopi e montature, quindi tutto l'occorrente per iniziare a indagare il cielo in modo più approfondito (e spettacolare) rispetto all'osservazione a occhio nudo.
Le basi di orientamento e conoscenza delle costellazioni apprese nella Lezione 2 saranno utilissime per rintracciare e puntare gli oggetti celesti ben nascosti dalle enormi distanze, ma perfettamente accessibili ai nostri strumenti ottici, a patto di disporre, quasi sempre, di cieli molto bui.

A questo link si scarica il file .zip contenente gli appunti in PDF e la presentazione in Power Point.
Buono studio!

venerdì 28 settembre 2012

Curiosity ha trovato le prime prove di acqua liquida su Marte

Il rover Curiosity scorrazza liberamente all'interno del grande cratere Gale da meno di due mesi, ma ha già fatto importanti scoperte.
Oltre alle splendide e rare immagini, tra cui un'eclissi solare parziale e Phobos, uno dei satelliti di Marte, ripreso in pieno giorno nel delicato cielo salmonato del pianeta rosso, cominciano ad arrivare interessanti notizie dal fronte più prettamente scientifico che riguarda le condizioni presenti e passate di Marte.

Sono bastate poche decine di metri per scoprire quella che al momento è la prova più forte dell'esistenza, almeno in passato, di acqua liquida in abbondanza sulla superficie marziana.
Le telecamere di Curiosiry hanno evidenziato in diversi punti quello che sembra essere il letto di un antico fiumiciattolo o comunque un luogo che è quasi sicuramente stato soggetto a inondazioni.
Cominciamo subito con il chiarire un fatto fondamentale: non è stata vista acqua liquida scorrere. Curiosity non si è fatto un bel bagno, ma ha trovato quelle che noi scienziati chiamiamo prove indirette e che a volte possono essere forti tanto quanto una chiara immagine diretta.

Quali sarebbero allora queste prove indirette che testimoniano la prezenza di acqua liquida nel passato di Marte?
Detriti cementati dall'acqua su Marte (sinistra) e sulla Terra (destra)
Avete mai notato cosa succede a un cumulo di ghiaia o di sabbia grossa lasciato per qualche mese sotto il Sole e l'azione delle piogge? I sassolini e i granelli sottili si cementano insieme, formando un aggregato duro, difficile da frammentare. Una cosa simile succede ad una busta di sale fino lasciata aperta sotto i nostri umidi cieli.
Bene, Curiosity su Marte ha trovato qualcosa di molto simile: rocce formate da un impasto indurito di ciottoli e sabbia, la cui somiglianza con le nostre comuni situazioni terrestri è davvero sorprendente.
A questo punto non sembrano esserci molti più dubbi: i detriti possono essere stati impastati insieme solamente dall'azione di un liquido. Molto difficile che si tratti di qualcosa di diverso rispetto all'acqua, se non altro perché questo è l'unico liquido che potrebbe, o avrebbe potuto, scorrere sulla superficie del pianeta rosso, date le sue condizioni ambientali.

Le prime analisi parlano di una quantità d'acqua che avrebbe potuto essere alta almeno una decina di centimetri e che probabilmente ha inondato la vallata non più di  non meno di 1000 anni fa. Quest'ultima, in particolare, sarebbe un'affermazione che se confermata lascerebbe intendere che l'acqua su Marte potrebbe scorrere anche ai giorni nostri e aprirebbe interessantissimi scenari, che spaziano da una futura colonizzazione del pianeta alla presenza di vita batterica resa probabile anche da recenti studi ai quali hanno pure partecipato dei ricercatori italiani.
Ma per questo c'è ancora tempo e Curiosity, nato proprio per indagare in dettaglio l'ambiente marziano presente e passato, ne ha in abbondanza di fronte a se.

Se in passato alcuni dettagli, come l'interessante storia dei gully, hanno dapprima fatto gridare alla scoperta, per poi trasformarla velocemente in un miraggio, queste prime analisi sembrano finalmente dare forza a generazioni di astronomi, appassionati e semplici sognatori che guardando quel lontano puntino arancio nei nostri cieli hanno immaginato un mondo che in qualche modo, magari in un lontano passato, avesse potuto essere un po' più simile al nostro straordinario pianeta azzurro. Perché, alla fine, non importa dove si guarda e in che direzione si cammina; quando si è in compagnia, l'assordante silenzio del Cosmo diventa molto più sopportabile.

domenica 23 settembre 2012

Corso di astronomia di base: Lezione 2

Settimana nuova, nuova lezione di astronomia del corso che ho tenuto a Perugia lo scorso marzo.
Questa volta parleremo di come orientarsi nel cielo, riconoscere costellazioni e osservare ad occhio nudo.
Poche persone probabilmente avranno visto un cielo davvero scuro e non sanno che incredibile spettacolo si sono persi.
Il nostro occhio, oltre ad essere uno strumento fondamentale per iniziare a conoscere il cielo, ha le potenzialità per regalare spettacoli unici: la Via Lattea che si estende da orizzonte a orizzonte, la luce zodiacale, nebulose e persino galassie diventano visibili senza utilizzare nemmeno un semplice binocolo.
Ma non voglio dilungarmi oltre. Qui potete scaricare il file zip contenente gli appunti in formato PDF e la presentazione in Power Point.
La prossima settimana la terza lezione.

mercoledì 19 settembre 2012

Chiudo qui con il mio ultimo libro. Grazie a tutti.

Non so se la notizia interesserà molti, ma io la do lo stesso.
Ho deciso di terminare la mia breve e magra carriera di autore.
Questa decisione è arrivata dopo molto tempo, costatando il totale disinteresse dell'editoria tradizionale e l'estrema difficoltà di poter anche solo sopravvivere scrivendo libri di astronomia.

Come nel migliore dei chiché, però, quando si dice addio a qualcosa è doveroso togliersi qualche sassolino dalle scarpe.
Ecco qui quindi i miei pietroni (che mi chiedo come facessero a stare nelle scarpe!)

Sono anni che mi dedico alla divulgazione. Ho prodotto migliaia di pagine, centinaia di articoli, due libri, diverse presentazioni di conferenze e corsi messi liberamente a disposizione della comunità (se non lo sapete sono tutti raccolti qui: www.lezionidiastronomia.it), animato di una passione smisurata e incondizionata verso l'astronomia.

Ma si sa che nel mondo reale per coltivare una passione è necessario prima di tutto sopravvivere. Non sono un tipo molto esigente, mi accontento di un panino al giorno e un cambio di guardaroba ogni 4-5 anni.
Quindi, per continuare il mio sogno, oltre la parte gratuita ho cominciato a produrre materiale a pagamento, sperando di riuscire a scrivere per lavoro.

In due anni ho scritto 10 libri, di cui 9 di astronomia. Uno pubblicato, gli altri autopubblicati, sia in versione cartacea che ebook; quest'ultimi a prezzi simbolici, sempre attorno ai 6-7 euro al massimo, uno addirittura a 3,60 euro.
Voi potreste pensare che sia diventato ricco in questo modo e possa continuare la mia favola.
No.
Ad essere sinceri, con 10 libri in due anni non ho guadagnato neanche lo stipendio di un mese di un muratore.
L'esperienza con la pubblicazione tradizionale è stata disastrosa: distribuzione di 400 copie in tutta Italia, con diritti d'autore al limite dell'insulto e un prezzo fuori mercato.
Ma si, diamo i numeri. Prezzo del libro: 24,95 euro; miei diritti pari a ben il 7%, a cui togliere il 21% di ritenuta d'acconto.
In pochi mesi le copie cartacee si sono quasi esaurite e a me di un anno e mezzo di lavoro speso per scrivere quel libro sono arrivati in tasca ben 400 euro netti.

Non mi sono arreso.
Ho deciso però di continuare con l'autopubblicazione, se non altro perché potevo decidere il prezzo, non andavo incontro a censure editoriali e avevo un margine leggermente più ampio sui diritti d'autore.
Non è andata bene neanche in questo caso: 8 libri autopubblicati in due anni hanno venduto la bellezza di 130 copie.
Si, solamente 130 copie!

Forse non sono capace di scrivere forse l'astronomia non interessa a molti, forse il sito non ispira fiducia, forse....ci sono tanti forse, ma una sola certezza: la versione gratuita del mio libro "Primo incontro con il cielo stellato" è stata scaricata oltre 2000 volte in un anno. 2000 volte per 4 euro (i miei diritti) fanno 8000 euro, che anche se pochi avrebbero potuto almeno darmi da mangiare.
Questo mi ha fatto capire che ci possono essere molti problemi legati alla qualità, alla diffidenza, a tutto quello che può venire in mente, ma ho almeno due certezze: la prima è che l'astronomia interessa e come.
La seconda è che pochissimi vogliono spendere 6(!) euro per acquistare un libro di astronomia di 565 pagine in formato PDF che all'autore è costato qualcosa come due anni di lavoro.
Gratis è bello, ma qui, purtroppo, gratis significa fine di una persone, almeno di una parte di essa e sinceramente l'assoluto non rispetto per l'impegno che ho messo. Qualcuno in privato è arrivato anche a offendermi perché mi ero permesso di pubblicare libri chiedendo soldi in cambio!

Avrei voluto continuare questo sogno, ma evidentemente non ci sono più le condizioni, a meno che non mi diciate come sopravvivere con 600 euro l'anno.
La realtà è che, e qui mi tolgo un macigno molto più grande della mia avventura come autore, in Italia il lavoro ce n'è tanto, basta che non si chiedano soldi in cambio.
Non importa quanti: io ho chiesto 4 euro per un libro, non ho ricevuto in cambio niente. Avrei potuto chiedere 50 centesimi per un libro e mettere in vendita gratis una ciofeca: avrei ricevuto 4000 download del libro schifoso e una decina della pubbicazione vera.
Con queste condizioni dico addio con tristezza, nostalgia e rabbia al mondo della scrittura: devo trovarmi un lavoro vero che riesca a farmi mangiare.
Ringrazio tutte le persone, poche ma buone, che hanno sempre seguito le mie pubblicazioni, aiutandomi nel migliore dei modi. Grazie, ma non è bastato. Siete state troppo poche, ma dovevo aspettarmelo, perché di buone persone non ce ne sono molte in giro.

Per due (o forse quattro) anni ho lavorato gratis, giorno e notte, a Natale e Pasqua, addirittura in vacanza... completamente gratis; ora è il momento di crescere, perché questo sogno è stato stroncato da questo paese nel quale sognare sembra essere un reato più grave dell'omicidio e tutto sembra esser dovuto senza ricevere neanche un misero panino alla mortadella al giorno in cambio.
I miei libri resteranno disponibili, almeno per ora, ma non ce ne saranno di nuovi: non scriverò più una parola se non qualche post qui sul blog (forse). La tristezza, la rabbia e soprattutto lo sconforto sono così grandi che già scrivere questo post mi ha fatto venir la nausea. E questa è la ragione della rabbia: provare nausea per qualcosa che ho sognato una vita. Non è giusto.
E' stato bello condividere con voi l'astronomia.

Ah, già, se vi interessa ho pubblicato il mio ultimo lavoro che doveva uscire tra qualche mese. Ma ho capito che non sarei riuscito più a controllarlo e a sistemarlo, quindi l'ho pubblicato così.
E' un altro libro di astronomia, questa volta un po' diverso.
E' la storia di un padre e un figlio che si ritrovano sotto il cielo che aveva regalato il sogno dell'astronomia al padre, e insieme partono per un viaggio nel cosmo e nell'interiore a bordo di un raggio di luce.
100 domande di quel bambino curioso faranno capire al padre e al figlio che l'astronomia non è solo fatta di visioni mozzafiato, ma è anche la scuola di vita migliore che potremmo mai sperare di frequentare e la più grande speranza per il nostro futuro.
E' forse il mio migliore lavoro, un misto tra un romanzo e un libro di astronomia. Ne vado, anzi, ne andavo, orgoglioso e mi ha fatto capire molte cose.
Mi spiace ma non è gratis, quindi solo una decina di impavidi forse lo leggeranno. Nessuna casa editrice lo vorrà leggere (perché io non sono nessuno, questo me l'hanno detto in molti), nessuno lo pubblicizzerà, e mi sarà proibito parlarne nei forum di astronomia come questo: http://forum.astrofili.org/ , anzi, sarò interdetto dal rispondere a tutti i messaggi che parleranno del libro (già successo con gli altri). Sarò solo, come sempre a combattere contro una situazione che nessuno vuole veramente cambiare.
Invidio quel padre immaginario sperando che un giorno io possa assomigliare anche solo vagamente a lui.
Mi concentrerò affinché una parte del mio sogno continui a sopravvivere, sperando di potermene andare da questo paese prima che venga mangiato e digerito.

Ebookhttp://www.lulu.com/shop/daniele-gasparri/sulle-spalle-di-un-raggio-di-luce/ebook/product-20396243.html

Versione cartacea: http://www.lulu.com/shop/daniele-gasparri/sulle-spalle-di-un-raggio-di-luce/paperback/product-20396203.html

Grazie per l'attenzione e chiedo scusa per lo sfogo, del quale, però, non mi pento affatto.

lunedì 17 settembre 2012

Sognando il Sistema Solare: nuovo libro di astronomia

Come anticipato in un post di due settimane fa, ho finalmente reso pubblico il mio ultimo libro: "Sognando il Sistema Solare", il manuale più completo in lingua italiana sul nostro vicinato cosmico.

Di cosa parla?
400 pagine scorrevoli ricche di immagini, alcune molto rare che probabilmente non avrete mai visto, che illustrano in modo originale le proprietà e le caratteristiche dei corpi del Sistema Solare, senza dimenticare la loro osservazione e soprattutto esplorazione.

Se immaginate un altro libro noioso sul Sistema Solare, vi sbagliate (spero). Ne ho letti tanti e tutti mi hanno stancato presto, quindi ho deciso di fare qualcosa di diverso.
Non ci saranno le solite, sterili e fredde nozioni sulle proprietà dei pianeti; quelle ormai si possono leggere su Wikipedia senza problemi e senza spendere un centesimo.
Piuttosto andremo insieme dietro le quinte per capire come si riescono a scoprire tutte le informazioni che conosciamo e che troppo spesso sembrano piovute dall'alto. Ci trasformeremo a volte in astronomi, altre in contemplatori del cielo come gli antichi greci, senza mai dimenticare le emozioni che solo l'Universo riesce a regalare.
Rivivremo per un attimo le scoperte di Galileo Galilei, il primo uomo a osservare il cielo con un telescopio e cammineremo sulla Luna insieme ai fortunati astronauti che hanno potuto passeggiare sul suo arido suolo.
Proveremo a capire se Marte ospitava o ospita ancora forme di vita, vieggeremo sulle superfici planetarie per vedere dove può piovere oltre alla Terra e daremo sfogo a tutta la nostra curiosità andando a scoprire fatti poco conosciuti che non si trovano facilmente in rete o su altri volumi.
Ben presto capiremo insieme che l'astronomia è difficile solamente se di fronte a noi abbiamo un interlocutore che non vuole farsi capire. Tutto nasce spesso da domande semplicissime e da risposte che è possibile trovare con le proprie, straordinarie, capacità.

Ma non voglio dilungarmi oltre, se non altro perché qui trovate la prefazione e l'indice, mentre qui un capitolo campione.

Per andare incontro a tutte le esigenze, ho preparato tre versioni, due cartacee e una elettronica:
1) Una versione a copertina morbida economica

2) Un'edizione di pregio e limitata in copertina rigida con sovracoperta, con formato leggermente maggiore, molto più resistente ed elegante. Ne ho ricevuto una copia e devo dire che è proprio bella.

3) Un'edizione ebook in formato PDF libera da DRM, a un prezzo simbolico per portare il Sistema Solare sempre con voi nel telefono o nel vostro ebook reader. Il download è immediato dopo aver effettuato il pagamento.

Per motivi di costi, le versioni cartacee sono stampate in bianco e nero. Solo la versione ebook contiene le immagini in alta risoluzione e a colori.

Per una settimana la versione a copertina morbida è scontata al 20%, mantenendosi sotto i 20 euro (non troverete mai un libro di astronomia di 400 pagine a questo prezzo!) quella a copertina rigida del 10%, con un prezzo paragonabile ai nuovi libri di astronomia di editori tradizionali, se non fosse che quest'ultimi sono in copertina morbida e non arrivano neanche a 200 pagine. Questo è uno dei vantaggi dell'autopubblicazione: dare spazio ai contenuti mantenendo i prezzi molto più bassi.

I primi 10 che acquistano uno dei due formati cartacei riceveranno in regalo una copia digitale gratuita, basta mandarmi una mail subito dopo l'acquisto all'indirizzo: info@danielegasparri.com

Se vi state domandando sull'affidabilità del sito che vi ho linkato, potete star tranquilli. La spedizione più economica (5 euro) è leggermente lenta ma arriva a destinazione senza problemi (almeno non ho ricevuto lamentele, poi dipende sempre da Poste Italiane).
Se proprio non riuscite ad effettuare il pagamento online ma desiderate comunque il libro, potrei effettuare in via eccezionale personalmente la spedizione, previo accordo via mail.


Un ultimo appello: questo libro è totalmente autoprodotto, quindi non riceverà alcuna pubblicità se non la vostra.
Se volete contribuire a una divulgazione della scienza libera, indipendente e a basso costo, vi chiedo di far conoscere la mia opera attraverso passaparola e link sui vostri blog, siti e social network. Siete voi in prima linea a determinare il destino dei giovani divulgatori italiani, ancora (ma per poco) pieni di sogni e speranze.
Per segnalare la pagina in cui sono disponibili tutti i miei libri, cartacei ed elettronici, a conoscenti e amici, questo è il link che potete utilizzare: http://www.lulu.com/spotlight/danielegasparriatyahoodotit
 
Se trovate errori o refusi mi fareste un gran favore se me li comunicaste. Vi spetterà un posto nella pagina dei ringraziamenti.


martedì 11 settembre 2012

Nuovo impatto su Giove [Aggiornato]

La nuova stagione gioviana, che entrerà nel clou sul finire di Novembre con il pianeta in opposizione al Sole, è iniziata con il botto.... letteralmente!

E' infatti freschissima la scoperta di un breve lampo comparso nell'atmosfera del gigante gassoso la mattina del 10 Settembre (11:35 UT, le 13:35 ora italiana), associato, con ogni probabilità, all'impatto di un asteroide o una piccola cometa.
Impatto su Giove ripreso la mattina del 10 Settembre

L'evento, osservato dal'astrofilo americano Dan Petersen e ripreso indipendentemente da George Hall, segue di due e tre anni quelle effettuate dall'astrofilo filippino Christopher Go e dall'australiano Anthony Wesley nel 2009 e 2010. Questa volta la fortuna ha baciato il continente americano, lasciando di nuovo a secco gli osservatori europei perché a quell'ora il Sole era già sorto da diverse ore. E con questo siamo a quattro: quattro impatti su Giove in 3 anni, nessuno dei quali è stato visibile dalle nostre longitudini: un bel record (oppure ci sono stati e nessun osservatore europeo li ha avvistati?).

Sfortuna a parte, a quanto pare la quantità di detriti che circola nei pressi dell'orbita del gigante dei pianeti è molto più elevata di quanto gli astronomi erano portati a pensare.
L'immersione nell'atmosfera di Giove del corpo celeste ha prodotto un breve lampo piuttosto luminoso, ben visibile alla distanza di oltre 500 milioni di chilometri.
Non è quindi da escludere che nella zona interessata si possa essere prodotta una cicatrice scura, come peraltro accaduto nel lontano 1994 a seguito dell'impatto dei frammenti della cometa Showmaker-Levy9 e più recentemente nel 2009.

Per tutti i curiosi e gli osservatori del pianeta, la zona nella quale cercare l'eventuale cicatrice si colloca nella fascia equatoriale, non troppo distante dalla grande macchia rossa, come si puà vedere anche dall'immagine allegata.
I momenti migliori per le osservazioni, dal nostro paese, si avranno quindi:
La mattina del 12 settembre poco prima del sorgere del Sole;
La mattina del 13 settembre,dalle 2:00 alle 3:30 circa.

Cristian Fattinnanzi ha già ripreso Giove la mattina dell'11 Settembre e non sembra aver trovato tracce di cicatrici, ma le condizioni d'osservazione non erano affatto buone, quindi meglio indagare a fondo.

Ogni strumento è adatto allo scopo; non è necessario trovarsi in una zona buia perché Giove è molto luminoso. Piuttosto, visto che la sfortuna sembra vederci molto bene, sta arrivando un'ondata di maltempo che potrebbe rovinare o rendere impossibili, le osservazioni.

Aggiornamento:
L'astrofilo George Hall ha pubblicato uno spezzone del video in cui compare il lampo. Davvero suggestivo

Pleiadi, Giove e Venere nel cielo scuro di Forca Canapine

Ho ritrovato nel mio HD qualche immagine che avevo scattato nel Luglio scorso dal bellissimo cielo di Forca Canapine (PG) del meraviglioso quadretto visibile all'alba: le Pleiadi, Giove e più in basso il faro Venere, erano le gemme che per qualche settimana hanno annunciato il sorgere del Sole di quelle calde notti estive.
Non è una fotografia spettacolare in se, ma spero possa essere la testimonianza di come a volte sia facile ottenere un bello scatto ricordo di un momento particolare dell'Universo.
Una semplice reflex digitale (Canon 450D) poggiata su un treppiede, ISO 800, 20 secondi di esposizione con obiettino di plastica 18-55 mm impostato a 18 mm f5.6 ed ecco che il quadretto è completo.
Nessuna elaborazione spinta, nessun sofisticato telescopio di guida; solamente la voglia di immortalare uno dei tanti spettacoli del Cosmo.


lunedì 10 settembre 2012

Corso di astronomia: lezione 1

Nel mese di Marzo 2012 ho tenuto un corso di astronomia a Perugia, organizzato dall'associazione astrofili Paolo Maffei e dal POST Perugia.
La partecipazione è stata elevata e l'interesse si è presto esteso anche al di fuori della cerchia dei miei "studenti", così ho deciso di rendere pubbliche le lezioni in formato power point e gli appunti in PDF che ho distribuito durante i cinque incontri svoltisi.
Purtroppo non ho registrato le lezioni, altrimenti avrei potuto organizzare un vero e proprio corso online; magari sarà per la prossima volta.

Iniziamo con la prima lezione: una breve ma concentrata introduzione sull'Universo, dal Sistema Solare fino alle lontane galassie.
D'altra parte, prima di accingerci a osservare quell'immenso spazio che abbiamo sopra le nostre teste, è necessario sapere cosa possiamo trovare e quali sono gli oggetti che potrebbero attirare la nostra attenzione.

A questo link potete scaricare i file. Li potete utilizzare liberamente, citando le fonti, che sono io, Daniele Gasparri, e l'associazione astrofili Paolo Maffei di Perugia

La prossima settimana un'altra lezione. Se vi chiedete quante sono vi tranquillizzo subito: sono 5.

sabato 8 settembre 2012

Un po' di Luna all'ultimo quarto

Un po' impegnato e sfortunato causa una settimana di maltempo, non guardo più molto il cielo in quesi ultimi mesi, ma qualche giorno fa la Luna era troppo bella per poterla ignorare.
Entrando prepotentemente dalla finestra del salotto, la sua luce mi ha chiamato e non ho potuto rifiutare.
Purtroppo c'era molta turbolenza in quota, quindi non ho immagini in alta risoluzione, ma mi sono divertito più di un'ora nel cercare di catturare, di nuovo, i suoi bellissimi colori.
Ecco quindi a voi un'altra versione della mineral Moon.


Qualche dato tecnico: telescopio Celestron C9,25 e Canon 450D. Somma di 31 scatti, rigorosamente ottenuti in modalità RAW.
Consiglio la visione a piena risoluzione, che potete trovare qui

lunedì 3 settembre 2012

Weekend astronomico e workshop astrofotografico a Forca Canapine il 15 Settembre

L'estate è ormai in dirittura di arrivo e Settembre è stato sempre un mese prolifico per le osservazioni astronomiche: ancora abbastanza caldo per stare con il naso verso l'alto e allo stesso tempo nottate molto più lunghe di Giugno e Luglio.
Sotto un tappetto di stelle. Workshop di fotografia astronomica
Insieme al famoso fotografo di Perugia Giulio Fratticioli, con esperienza più che decennale nel campo di corsi e workshop, abbiamo allora pensato di ideare un weekend sotto le stelle nello splendido contesto di Forca Canapine, tra Umbria e Marche, sotto uno dei cieli più scuri d'Italia, il prossimo 15-16 Settembre.
Oltre al cielo, offerto molto gentilmente dalla Natura, e al paesaggio incredibile a 1500 metri di quota di fronte al monte Vettore, noi abbiamo organizzato un vero e proprio workshop di fotografia astronomica, forse il primo di questo genere in Italia: due giorni e una notte per imparare a osservare e soprattutto riprendere le meraviglie dell'Universo, che vi assicuro raramente o mai avrete visto in tutto il loro spendore sotto un cielo non contaminato dalle luci artificiali.

Il workshop è così organizzato: Arrivo a Forca Canapine presso il rifugio Le Cese nel primo pomeriggio del 15 Settembre. Sistemazione in camere doppie e quadruple (a scelta) e inizio della trattazione teorica per l'osservazione e la ripresa del cielo.
Cena tutti insieme, poi dal piazzale adiacente inizio della serata astronomica. Io e Giulio saremo sempre presenti con consigli tecnici e creativi per le vostre fotografie.
Metteremo a disposizione montature equatoriali, qualche obiettivo, forse un paio di reflex, se servono, computer, telescopi per l'osservazione visuale, la nostra esperienza e tante risate in compagnia.
Pernottamento in rifugio, poi la mattina seguente, appena fatta colazione, si organizzano ed elaborano gli scatti e ci si saluta.
Ad ogni partecipante saranno fornite dispense con preziosi appunti di fotografia astronomica e un CD contenente una copia digitale del mio libro "Primo incontro con il cielo stellato" e tutti i software necessari per l'elaborazione delle immagini astronomiche. 

L'intero week end, comprensivo di tutto (anche pernottamento, cena e colazione) viene offerto a 199 euro a persona. Massimo 10 partecipanti.
Se sarete in tanti, o preferite un altro giorno, c'è la possibilità di fare una seconda classe dal pomeriggio di domenica 16 Settembre fino alla mattinata del 17. Sta a voi scegliere al momento dell'eventuale prenotazione, che potete fare contattando me, chiamando Giulio (disponibilissimo) al numero: 335 8385856 o mandando una mail a foto@fratticioli.com.
Naturalmente se avete compagne/i e figli che non intendono partecipare al workshop, ma accompagnarvi nel bellissimo contesto naturalistico, loro pagheranno solamente l'albergo/rifugio.

Per saperne di più vi consiglio di dare un'occhiata al programma completo che trovate qui.

Il workshop è anche propedeutico (con annesso sconto di 100 euro) per il corso di ben 4 serate che abbiamo organizzato in Australia in occasione dell'eclissi di Sole del prossimo 14 Novembre. Ma di questo vi parlerò in un prossimo post.

sabato 1 settembre 2012

Sognando il Sistema Solare: quasi pronto il mio ultimo libro. Chiedo la vostra partecipazione!


Proprio all'inizio della grande avventura di Curiosity su Marte e sfortunatamente a pochi giorni dalla scomparsa di Neil Armstrong, il primo uomo a camminare sulla Luna, il Sistema Solare e la sua esplorazione sono tornati prepotentemente alla ribalta.
Purtroppo non è facile trovare notizie complete e affidabili in lingua italiana e spesso è necessario destreggiarsi tra una miriade di siti e scritti che alla fine, poi, ripetono sempre le stesse cose, con quel medesimo tono simil accademico un po' noioso, oltre che incomprensibilmente difficile.

Il nuovo libro previsto per il 17 Settembre
Raggiunta finalmente all'età di 28 anni suonati la maturità necessaria per realizzare un progetto che mi frullava nella testa da diverso tempo, ho passato gli ultimi sei mesi cercando di raccogliere in un unico contenitore tutte le informazioni, molte delle quali anche alla portata dei nostri occhi e telescopi, e la straordinaia epopea dell'esplorazione spaziale in un volume che, senza sembrare presuntuoso, è probabilmente il più completo in lingua italiana sull'argomento.

400 pagine prive di formule ma complete di curiosità, informazioni poco conosciute, immagini spettacolari e rare, riflessioni, avventure, sogni e speranze, tutte racchiuse in questo piccolo angolo di Universo che abbiamo faticosamente cominciato a esplorare.

Sapevate, ad esempio, che verso la Luna sono state spedite oltre 100 sonde? E che su Marte ne sono arrivate meno del 50% delle 44 fino ad ora inviate?
Il Saturn V, il razzo più grande mai progettato, aveva un consumo massimo di 15 tonnellate di carburante al secondo!

Vi siete mai chiesti come sia possibile ricavare tutte le informazioni sui pianeti che spesso ci piovono dall'alto e proposte come fossero una religione che a noi non è concesso comprendere? Andremo insieme dietro le quinte, spesso tornando indietro nel tempo, all'inizio di una semplice intuizione che poi si sarebbe trasformata, con il lavoro di generazioni di astronomi, in un'elegante teoria.

La montagna più alta del Sistema Solare non è più l'imponente monte Olimpo di Marte, ma una vetta scoperta sull'asteroide Vesta solo qualche mese fa.
Su Titano piove metano, mentre su Encelado si possono osservare immensi geyser di acqua liquida innalzarsi per centinaia di chilometri.
Su Marte un tempo quasi sicuramente c'era acqua liquida, ma alcune riserve potrebbero ancora esistere da qualche parte e nascondere forme di vita, alcune delle quali sono state forse trovate oltre 30 anni fa.
Le comete, astri bellissimi, sembrerebbero essere le portatrici della vita, i cui semi, a questo punto, potrebbero essere sparsi ovunque nell'Universo...

Sognando il Sistema Solare, questo il titolo scelto, è di nuovo un'opera autopubblicata e curata interamente da me. Proprio per non essere legato ad alcun editore, il libro non è stato soggetto a tagli editoriali che ne avrebbero alterato la natura. Il mio intento era quello di scrivere un volume completo, ma non noioso, sul Sistema Solare, senza tralasciare quei dettagli tanto sottovalutati quanto spesso divertenti.

Devo fare le ultime limature, ma intanto qui potete dare un'occhiata all'indice, alla prefazione e all'introduzione.
Qui invece potete visualizzare un pezzetto del libro. Ho scelto il capitolo riguardante Marte.
Se preferite, qui c'è il capitolo riguardante l'esplorazione dello spazio orbitale attorno alla Terra.

Sto preparando diversi formati: due cartacei, di cui uno economico in copertina moriba e un altro con copertina rigida molto più resistente, e il solito ebook in formato PDF che sarà distribuito a un prezzo poco più che simbolico e senza DRM.

Vito che un libro per definizione dovrebbe essere letto, vorrei lanciare un invito a tutti voi che seguite il blog. Perché non mi comunicate le vostre idee, magari qualche informazione che vorreste conoscere, qualche notizia aggiuntiva che vi piacerebbe trovare? L'idea è semplice: miglioriamo il libro tutti insieme!
Se quello che suggerite si adatterà alle caratteristiche di quanto scritto, lo aggiungerò volentieri.
Non c'è però molto tempo, perché Il libro sarà disponibile per l'acquisto e il download a partire da lunedi 17 Settembre.

Avete quindi due settimane per plasmare il libro sul Sistema Solare che vi piacerebbe leggere.

venerdì 31 agosto 2012

Passeggiando sulla Luna con Neil Armstrong

Il primo uomo che ha camminato sulla superficie lunare ci ha lasciato in silenzio e lontano da riflettori, ma la sua avventura, a bordo di una bomba alta 110 metri e controllata da un computer meno potente di un processore nelle moderne lavatrici, resta e resterà per sempre nella memoria dell'umanità.
Per non dimenticare che lassù, su quella superficie arida e desolata dalla quale poter ammirare le stelle anche in pieno giorno, lui a nome di tutta l'umanità c'è stato, un fotografo danese ha composto uno stupendo panorama lunare interattivo a partire dalle foto originali riprese proprio da Armstrong. 
Finalmente possiamo camminare anche noi insieme a quegli impavidi uomini sulla superficie del nostro satellite e cercare di immaginare quali emozioni possono aver provato in quegli internimabili istanti.
Consiglio la visione a schermo intero: grazie Neil per questo ennesimo regalo.

Passeggiando sulla Luna con Neil Armstrong


mercoledì 29 agosto 2012

Venerdi 31 ore 11:00 un po' di pianeti su Radio3. Aggiornato

Venerdi 31 sarò ospite della trasmissione radiofonica un-due-tre...stella di Radio3Scienza a partire dalle 11. Per circa un quarto d'ora perlerò dell'osservazione dei pianeti, sia a occhio nudo che con il telescopio, cosa osservare, come osservare e perché farlo ogni sera serena.
Se siete interessati sintonizzatevi quindi su Radio 3 venerdi mattina.
In seguito dovrebbe essere disponibile anche il podcast della trasmissione, che linkero in coda a questo post.
Qui trovate la presentazione del mio intervento.

Aggiornamento
E' stata un'esperienza bella e divertente; ringrazio la redazione di Radio3Scienza per la professionalità e la cordialità.
Per chi volesse ascoltare il mio intervento, qui c'è il podcast

martedì 28 agosto 2012

Aggiornamenti da Curiosity

Buone notizie dal nostro vicino planetario.
Il rover più grande mai concepito è in ottima salute e ha mosso i primi passi sulla superficie di Marte.
Nel frattempo stanno ancora giungendo dati e immagini dell'impavida discesa attraverso la sottile atmosfera del pianeta rosso, sempre più spettacolari e fantascientifici.
Questo video è sicuramente il migliore mai visto.
Se l'effetto sembra molto più realistico di qualsiasi scena di film, è perché questo è un filmato autentico di un disco volante proveniente dalla Terra che in modo totalmente automatico atterra su un altro pianeta. Consiglio la visione direttamente da youtube e in HD a pieno schermo.
Si può notare il distacco dello scudo termico all'inizio del filmato e verso la fine l'impatto dello scudo al suolo e la gran polvere sollevata dai razzi di frenata, nonostante si trovassero a diversi metri dal suolo.
Si, gli alieni siamo proprio noi.


Se avete problemi di visualizzazione del video sopra, questo è il link diretto.

E' arrivata invece da poche ore la prova delle capacità delle fotocamere di bordo di Curiosity. Questa sotto è la foto scattata al monte Sharp, la montagna alta più di 5000 metri al centro del cratere Gale, che il rover proverà a scalare nella parte finale della sua missione, tra circa due anni terrestri.
Inutile dire che questa immagine è la più nitida mai scattata su un altro corpo celeste. La montagna dista dal punto in cui è stata scattata l'immagine oltre 12 km. Davvero impressionante!





lunedì 13 agosto 2012

Le silenziose ambasciatrici della nostra specie


Agli albori dell'era spaziale, negli irripetibili anni 70, vennero inviate per la prima volta nel Sistema Solare esterno quattro sonde automatiche. 
Le due Voyager e le precedenti Pioneer alla partenza dall’orbita terrestre vennero accelerate così tanto dai rispettivi razzi che neanche il campo gravitazionale del Sole potrà mai fermarle.

Le Pioneer e le Voyager un giorno esploreranno la Galassia
Dopo il termine delle loro missioni primarie, dopo averci svelato i segreti e le meraviglie dei pianeti giganti gassosi e senza la possibilità (e l’utilità pratica) di modificare sostanzialmente direzione e intensità della velocità, queste piccole astronavi sono state semplicemente abbandonate al loro destino.
Pioneer 10 e 11 hanno interrotto le trasmissioni nella metà degli anni 90, con l’alimentazione di bordo ormai insufficiente per mantenere attive le antenne.
Ben altra sorte, invece, per le due gemelle Voyager 1 e 2.
Dopo aver completato il tour del Sistema Solare esterno il loro ottimo stato di funzionamento ha convinto i tecnici della NASA a dare inizio a una seconda e inaspettata missione.
La VIM (Voyager Interstellar Mission) è nata con l’ambizioso compito di studiare i confini del Sistema Solare e lo spazio interstellare.
Iniziata nei primi anni novanta è ancora in corso e si spera di prolungarla fino al 2025.

Gli scienziati della NASA ritengono che tra qualche anno le sonde potrebbero trovarsi al di fuori dell’influenza del Sole, in balia degli inospitali e ancora sconosciuti spazi interstellari.
La prima a uscire dalla bolla dovrebbe essere Voyager 1, che con una velocità rispetto al Sole di 17,5 km/s è l’astronave più veloce della nostra storia.
Trasmessi gli ultimi dati presumibilmente intorno al 2020, lentamente le comunicazioni si faranno sempre più difficili e deboli, fino a perdere il contatto negli anni seguenti. 

La storia delle Voyager e delle Pioneer andrà però avanti anche senza il nostro intervento: viaggeranno nello spazio interstellare fino a quando qualcuno o qualcosa non fermerà la loro corsa.
Nonostante una velocità elevatissima per i nostri standard, Voyager 1 percorrerà il primo anno luce solamente tra 17.700 anni. Può sembrare un intervallo di tempo enorme per l’umanità e in effetti lo è: basti pensare che le più antiche civiltà si sono sviluppate poco più di 10.000 anni fa e in questo lasso di tempo il rapido progresso tecnologico ha consentito all’uomo addirittura di andare sulla Luna.

Se però si ragiona su scala cosmica, 17.000 anni sono poco più di un battito di ciglia per l’Universo. Il nostro Sole, quindi anche la Terra, hanno 4,6 miliardi di anni e sono poco più dei ragazzi per Universo, la cui età è stimata in quasi 14 miliardi di anni.
Sotto questo punto di vista, Voyager 1 percorrerà 1000 anni luce in 17 milioni di anni, poco più del tempo richiesto per formare un pianeta come la Terra.
In 1,7 miliardi di anni, più o meno il tempo richiesto per la nascita della vita in modo stabile sulla Terra, la sonda avrà percorso ben 100 mila anni luce, il diametro della Via Lattea.
Di fatto, in pochi miliardi di anni le quattro sonde potrebbero esplorare in silenzio tutta la Galassia e visitare miliardi di stelle e milioni di sistemi planetari.

In questo intervallo di tempo il destino della Terra sarà ormai segnato, con il Sole nelle fasi finali della sua vita e il genere umano probabilmente estinto da tempo, ma questi quattro piccoli manufatti continueranno a essere ambasciatori silenziosi di un popolo che per qualche tempo ha abitato un meraviglioso pianeta azzurro orbitante attorno a una piccola stella gialla chiamata Sole. 

Proprio per il significato simbolico di queste sonde, gli scienziati del tempo hanno installato al loro interno dei messaggi da destinare all’Universo o a qualche specie aliena che le dovesse intercettare.
Le Pioneer custodiscono una placca di alluminio con incise le sembianze umane, il nostro posto nel Sistema Solare e nella Galassia attraverso l'identificazione di 14 pulsar, e un'importante proprietà della Natura come testimonianza del nostro livello di conoscenza, detta transizione iperfine dell'atomo di idrogeno.
Le sonde Voyager contengono invece un disco dorato con incisi immagini, suoni, voci, musica e alcune conoscenze fisiche e matematiche. Nell'alloggiamento trova posto anche la penna a punta in grado di leggerlo e sul contenitore sono stampate le istruzioni per decodificare i messaggi, come il numero di giri al minuto che deve compiere il disco.

Anche se più in ritardo, perché partita solamente nel 2006, anche la sonda New Horizons, diretta verso Plutone, si aggiungerà alla ristretta cerchia delle esploratrici interstellari, portando a cinque il numero di manufatti che saremo riusciti a spedire al di fuori dell'abbraccio paterno del Sole.

Forse un giorno lontano qualche specie aliena, in un angolo sperduto della Galassia, intercetterà una di queste sonde e riuscirà a leggere e interpretare le informazioni che custodiscono, nelle quali è riassunta la straordinaria storia della specie umana, i cui sogni senza limiti sono riusciti a vincere la brevità della vita trovando realizzazione e memoria eterna nell’infinità dell’Universo.

mercoledì 8 agosto 2012

Appuntamento a Comacchio il 10 agosto?

Venerdi sera, la notte di San Lorenzo, sarò come ogni anno in piazza a Comacchio con un paio di telescopi a parlare dell'Universo e, si spera, far vedere qualche immagine in diretta. Con me porterò anche qualche copia dei miei libri: Primo incontro con il cielo stellato e Astrofisica per tutti.

In anteprima, poi, una novità: un nuovo libro riguardante le meraviglie del Sistema Solare, dall'osservazione alle incredibili imprese dell'esplorazione. Perché Curiosity è la missione del momento, ma lì nello spazio sono centinaia le astronavi inviate su ogni pianeta per scoprirne i segreti. Ne avrò qualche copia con me, chi sarà interessato potrà acquistarle. Se non potete venire dovrete aspettare un paio di mesi prima di vederlo pubblicato.

lunedì 6 agosto 2012

Perché esplorare lo spazio?


Sono cosciente che con questo post mi attirerò feroci critiche, ma non mi spaventano perché di solito tanto maggiori sono, tanto più in profondità hanno colto nel segno.

Il rover Curiosity è arrivato sano e salvo sulla superficie marziana e presto inizierà limportantissimo lavoro di ricerca degli elementi a base della vita. 
Non ho potuto, purtroppo, fare a meno di notare, disgustato, che di fronte a un'impresa di così grande portata tecnologica e scientifica si sia sollevata la solita critica senza senso all'esplorazione spaziale e in generale alla ricerca. 
Nel mio percorso ho appreso che prima di giudicare si debbano conoscere gli argomenti e le situazioni che si stanno considerando, altrimenti com'è possibile esprimere un'opinione sensata? Purtroppo non tutti la pensano come me, soprattutto coloro che dietro lo schermo di un computer diventano insaziabili leoni pronti a sbranare prima di chiedersi i motivi.

Nel nuovo libro che sto preparando ho dedicato un piccolo spazio proprio nel cercare di dare una diversa angolazione sui costi e i benefici della ricerca astronomica e dell'esplorazione dello spazio. Spero almeno di poter stuzzicare la curiosità di coloro che pensano che questi sono sogni che non possiamo più permetterci.

La prima immagina inviata da Curiosity da Marte
Le responsabilità di politica e mass media sono forti in merito al modo di comunicare e giustificare l’esplorazione dello spazio di fronte alla popolazione.
Spesso le grandi spese necessarie sono sbandierate come esempi di cattivi investimenti di cui la popolazione potrebbe benissimo fare a meno.
Quante volte ho infatti sentito la domanda: “che senso ha spendere un miliardo di dollari per mandare una macchina telecomandata su Marte, quando questi soldi potrebbero aiutare molte persone qui sulla Terra e risolvere tanti problemi?”

Rispondere in modo articolato a questo pensiero, peraltro giustificabile di prima impressione, non è semplice.
Cercherò di farlo su due fronti, l’uno meramente economico, l’altro concettuale. 

È vero che l’esplorazione dello spazio è molto costosa rispetto alla quantità di denaro che utilizziamo quotidianamente, ma per capire quanto dobbiamo paragonarla alla disponibilità di denaro dello stato che decide di intraprenderla.
I 15 miliardi di dollari destinati alla NASA attualmente ogni anno dal governo degli Stati Uniti, possono sembrare tantissimi, ma rappresentano circa lo 0,2% del prodotto interno lordo del paese.
Tagliare i costi dell’esplorazione spaziale per risparmiare il 2 per mille del denaro dei contribuenti, di certo non può in alcun modo aiutare il benessere della comunità o rimettere ordine nel bilancio statale.
Se questo comunque non dovesse ancora convincere i più scettici, facciamo un paragone con altre spese, alcune di dubbia utilità, per vedere quale sia il peso relativo dell’esplorazione spaziale nell’economia di un paese.

Il termine di paragone più impressionante riguarda i costi di una guerra.
L’impegno militare in Afghanistan prima e in Iraq poi del solo governo americano ha richiesto una spesa superiore a 3000 miliardi di dollari(!) in circa 10 anni, vale a dire 300 miliardi di dollari l’anno. Un paragone con il programma Apollo, costato 20 volte di meno, mostra che con questo denaro si potevano lanciare sulla Luna almeno 7 astronavi l’anno per 10 anni e dare lavoro a centinaia di migliaia di ingegneri, fisici, astronomi, operai, unire l’umanità invece di dividerla, risparmiare molte vite umane e portare benessere in tutto il pianeta con le ricadute tecnologiche di un programma così ambizioso.
Un confronto con il programma Shuttle è ancora più impietoso: il denaro speso in 10 anni di guerra poteva finanziare una missione al giorno per tutto questo periodo di tempo.

Anche nel nostro piccolo paese non mancano i paragoni a effetto.
Si pensa che l’Italia sia una nazione troppo piccola per un programma spaziale?
No, è semplicemente uno dei tanti stati che considera prioritarie altre spese, che però non vengono comunicate ai contribuenti, come i 100 jet bombardieri che il governo si è impegnato ad acquistare nei prossimi anni, per un totale di circa 18 miliardi di euro di spese militari in un periodo (fortunatamente) di pace.
La missione Parthinfer che ha portato su Marte il primo rover ha avuto un costo totale di 280 milioni di dollari, circa 220 milioni di euro, minore del prezzo di due di questi jet.
Con il denaro speso l’Italia avrebbe potuto mandare su Marte circa 50 rover.
Solamente per il mantenimento della classe politica italiana vengono spesi diversi miliardi di euro l’anno, di cui ben 4 per il parco di auto blu più numeroso del mondo.
Tagliando i costi delle auto blu si potrebbe lanciare una sonda l’anno diretta verso Saturno e garantire una copertura di missione per almeno 15 anni ciascuna.
Poco più del 50% delle spese annuali del Quirinale sarebbero sufficienti per spedire una semplice sonda verso Marte.
Siamo proprio sicuri che l’esplorazione dello spazio, con cui l’Italia attualmente si impegna con poche centinaia di milioni di euro l’anno, sia il vero spreco da debellare?

Ed eccoci arrivati al lato concettuale di questa articolata, ma lunghi dall’essere completa, analisi.
Come si aiuta un popolo in difficoltà? Come si migliorano le sue condizioni, soprattutto in un momento di crisi?
Immettendo una grande quantità di denaro risparmiata da tagli allo sviluppo e al futuro? Oppure con un piano serio e articolato in grado di far ripartire l’intera economica, creando le condizioni affinché la popolazione abbia l’opportunità di crescere e migliorare la propria condizione?
La storia dovrebbe fornirci un ottimo insegnamento.
Il denaro fine a se stesso, privo di qualsiasi progetto di crescita e sviluppo, può rappresentare un palliativo, o addirittura una droga che rende felici ed ebbri fino a quando non scompare il suo effetto. Poi arrivano i postumi: ci si accorge di non aver fatto alcun investimento e il futuro che si presenta è oscuro e ancora più difficile.
Dieci euro per cinquanta milioni di italiani sarebbero sufficienti per lanciare una sonda verso Marte.
Vogliamo provare a immaginare le ricadute sull’economia, l’industria e il nostro benessere a fronte di questo minuscolo investimento?
Migliaia di nuovi posti di lavoro, il rientro dei nostri giovani migliori costretti a emigrare per realizzare i propri sogni, il richiamo dei grandi investitori esteri e l’instaurarsi di un’economia tecnologica che farebbe diventare il nostro paese ai primi livelli nel mondo.
Pochi miliardi di euro nella giusta direzione sarebbero trasformati in un investimento che potrebbe fruttare oltre 10 volte tanto in meno di dieci anni, se consideriamo il lato puramente economico.
Invece si considerano prioritari piani che non producono alcuna ricchezza per il popolo, ma solo per i signori nelle stanze dei bottoni. Jet che dopo 10 anni saranno da sostituire con altri di nuova generazione, guerre incomprensibili combattute agli antipodi del mondo, privilegi vari di una classe dirigente che non riesce a guardare oltre il proprio naso.
Soldi buttati per produrre nessun investimento, nessuna speranza, nessun sogno, niente lavoro, niente sviluppo.
È così che lentamente si estingue una società nel ventunesimo secolo.


Un investimento per il nostro futuro

Abbandoniamo le considerazioni personali, quindi soggettive, con cui si è concluso il precedente paragrafo e cerchiamo piuttosto di comprendere meglio quali sono i vantaggi pratici dell’esplorazione dello spazio, perché probabilmente questo è il tema più sentito.
Tutta la ricerca scientifico/tecnologica atta a superare i propri limiti obbedisce a una regola molto potente: non importa cosa si cerca, quale sia l’obiettivo del proprio sforzo tecnologico; nel lungo cammino compiuto per raggiungerlo, si conquistano decine di altri traguardi che possono rivelarsi estremamente utili per molti altri scopi.
Le ricadute tecnologiche dell’esplorazione spaziale sono così tante che sarebbero richieste decine di pagine solamente per stilare uno sterile elenco.
Non voglio proporre una sterile lista, ma far capire meglio in che modo una sonda nello spazio aiuti a migliorare le nostre vite molto di più di quanto si possa immaginare, perché è facile criticare di fronte a un computer, magari alimentato a pannelli solari, pubblicando fotografie scattate con un cellulare mentre si guardano le mappe satellitari in alta risoluzione.
Da dove provengono tutte queste tecnologie?

Con il termine inglese spin-off si identificano tutte quelle tecnologie sviluppate per l’esplorazione spaziale che sono state poi adattate per essere utilizzate nella vita di tutti i giorni.
Tra le più importanti degli ultimi anni c’è sicuramente il tema dell’energia fotovoltaica.
La tecnologia dei pannelli solari è stata utilizzata fin dalle prime missioni spaziali automatiche, tranne nei casi in cui le sonde erano dirette verso le regioni esterne del Sistema Solare.
L’agenzia russa e soprattutto americana hanno effettuato importantissimi studi nel disporre di una tecnologia leggera, affidabile e sempre più efficiente dal punto di vista energetico.
I pannelli solari che abbiamo sul nostro tetto derivano direttamente da questi pioneristici studi; senza le sonde interplanetarie, probabilmente questa tecnologia sarebbe arrivata solamente tra molti anni.
Molto importante anche il campo informatico dove il contributo della NASA è stato fondamentale.
Negli anni 60 con l’inizio del programma Apollo una grande quantità di energie fu destinata alla creazione di computer abbastanza piccoli da essere contenuti nel modulo di comando e sufficientemente potenti da pilotare l’astronave durante il viaggio verso la Luna.
Il grande sviluppo informatico, necessario per ricerca spaziale, è stato determinante per la rivoluzione informatica di massa iniziata sul finire degli anni 80.
I moderni programmi di navigazione spaziale a bordo di ogni satellite, dai GPS che guidano le nostre auto, a quelli che consentono di guardare la televisione, derivano dagli studi intensi condotti a partire dagli anni 60.
Anche nel campo medico le ricadute sono molte: dai termometri a infrarossi sviluppati per primi nelle sonde automatiche, ai nuovi materiali utilizzati per le protesi artificiali derivati direttamente dagli studi della NASA, allo sviluppo della tecnologia a diodi per la cura di alcune lesioni.
I sistemi di controllo remoto, gli stessi che consentono di attivare un allarme o un elettrodomestico con l’uso di un semplice cellulare, derivano dalla tecnologia sviluppata per il controllo di sonde a milioni di chilometri di distanza e dei rover radiocomandati su Marte.
Le fotocamere digitali che hanno reso accessibile la fotografia a chiunque e che ormai equipaggiano addirittura tutti i telefoni cellulari derivano da intensi studi e ricerche per l’efficiente ripresa e trasmissione delle immagini provenienti dalle sonde automatiche.
Le conoscenze tecnologiche accumulate e poi rese pubbliche hanno dato inizio all’inevitabile era della fotografia digitale.
I moderni pneumatici che consentono maggiore aderenza e sicurezza derivano dalle ricerche  cominciate durante l’esplorazione lunare sulle mescole da utilizzare per le ruote della Jeep che è stata utilizzata dagli astronauti di Apollo 15-16-17 durante la loro missione.
Il materiale ignifugo dei vigili del fuoco deriva dallo studio sulla costruzione delle prime tute spaziali per le passeggiate degli astronauti.
I sistemi di filtraggio, purificazione e riciclaggio dell’acqua sono stati sviluppati per le missioni verso la Luna e per le lunghe permanenze degli astronauti a bordo delle stazioni spaziali e potrebbero rivelarsi fondamentali nel fornire acqua potabile alle popolazioni povere di alcune regioni dell’Africa e dell’Asia.
Si potrebbe continuare con moltissimi altri esempi tra cui i materiali a memoria che si trovano attualmente anche in divani o materassi, il cibo liofilizzato, i sistemi di scongelamento per le ali degli aerei, ma credo che il succo del discorso sia ben chiaro: gran parte del nostro attuale stile di vita deriva dalla ricerca in ambito spaziale.
Spero di aver quindi provato che mandare una sonda su Marte non è un’attività finalizzata a soddisfare una semplice curiosità o una morbosa voglia di conoscenza, ma è soprattutto un investimento per le future generazioni, con importanti ricadute tecnologiche per tutta la popolazione di questo pianeta.

Il problema è, ancora una volta, politico e legato indissolubilmente alla natura umana.
Le guerre sono molto più costose in termini di denaro, e totalmente inaccettabili dal punto di vista delle perdite e della distruzione che causano.
La ricerca spaziale è decine di volte meno costosa e molto democratica: i benefici derivati non conoscono confini di stato, non fanno discriminazioni razziali, abbracciano tutto il popolo umano e aiutano soprattutto i più poveri.

Nello spazio sicuramente troveremo tutte le risposte ai nostri problemi e la possibilità di un futuro lungo e prospero.
L’esplorazione del cosmo rappresenta un forte collante per l’intera umanità. Questa consente all’uomo di vedere oltre i propri limitati confini, di superare diversità, lotte e guerre, proponendo un obiettivo comune che va ben oltre tutto questo. Un obiettivo che rappresenta la più grande sfida di un popolo: conoscere le sue origini, i motivi della propria esistenza, capire se si trova da solo in questo viaggio attraverso l’Universo. Un motivo così grande e nobile che al di là del benessere tecnologico potrebbe unirci finalmente sotto il tetto di questa unica casa chiamata Terra. 

Il problema è forse questo: chi ha il potere preferisce fare guerre per arricchire se stesso e pochi altri, perché maggiore è la povertà e l’ignoranza del popolo, più semplice risulta manipolarlo e maggiore è la ricchezza che può essere accumulata. Ma questo modello di sviluppo prima o poi non sarà più sostenibile.
E a quel punto l’umanità sarà di fronte alla scelta più importante della storia: chiudere gli occhi e continuare sulla strada dell’autodistruzione, oppure cercare di sconfiggere l’istinto animalesco per avviarsi verso un mondo più equo e giusto per tutti gli abitanti di questo straordinario pianeta. 

Qualche link per approfondire:
Il sito della NASA dedicato a tutte le tecnologie spaziali utilizzate per la vita di tutti i giorni: http://spinoff.nasa.gov/
Una divertente applicazione per scoprire quali materiali e tecnologie derivati dall'esplorazione dello spazio contiene la nostra casa e la nostra città: http://www.nasa.gov/externalflash/nasacity/index2.htm